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	<title>Sophieboop &#187; ciclo</title>
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	<description>Pensieri senza mutandine. Erotismo, sesso ed emozioni senza falsi pudori</description>
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    <title>Sophieboop</title>
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		<title>Viva la coppetta mestruale!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 18:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Usare gli assorbenti è OUT!!! Una vera testimonianza vera, la mia. Tutto è iniziato quando la mia amica Green Kika mi ha consigliato di provare le coppette mestruali, le MoonCup. Una sera è venuta a casa mia e me le ha fatte vedere: colorate, sembrano dei piccoli calici in silicone, delle corolle di fiori dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Usare gli assorbenti è OUT!!! Una vera testimonianza vera, la mia.</p>
<blockquote><p>Tutto è iniziato quando la mia amica <a title="la mia amica Kika :D" href="http://www.vitaimpatto1.org/" target="_blank">Green Kika</a> mi ha consigliato di provare le coppette mestruali, le <a title="Mooncup" href="http://www.mooncup.co.uk/" target="_blank">MoonCup</a>. Una sera è venuta a casa mia e me le ha fatte vedere: colorate, sembrano dei piccoli calici in silicone, delle corolle di fiori dove si raccoglie il polline, solo che è polline rosso. Mi ha detto: &#8220;scegline una&#8221; e io ho preso quella rosa, con lo stelo fatto da 3 pallini. Mi ha fatto anche vedere come si usa: &#8220;basta piegarla su sé stessa, infilarla e poi quando si sente un <em>pok!</em> dentro vuol dire che è sistemata bene. All&#8217;inizio l&#8217;idea di raccogliere il mio mestruo in una coppetta mi inquietava, mi faceva pensare al gelato all&#8217;amarena, alla body art e a brindisi per vampiri, tnto che ho pensato a usarla come un copricapo per piselli&#8230; ma poi&#8230; L&#8217;ho provata. La prima volta è stato strano, avevo paura di sporcarmi e che avrei lasciato le impronte del mio culo mestruato su tutte le sedie (il mestruo poi ti cola in mezzo alle chiappe e si spande sulla sedia, e sembra che sia il culo a sanguinare, come se uno avesse delle emorroidi da museo) e non l&#8217;ho tenuta su tanto. Non mi fidavo. Poi ho preso coraggio e il ciclo successivo l&#8217;ho indossata &#8211; dopo averla sterilizzata, ovvio &#8211; con le gambe un po&#8217; aperte &#8211; prima che iniziasse il flusso, proprio come mi aveva spiegato la mia amica Kika. E&#8217; andata benissimo! A parte i crampi e l&#8217;emicrania, non mi è sembrato neanche di avere le mie cose.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Sophie, usa Mooncup da 3 mesi</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Dopo la testimonianza finto-pubblicitaria-presaperilculo-delle-pubblicità-per-assorbenti che sentivo il dovere jackassiano di scrivere (in cui è tutto vero), ecco la mia verità <em>più professionale</em> in materia:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LE MOONCUP SONO UNA FIGATA!</strong></p>
<ul>
<li><strong>Non inquinano</strong></li>
<li><strong>Fanno risparmiare</strong> (fate voi il conto: tampax all&#8217;anno = 5 x 12 = circa 60 euri, che posso spendere in modo decisamente più piacevole!)</li>
<li><strong>Non si sente e non dà alcun fastidio: comodissima anche per dormire, fare sport&#8230;<br />
</strong></li>
<li><strong>E&#8217; più igienica </strong>e non ci si sporca: in pratica la coppetta avvolge il collo dell&#8217;utero, da dove esce il sangue<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>La vista del sangue è sempre pressapoco la stessa</strong>, e non fa poi così schifo. Insomma, c&#8217;è di peggio.</li>
<li><strong>Bisogna cambiarsi molto di meno</strong> (essì, anche quando sembra che vi stiate dissanguano a giudicare dall&#8217;assorbente&#8230; non è così!), e in genere dura anche più di 8 ore. Con la pratica poi si impara qual è il proprio ritmo.</li>
