La passera solitaria

2009 novembre 30

Se ne stava al davanzale, la passera solitaria, con la bocca impastata e i capelli arruffati.

Appoggiata alla finestra ruvida, sognava un nido di arti intrecciati e la morbidezza stretta di un abbraccio. Per simularlo si cingeva da sola, con le braccia ingessate attorno al petto e le dita che ghermivano un lembo di pelle sfuggito alla stoffa.

Era inverno. Era sola. Era vuota. La sua stanza era vuota. La sua vagina era vuota. Una terra desolata. E il suo cuore, un duro terreno sterile.

Guardava dall’alto i bambini che andavano a scuola e le teste dei passanti avanzare sull’asfalto sicuri, meccanici. Pilotati. Prigionieri di binari prefabbricati.

Voleva solo spiccare il volo e assaggiare il sapore freddo del vento e invece stava lì ferma, paralizzata dall’altezza della sua solitudine, a cercare di vedere ancora i solchi nel cielo fatti da chi se n’era andato. Senza far rumore.

Si ritirò nel suo cumulo di lenzuola sfatte. Erano fredde anche quelle, vuote anche quelle. Ma si mise a riscardarle per chi sarebbe venuto, persino se fosse stata lei sola. Aprì le gambe come ali nude e si avvicinò al suo cuore con la punta delle dita.

Si pizzicava con il becco delle unghie, si strofinava con i rilievi delle nocche, si buttava in picchiata in quel cielo di carne che a poco a poco pioveva, gridava, lacrimava. Un cartone di latte era rimasto aperto sul tavolo dell cucina. Un vibratore sporco avvolto nella carta igienica sul suo comodino. Un corpo lasciato nel letto per essere preso. Le sue pelli umide cinguettavano gemiti  e i vestiti spogli sul pavimento erano piccole briciole per richiamare altri uccelli.

Ma loro non sarebbero mai venuti, truffati troppe volte dai cacciatori.

Così venne lei e venne così forte che l’eco del suo orgasmo le disse che non sarebbe mai più stata sola.

Altri pensieri:

  1. ippaso permalink
    novembre 30, 2009

    questo blog è sempre più interessante…
    brava. mi hai fatto tornare in mente “sei ottavi” di Rino Gaetano”.

    Mentre la notte scendeva stellata stellata
    lei affusolata nel buio sognava incantata
    e chi mi prende la mano stanotte mio Dio
    forse un ragazzo il mio uomo o forse io
    lontana la quiete e montagne imbiancate di neve
    e il vento che soffia che fischia più forte più greve
    e che mi sfiora le labbra chi mi consola
    forse un bambino già grande o io da sola
    passava la notte passavano in fretta le ore
    la camera fredda gia si scaldava d’amore
    chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore
    chi incontrerà i miei semi avrà tutto il mio amore
    la luce discreta spiava e le ombre inventava
    mentre sul mare una luna dipinta danzava
    chi coglierà il mio fiore bagnato di brina
    un principe azzurro o forse io adulta io bambina
    mentre la notte scendeva stellata stellata
    lei affusolata nel buio dormiva incantata
    chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio
    la notte le stelle la luna
    o forse io…

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  2. novembre 30, 2009

    che bella… :)
    So*

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  3. Lyza permalink
    novembre 30, 2009

    Una solitudine che conosco. In gamba, Sophie.

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  4. SuS permalink
    novembre 30, 2009

    “la sua vagina era vuota”, questa frase ha la stessa forza di un treno merci che, a tutta velocità, si schianta contro un muro.

    Brava!!

    Sus

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  5. thuna permalink
    novembre 30, 2009

    questa passera solitaria mi ha fatto venire in mente la “passera scopaiola” che pensavo fosse una leggenda metropolitana. Invece esiste davvero con il suo bel nome linneo di “prunella modularis”, che mi piace anche di più di passera scopaiola.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Passera_scopaiola

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  6. Paolo permalink
    novembre 30, 2009

    complimenti a Sophie e anche a Ippaso. E’ un gran piacere ogni tanto passare di qui e farsi sorprendere da un erezione inaspettata.Bravi/e bene, bis.

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  7. novembre 30, 2009

    Che dire, sono felice che abbiate apprezzato questo tentativo narrativo, un assolo di solitudine, un monologo di silenzio.
    So*

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  8. novembre 30, 2009

    in effetti alcune figure retoriche meriterebbero di essere segnalate,ma io rimango sempre preso dal tuo urlarti al mondo:ti ci poni davanti e ti imponi alla sua vista,e volente o meno deve per forza notarti…
    baci
    ciao

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  9. novembre 30, 2009

    Beh, questo era più che altro un racconto, quindi non so se in questo caso “mi sono urlata al mondo”… cmq grazie mille per i bei complimenti :)
    So*

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  10. Tukuna permalink
    dicembre 1, 2009

    sei andata a leggere il blog di ramisecchi??
    ramisecchi.wordpress.com ..
    questa passera solitaria potrebbe essere anche lei.

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  11. ippaso permalink
    dicembre 1, 2009

    Un racconto urla molto di se stessi… e degli altri… :D
    Dici cose che quasi nessuna donna avrebbe il coraggio di scrivere, quindi penso che in molte siano arrossite trovando se stesse in queste parole.

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  12. dicembre 3, 2009

    @Tukuna: l’ho letto :) sì, a prima vista potrebbe anche essere lei… o forse siamo tutte noi?
    @ippaso: Beh, allora sono felice di averlo scritto :)

    So*

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  13. nosoli permalink
    dicembre 3, 2009

    http://www.cauntrifleg.wordpress.com

    per la passera che non deve chiedere mai.

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