Flexo-Sexual?

2008 Luglio 3

Flexo-sexual.
No, non si riferisce alla tua capacità di assumere le posizioni più improbabili e contorsionistiche, o al tuo essere disarticolata/o incrociando arti come fossero corde da bondage.

Flexo-sexual è un altro neologismo per definire l’inclinazione sessuale.
Il termine si riferisce a persone con una sessualità, appunto, flessibile. Eterosessuali che non disdegnano esperienze omosessuali. Bisessuali? No. Perchè si può provare attrazione o curiosità sessuale verso persone dello stesso sesso, senza per questo provare un’attrazione più sentimentale, o un coinvolgimento più profondo (o forse solo diverso). Insomma, una cosa del tipo: “andrei a letto con un’altra donna, ma non me ne innamorerei perchè mi piacciono gli uomini”.

Quello che mi piace di questo termine è che lascia un ampio margine di libertà all’espressione della propria sessualità, senza porre freni agli stimoli che offrono sia il mondo esterno, sia il mondo interno di fantasie e forme che ognuno ha, soprattutto se si considera il fatto che la naturale curiosità nei confronti di persone del proprio sesso è uno dei tabù più radicati (anche se non vuol dire necessariamente essere liberi da altri tabù).

Forse le definizioni rendono le cose più facili, ma io ne farei volentieri a meno.
Io sono per una sessualità anarchica.

12 Responses leave one →
  1. 2008 Luglio 3
    uomo della montagna permalink

    mah tutta questa necessita’ di dare per forza una etichetta, di classificare ogni sfumatura della sessualita’ non mi convinceva in passato ne’ mi convince tutt’ora.
    La trovo sempre e comunque riduttiva rispetto alla persona, alla sua storia, all’esperienza ed ai sentimenti ed emozioni che prova.
    Tra l’altro l’ennesima partorita alla sex and the city mi sa tanto che sia non tanto l’ennesima definizione di un subgenere, ma semplicemente di un target pubblicitario da dare in pasto a sedicenti creativi e guru della comunicazione de noaltri.

    Della complessita’ dell’umanita’ della persona tanto se ne parla poco e nulla.vista la situazione generale forse e’ meglio cosi’.

  2. 2008 Luglio 3

    Infatti. Le definizioni danno dei punti di riferimento, aiutano a costituire dei gruppi o altre forme di agrgregazione sociale, ma rischiano di ingabbiare e limitare, riducendo a pochi termini realtà molto complesse e personali. Alla fine è come se ci spogliassero della nostra personalità, e così rischiamo sempre di cadere nello stereotipo. Rischiamo di diventare dei manichini agghindati dalla società, solo perchè è tanto più difficile essere “fuori” dalla definizione, “nudi” e vivi.
    Per questo ho scritto “Forse le definizioni rendono le cose più facili, ma io ne farei volentieri a meno. Io sono per una sessualità anarchica”.
    Anarchia, anarchia e libertà.
    So.

  3. 2008 Luglio 3
    uomo della montagna permalink

    mah boop di mio non scomodo “sessualita’ anarchica” quando basta semplicemente piu’ buon senso, molta tolleranza e curiosita’.

    E poi son vecchio: come diceva Gaber per me “la liberta’ (anche nell’intorno affettivo/sessuale aggiungo io) e’ partecipazione” :D

    p.s. neanche a farlo apposta
    http://www.corriere.it/spettacoli/08_luglio_03/erede_di_madonna_74b18f76-48ca-11dd-a3c9-00144f02aabc.shtml

    potresti avere anche tu un futuro come icona Flexo-precario-sexual stile anni 50 in salsa milanese :D

  4. 2008 Luglio 3
    uomo della montagna permalink

    comunque boop ho l’impressione che di questi tempi incasellarsi in qualsisi definizione per molti equivalga in un certo senso a darsi una identita’ precisa e marcata.
    poco importa poi l’essere limitati da una categoria: il bisogno di molti resta quello avere una identita’ definita, almeno superficialmente.
    E forse in questo l’etichetta aiuta, rassicura chi ha paura di mettersi davvero in discussione cercando la prorpia identita’ attraverso il confronto con l’altro da se.

  5. 2008 Luglio 3

    Che dire…non posso che darti ragione :)
    So.

  6. 2008 Luglio 3

    Magari possi diventare un’ “icona Flexo-precario-sexual stile anni 50 in salsa milanese”. Grazie per la fiducia :)
    So.

  7. 2008 Luglio 3
    pacatoegentile permalink

    perche’ non chiamarlo col nome giusto cioe’ quelchecapitasondiboccabuona-sexual :
    ok e’ un po’ lungo ma e’ + chiaro :-)

  8. 2008 Luglio 3

    No no, altro che quel che capita! io scelgo accuratamente ;)
    So.

  9. 2008 Luglio 7

    Mamma mia ma siamo ancora dietro a questa storia???
    Ancora a classificare il modo di vivere la sessualità della gente?
    MA chi propone questi nomi secondo me qualche paura del sesso deve averla allora cataloga per sentirsi NORMALE rispetto a chi è più libero dai tabù.
    Mi piacerebbe vedere queste persone fare i pesci lessi sotto le coperte, al buio chiaramente :)

  10. 2008 Luglio 7

    ;)
    So.

  11. 2008 Luglio 8
    steve permalink

    la schiavitù delle parole. se non ha un nome non esiste? se non si trova su google esiste? potrò mai avere un cane a cui non ho dato un nome? o meglio, potrò mai instaurare un rapporto di reciproca solidarietà con un cane senza che mi riferisca a lui necessariamente indicandolo con un suono che a me non possa fare altro che ricordarmi qualche altro concetto?abbasso i suoni, viva i gorgoglii e i mugolii

  12. 2008 Luglio 9

    Gemiti
    So.

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