<li>A mio parere <strong>aiuta anche ad allenare i muscoletti pubococcigei</strong>, FONDAMENTALI per l&#8217;orgasmo.</li>
</ul>
<p>Alcuni accorgimenti:</p>
<ul>
<li>Sterilizzarla sempre prima e dopo ogni ciclo e lavarla sempre con il detergente.</li>
<li>Mettetevi in una posizione comoda per infilarla, piegatela su sé stessa, infilatela finché non sentite che è ben posizionata</li>
<li>Non usatela per scopacciare: la lubrificazione prodotta dall&#8217;eccitazione la farebbe scivolare dalle pareti della vagina e potreste fare un po&#8217; di pasticci</li>
</ul>
<p>Per ora non mi viene in mente altro. Usatela e basta. Se Rocco avesse la passera, le userebbe anche lui.</p>
<div id="attachment_4340" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="/wp-content/uploads/2011/07/wpid-1309544079746.jpg"><img class="size-full wp-image-4340" title="wpid-1309544079746.jpg" src="/wp-content/uploads/2011/07/wpid-1309544079746.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">non vi farà mica paura?</p></div>
<p>&nbsp;<br />
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</ul>
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		<title>Il ciclo dell&#8217;amore #2</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 07:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte la natura è davvero crudele. Oltre ad aver dotato il genere femminile delle malefiche mestruazioni &#8211; che non sarebbero così malefiche se non fossero tanto scomode, dolorose e non ci rendessero un momento simili ad arpie e l&#8217;altro bestiole carine e coccolose &#8211; questa geniale biologia ha anche deciso di ridere in faccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte <strong>la natura è davvero crudele</strong>.</p>
<p>Oltre ad aver dotato il genere femminile delle malefiche <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2008/03/13/il-ciclo-dellamore-1/"><strong>mestruazioni</strong></a> &#8211; che non sarebbero così malefiche se non fossero tanto <strong><em>scomode</em></strong>, <strong><em>dolorose</em></strong> e non ci rendessero un momento simili ad <strong>arpie</strong> e l&#8217;altro <strong>bestiole <em>carine e coccolose</em></strong> &#8211; questa geniale biologia ha anche deciso di <strong>ridere in faccia a molte donne</strong>, che si trovano in preda ai più <strong>bollenti spiriti</strong> proprio quando è più disagevole spegnerli.</p>
<p>A un certo punto, esasperate, bisogna trovare una <strong>soluzione</strong>: ingoiare il rospo e <strong>far finta di niente</strong>, ripetendo al desiderio che ti urla in pancia &#8220;Non ti sento! Non ti sento!&#8221;, considerando anche che <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2008/03/13/il-ciclo-dellamore-1/">molti uomini ti evitano come la sfiga</a>, non è decisamente quella migliore. Rinchiudersi nel primo sgabuzzino a <strong>sgrillettarsi in solitudine</strong>, o con come unico compagno un <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2008/03/13/il-ciclo-dellamore-1/"><strong>vibratore</strong></a> clitorideo da borsetta, dopo un po&#8217; potrebbe risultare noioso e destare sospetti sulle prolungate <em>pause caffè</em>. La soluzione migliore sarebbe quindi trovare <strong>qualcuno che ti ami</strong> a tal punto da <strong><em>amarti</em></strong> anche quando per fare un viaggio sul Mar Rosso non serve prendere l&#8217;aereo.</p>
<p>E visto che <strong>fare sesso anche durante il ciclo non è impossibile</strong> (di fatto non c&#8217;è nulla che lo impedisca, se non il personale senso del pudore), si tratta solo di rendere la cosa <strong>piacevole</strong> e non un<strong> film splatter</strong>.</p>
<p>Ovviamente il lui in questione (o la lei) non deve essere <strong>sensibile alla vista del sangue</strong>. Non che ne siano necessari spargimenti, ma <strong>può capitare</strong> e, se si vuole fare sesso &#8220;tradizionale&#8221; (cioè davanti), è sempre consigliabile usare il <strong>preservativo</strong>, non tanto per &#8220;lo schifo&#8221;, ma per evitare la trasmissione di <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2009/03/10/coitus-interruptus/"><strong>malattie</strong></a>: il sangue è sangue.</p>
