Blackout
Sono le 3 del mattino. La strada è quasi deserta e anche i manichini dormono dietro le vetrine. Gli spazzini lavano la strada raschiando la giornata via dall’asfalto con le loro scope dure.
La strada è bagnata e pronta ad asciugarsi con il nuovo giorno. E i cestini vuoti pronti a riempirsi, e le luci gialle come gli occhi di un gatto pronte a spegnersi tra poche ore.
Il rumore di pochi motori che sfumano nell’aria e io che dico “…non immagineresti mai quello che riuscirei a fare…”
…e le luci gialle si spengono, e il tempo tace, e io trattengo il respiro per paura che la vita scappi.
Buio. Solo il buio denso di questo blackout dove solo la luna disegna il chiaro delle nuvole.
E tu mi guardi dal nero e mi afferri la mano e mi fai correre in un vicolo che non esiste nella luce e le tue labbra si incollano alle mie e le mordono le afferano e io sfuggo giro la testa ti porgo il collo poi torno a baciarti mentre tu mi spingi contro un muro rotto e ruvido di segreti e mi giri e stringi i miei seni e con le mani scolpisci i miei fianchi e disegni la mia pelle sotto i vestiti, e la tua barba sfatta graffia il mio collo e tu mi sbrani d’amore con la tua bocca, ti spingi contro di me, spingi il tuo desiderio contro di me e intrecci le mani nelle mie portandole in alto invocando la mia immobilità contro quel muro. Mi allarghi le gambe per perquisire la mia anima e mi sollevi la gonna e mi sussurri “è questo che avevi immaginato, vero?” e mi accarezzi i capelli piano e poi li tiri e il mio collo si inarca e il mio respiro vola fuori da me con un “sì” di primavera e rondini e sento la cintura che si slaccia e i tuoi pantaloni che cadono a terra e il tuo cazzo che sfrega sul mio culo e lo scolpisce della tua voglia e le mutandine inutili si dissolvono in uno strappo e tu sei già dentro di me ed è quasi troppo facile ed è troppo bello perchè sento la tua vita che si incastra nella mia e sento la tua pelle le tue ossa e il tuo respiro che sbattono che mi sbattono e tu mi scopi con ancora più violenza e sai che mi piace perchè la mia figa urla libertà e ribellione e io ti spingo via con un solo colpo e mi giro di nuovo e vedo i tuoi occhi neri come il caffè e ti attiro sempre più vicino a me con una gamba nuda tra i miei capelli contro quel muro non ci sono ricordi ma solo il presente c’è solo ora e non mi importa non mi importa di niente e tu mi sollevi anche l’altra gamba afferrando le mie coscie aperte fresche e bollenti tra le mani, e sento che sei di nuovo al centro di me e sento il tuo cuore che si contrae spasima brilla tra le mie labbra quando ti bacio e tu chiudi gli occhi e io chiudo gli occhi e allora c’è solo il sesso la natura l’istinto che trema scoppia grida che esiste.
I fari si sbalancano come gli occhi gialli di un gatto
e tu appoggi la tua fronte sudata contro la mia e sorridi e mi accarezzi la faccia e mi baci e non dici niente sei solo con me e il nostro buio.





incredibile il ritmo del tuo racconto…. sembra un’amplesso!
“I fari si sbalancano come gli occhi gialli di un gatto” … e la città si accende grazie alla passione di due persone. Poesia poesia. R.
Tnks
le emozioni mi ispirano…
So.
@Paul: l’idea era proprio quella…
So.
eh eh eh… l’avevo intuito… hai mai sentito una canzone di Otis Redding che si intitola “Try a little Tenderness”…. ? stessa cosa!
Prova a vedere qui: http://www.youtube.com/watch?v=3UlQVhMAbwg
Tnks per la segnalazione!
So.
Fantastico! Ritmo travolgente…
So.
che t’avevo detto…. quando la facevo con il mio gruppo… sembra un orgasmo collettivo… certe sudate infatti!