<p>Se invece si preferisce <strong>evitare la zona <em>allarme rosso</em></strong>, bisogna munirsi di: <strong>Tampax</strong>; qualcosa che si possa sporcare senza rimpianti, <strong>salviette</strong> umide e un bell&#8217;<strong>asciugamano scuro</strong>.</p>
<p>Fossimo dotate di una sola <strong>zona erogena</strong> saremmo esseri inferiori, ma visto che ne abbiamo tante, e che fortunatamente dalla schizofrenia percettiva di <em>certi giorni </em>abbiamo anche qualche vantaggio<em><strong></strong></em>, tanto vale approfittarne: siamo talmente più sensibili <em><strong>dappertutto</strong></em> che potremmo avere un <a href="http://sophieboop.wordpress.com/?s=orgasmo"><strong>orgasmo clitorideo</strong></a> anche con un&#8217;intera confezione di assorbenti tra le gambe. E allora è un gran tripudio di capezzoli turgidi di endorfine e clitoridi ubriachi di felicità.<br />
E se la porta principale è fuori servizio, tanto meglio. E&#8217; l&#8217;occasione giusta per trovare <strong>nuove vie d&#8217;accesso</strong> al <strong>piacere</strong>. Di solito <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2009/07/06/mini-guida-al-sesso-anale/"><strong><em>la porta sul retro</em></strong></a> è anche molto più disponibile, come se si sentisse lusingata per avere tante attenzioni, tanto che la serratura potrebbe anche iniziare a <strong>sorridere</strong>.</p>
<p><em>Enjoy</em><br />
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</ul>
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		<title>Cose che capitano (?)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 22:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era una notte buia e tempestosa. XX e XY erano entrati in casa lasciando sbattere la porta ditro di loro ridacchiando, radici di pioggia e forse un po&#8217; alticci per la quantità di vino rosso della casa bevuto nell&#8217;allegria della cena. Dopo aver meditato prevemente &#8211; circa 5 secondi netti -sul da farsi nel resto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Era una notte buia e tempestosa. XX e XY erano entrati in casa lasciando sbattere la porta ditro di loro ridacchiando, radici di pioggia e forse un po&#8217; alticci per la quantità di vino rosso della casa bevuto nell&#8217;allegria della cena. Dopo aver meditato prevemente &#8211; circa 5 secondi netti -sul da farsi nel resto della serata, XX e XY si erano buttati sul divano, e, dopo altri 5 secondi netti, si baciavano appassionatamente. Le mani correvano e i vestiti volavano sul pavimento, come se fossero vittime sacrificabili di un&#8217;invasione di formiche carnivore. Altrettanto carnivori si erano dimostrati XX e XY, che nella frenesia della passione non avevano esitato a confondere i baci con i morsi, e le carezze con graffi rossi di passione finchè, arrivati entrambi nudi e madidi di sudore all&#8217;apice dell&#8217;eccitazione e degli amorosi sensi, XY guardò XX e disse&#8230;</em><strong>&#8220;NO&#8221;</strong>.</p>
<p>Questo &#8211; in maniera romanzata e un po&#8217; immaginata &#8211; è più o meno quello che mi ha raccontato una mia amica &#8211; XX &#8211; l&#8217;altro giorno, chiedendosi per quale insondabile mistero XY non avrebbe voluto fare l&#8217;amore con lei.</p>
<p>Arrivati a una certa età che supera di poco l&#8217;adolescenza e almeno al <strong>secondo appuntamento</strong> (la disquisizione in merito al darla o non darla al primo appuntamento è tutt&#8217;ora in fermento), <strong>normalmente</strong> ( sottolineo NORMALMENTE, quindi ci sono varianti che non considero in questo caso), 2 persone che si piacciono palesemente e finiscono nude a baciarsi con sincero trasporto in un qualsiasi luogo sufficientemente appartato (ma qui va a discrezione personale), finiscono anche per <strong>fare sesso</strong>.<br />
A meno che:<br />
<span id="more-537"></span></p>
<ul>
<li><strong>Lei</strong> abbia<strong> il ciclo</strong> ( problema che può essere aggirato da amore/arrapamento/abitudine al sangue/vampirismo)</li>
<li><strong>Lei</strong> capisce che <strong>lui non le piace più</strong> per diversi motivi e che in realtà aveva voglia di <strong>sentirsi donna</strong> o di <strong>gelato al cioccolato</strong> (problema aggirato solitamente con una 8ball imbucata di sponda)</li>
<li><strong>Lui</strong> non abbia i <strong>preservativi</strong> (problema molto spesso saltato a piè pari da una quaglia)</li>
</ul>
<p>Prima di sapere che i due amanti giacevano nudi nel talamo Ikea, si potevano azzardare le seguenti <strong>ipotesi</strong> per motivare il <strong>2 di picche:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Lui</strong> non si era lavato, <strong>puzzava </strong>e giustamente si vergognava<strong> </strong>(problema facilmente aggirabile se si è in edificio ospitale, tipo una casa, o un motel)<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>Lui</strong> ha dei <strong>problemi</strong> riguardo il suo <strong>pisello</strong> (problema fisicamente poco aggirabile, soprattutto se si tratta di dimensioni <em>puntiniste</em>)</li>
</ul>
<p>Dopo aver saputo degli indumenti sparsi sul pavimento e che gli ortaggi erano <em>assolutamente</em> in salute, avanzavano <strong>nuove ipotesi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Lui</strong> era talmente <strong>eccitato</strong> che aveva paura di schizzare come Bip-Bip (problema arrigabile con un secondo shot a seguire)</li>
<li><strong>Lui</strong> capisce che <strong>lei non gli piace</strong> poi così tanto da essere disposto ad adottarla come chewing-gum sotto la suola delle sue scarpe.</li>
</ul>
<p>La reale motivazione fornita da <strong>XY</strong> è stata:</p>
<ul>
<li>Se facciamo l&#8217;amore adesso, <strong>domani tu non mi chiami più</strong></li>
</ul>
<p>La reazione di <strong>XX</strong> a questa affermazione, è stata:</p>
<ul>
<li><strong>Lui</strong> è <strong>pazzA </strong><strong><br />
</strong></li>
</ul>
<p>Ed ecco che arriviamo al punto che volevo toccare.</p>
<ul>
<li><strong>Perchè</strong> per una donna è normale poter dire no al sesso, mentre per un uomo è qualcosa di sconvolgente?</li>
<li><strong>Perchè</strong> per un uomo, essere rifiutato sessualmente (non è mai piacevole, in ogni caso) è qualcosa da mettere in conto, mentre per una donna è una ferita profonda?</li>
</ul>
<p><strong>Di solito, quando una donna viene rifiutata</strong> da un uomo, e non è un &#8220;no, non mi piaci&#8221; ma un &#8220;no, non voglio fare sesso con te&#8221;, pensa &#8220;Ma come? Mi hanno insegnato che l&#8217;unica cosa per cui voi uomini smaniate è la patatina, io te la offro, arrostita e calda, e <strong>tu, </strong>sporco cacciatore di figa<strong>, hai il coraggio di riufiutare</strong>???&#8221;</p>
<p>E questo succede perchè fin da quando eravamo senza macchia e senza paura ci hanno insegnato che gli <strong>uomini</strong> sono dei <strong>bruti</strong> in preda agli istinti più bassi, e le <strong>donne</strong> fragili creature <strong>sentimentali</strong>. Un archetipo che forse in pochi oggi riconoscono razionalmente, ma che continua ad appestarci da secoli.</p>
<p>C&#8217;è chi dice che stiamo assistendo alla <em>femminilizzazione dell&#8217;uomo</em>, o alla <em>virilizzazione della donna</em>, c&#8217;è chi parla di <em>inversione dei ruoli</em>. Forse, semplicemente, stiamo poco a poco <strong>distruggendo gli schemi</strong>, per riconquistare la <strong>libertà</strong>. Una libertà di espressione diversa e personale che fa ancora <strong>paura</strong>.</p>
<p>Continuando a farci condizionare così da questi stereotipi, da questi diritti e doveri che sanno di polvere e di galera, finiremo col non sapere più <strong>perchè chiudiamo gli occhi</strong> mentre facciamo l&#8217;amore.<br />
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		<title>Il ciclo dell&#039;amore #1</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 12:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e altri demoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui gli uomini ti evitano come la peste. Di solito in quei giorni. Che lo sappiano o lo &#8220;percepiscano&#8221;, in modo quasi trascendente, alchemico, poco importa. Non che fuggano a gambe levate: di solito si limitano a stare fermi. Al massimo indietreggiano a piccoli passi, timidi e intimoriti, incalzati da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giorni in cui gli uomini ti evitano come la peste. Di solito in <i>quei giorni</i>.</p>
<p>Che lo sappiano o lo &#8220;percepiscano&#8221;, in modo quasi trascendente, alchemico, poco importa. Non che fuggano a gambe levate: di solito si limitano a stare fermi. Al massimo indietreggiano a piccoli passi, timidi e intimoriti, incalzati da una femminilità scomoda. Rimangono impassibili, a debita distanza, racchiusi da una bolla di paura. Forse perchè pensano che in quei giorni, il fatale morbo delle <b>mestruazioni</b>, che ciclicamente colpisce una volta al mese, vi abbia trasformate in arpie desiderose di spargere sangue (oltre al vostro), o peggio ancora, secondo un cinico punto di vista, in pupazzetti rosa smaniosi di coccole. In entrambi i casi, esseri asessuati.</p>
<p>Da questo traspare, quindi, un punto di vista ancora più cinico e agghiacciante: non potendo offrire sesso (che menti limitate!), si è considerate <b>inutili, </b>e perciò evitate. Ecco qui il <b>grande errore</b>. Perchè spesso, durante il ciclo, la libido femminile aumenta in maniera esponenziale: come se il desiderio scalciasse in pancia, come se tutto il corpo fosse circondato da un&#8217;aurea di fiamme e passione. Una specie di possessione erotica. Come se non bastasse questa eccezionale carica sessuale, bisogna anche dire che in preda allo zapping emotivo, si potrebbe arriavre a fare le cose più inaspettate, a sperimentare le più ardite fantasie, a dedicarsi al partner e al sesso come non mai. Magari in forme diverse, ma con grande soddisfazione di entrambi.</p>
<p>Tanto peggio per il maschio ottuso, quindi, che oltre a perdere occasioni, diventa anche causa del suo male. Perchè forse è proprio il fatto di sentirsi rifiutate come esseri sessuali, frustrate per il non poter concretizzare il desiderio, che le donne a volte si trasformano in arpie o in pupazzetti rosa.</p>
<p>Ovviamente ( e fortunatamente) ci sono molti uomini che non fuggono, ma anzi, sanno essere davvero meravigliosi <i>in quei giorni</i> variabilmete dolorosi e schizofrenici. Uomini che ti coccolano, ti baciano, uomini che magari, se ti va, ti scopano anche e che&#8230; vanno in farmacia a prendere gli analgesici se li hai finiti, ti preparano una tazza di thè caldo senza che tu gli dica niente, ti preparano la borsa dell&#8217;acqua calda, stanno zitti mentre avete una crisi di pianto/riso isterico, vi riscaldano le mani se sono fredde.</p>
<p>Ma la spiacevole sensazione resta.</p>
<p>Forse scrivere questo post mentre ho l&#8217;utero che grida, non è stata una buona idea. Mi sento già un po&#8217; arpia.<br />
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		<title>Il ciclo dell&#8217;amore #1</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 12:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e altri demoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono giorni in cui gli uomini ti evitano come la peste. Di solito in quei giorni. Che lo sappiano o lo &#8220;percepiscano&#8221;, in modo quasi trascendente, alchemico, poco importa. Non che fuggano a gambe levate: di solito si limitano a stare fermi. Al massimo indietreggiano a piccoli passi, timidi e intimoriti, incalzati da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giorni in cui gli uomini ti evitano come la peste. Di solito in <i>quei giorni</i>.</p>
<p>Che lo sappiano o lo &#8220;percepiscano&#8221;, in modo quasi trascendente, alchemico, poco importa. Non che fuggano a gambe levate: di solito si limitano a stare fermi. Al massimo indietreggiano a piccoli passi, timidi e intimoriti, incalzati da una femminilità scomoda. Rimangono impassibili, a debita distanza, racchiusi da una bolla di paura. Forse perchè pensano che in quei giorni, il fatale morbo delle <b>mestruazioni</b>, che ciclicamente colpisce una volta al mese, vi abbia trasformate in arpie desiderose di spargere sangue (oltre al vostro), o peggio ancora, secondo un cinico punto di vista, in pupazzetti rosa smaniosi di coccole. In entrambi i casi, esseri asessuati.</p>
<p>Da questo traspare, quindi, un punto di vista ancora più cinico e agghiacciante: non potendo offrire sesso (che menti limitate!), si è considerate <b>inutili, </b>e perciò evitate. Ecco qui il <b>grande errore</b>. Perchè spesso, durante il ciclo, la libido femminile aumenta in maniera esponenziale: come se il desiderio scalciasse in pancia, come se tutto il corpo fosse circondato da un&#8217;aurea di fiamme e passione. Una specie di possessione erotica. Come se non bastasse questa eccezionale carica sessuale, bisogna anche dire che in preda allo zapping emotivo, si potrebbe arriavre a fare le cose più inaspettate, a sperimentare le più ardite fantasie, a dedicarsi al partner e al sesso come non mai. Magari in forme diverse, ma con grande soddisfazione di entrambi.</p>
<p>Tanto peggio per il maschio ottuso, quindi, che oltre a perdere occasioni, diventa anche causa del suo male. Perchè forse è proprio il fatto di sentirsi rifiutate come esseri sessuali, frustrate per il non poter concretizzare il desiderio, che le donne a volte si trasformano in arpie o in pupazzetti rosa.</p>
<p>Ovviamente ( e fortunatamente) ci sono molti uomini che non fuggono, ma anzi, sanno essere davvero meravigliosi <i>in quei giorni</i> variabilmete dolorosi e schizofrenici. Uomini che ti coccolano, ti baciano, uomini che magari, se ti va, ti scopano anche e che&#8230; vanno in farmacia a prendere gli analgesici se li hai finiti, ti preparano una tazza di thè caldo senza che tu gli dica niente, ti preparano la borsa dell&#8217;acqua calda, stanno zitti mentre avete una crisi di pianto/riso isterico, vi riscaldano le mani se sono fredde.</p>
<p>Ma la spiacevole sensazione resta.</p>
<p>Forse scrivere questo post mentre ho l&#8217;utero che grida, non è stata una buona idea. Mi sento già un po&#8217; arpia.<br />
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		<title>Senza scampo &#8211; fine</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 22:18:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ha finito, Destiny si appoggia alla pala ansimando, e piccole gocce indistinte di lacrime e sudore bagnano il deserto ai suoi piedi. Poi prende il pannello di legno scarabocchiato di ossa nere e lo conficca con un grido disumano nel terreno. Poi se ne va, lasciando sopra la fossa solo questo post it mortuario che dice: “Herbert Miller. Suicida.”<br />
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		<title>Senza scampo &#8211; parte XV</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 22:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riapro gli occhi e vedo Destiny sopra di me, in mezzo al cielo terso, con il suo cappello a falda larga e gli occhiali neri. Impugna la pala, respira forte e si asciuga la fronte con un angolo di sottoveste, lasciandomi vedere la pelle della sua pancia tonda e nuda per la prima e l’ultima volta. Scompare per un attimo, poi riappare a tratti, attraverso i piccoli soffi di terra che iniziano a ricoprire il mio corpo. Questo sciabordio di polvere e cenere mi sembra quasi una benedizione, l’unica via di scampo, l’unica via di uscita da una vita di errori eternamente reiterati. Non cerco più di scappare, non urlo, non mi dimeno. Giusto per essere coerente fino in fondo, non smetto di sorridere e penso a quando riemergerò da questa mia fagocitazione, da questo mio sprofondare nella merda delle mie viscere e chiudo gli occhi, cercando di andare oltre la mia paura di finire qui e oltre il mio futuro di decomposizione, di re-immissione nel circolo naturale sotto forma di cibo per verbi. Sento  la leggerezza la terra che mi riempie la bocca, il naso, i polmoni. Sento il ruvido della terra che rende i miei occhi ciechi, che infetta le mie ferite e mi graffia la pelle. Sento il peso della terra che mi schiaccia il costato, sento il rumore della pala diventare ovattata e sempre più lontana da me. Ma io aspetto paziente nella mia scatola nera, pronto a registrare gli ultimi battiti, perché, come ha detto Destiny, è il risultato di una legge fisica incontestabile.<br />
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		<title>Senza scampo &#8211; parte XIV</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 21:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Destiny riprende la vanga, riprende a scavare, riprende a mugugnare una canzone passata di moda. Di tanto in tanto si gira a guardare Herbert da dietro le lenti scure, per controllare che non si svegli, o forse per assicurarsi che non crepi troppo in fretta. Poi torna di nuovo a spalare, infilando la testa rossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Destiny riprende la vanga, riprende a scavare, riprende a mugugnare una canzone passata di moda. Di tanto in tanto si gira a guardare Herbert da dietro le lenti scure, per controllare che non si svegli, o forse per assicurarsi che non crepi troppo in fretta. Poi torna di nuovo a spalare, infilando la testa rossa in quella cicatrice di deserto, accumulando terra sterile dietro di se.<br />
Destiny si avvicina ad Herbert, gli toglie il collare e gli inietta un liquido ambrato nella giugulare. Poi gli slega le braccia lentamente, lo sistema per terra a faccia in su e gli incrocia le otto dita sul petto, con i panni insanguinati ad impacchettarlo per la sua arida festa d’addio. Raccoglie i pollici di Herbert, li infiza con un ferro arrugginito e va a sedersi vicino a quel che resta del fuoco, poi spruzza un po’ di benzina sulle braci e lascia cuocere i moncherini, appoggiando gli spiedi a un sasso sotto cui sta dormendo un serpente. Quando la carne si è carbonizzata e aderisce alle ossa, li prende e inizia a sfregarli con foga su un pannello di legno rotto, che traballa appoggiato sulle sue ginocchia. Poi trascina per i piedi il corpo molle e sporco di Herbert e con un calcio lo fa cadere nella fossa.<br />
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un colpo metallico mi sveglia e vedo Destiny davanti a me, vestita con solo con una sottoveste di raso nero e un cappello a falda larga. Le spalline ricadono come briglie sciolte sulla sua schiena sudata che si curva e riemerge sotto il sole del deserto, lanciandosi dietro un piccolo soffio di terra. Vedo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un colpo metallico mi sveglia e vedo Destiny davanti a me, vestita con solo con una sottoveste di raso nero e un cappello a falda larga. Le spalline ricadono come briglie sciolte sulla sua schiena sudata che si curva e riemerge sotto il sole del deserto, lanciandosi dietro un piccolo soffio di terra. Vedo il suo mezzobusto che si appoggia a una pala, si asciuga il sudore con un braccio e ricomincia a scavare. Poi lei parla, cercando di combattere con la voce la decina abbondante di metri che si separano, e, come se mi avesse visto aprire gli occhi, come se riuscisse a leggere nella mia mente che in quel momento pensa: “perché diavolo sono qui?”, lei risponde:“ è una domanda retorica.” dice, alzando gli occhiali da sole sopra la testa, guardandomi dai suoi occhi violacei. “Avresti potuto evitare tutto questo, ma sei troppo stupido. Herbert perché mi costringi a farlo?” e il suo viso si contrae in una smorfia di sadico cordoglio che vedo anche dalla mia gogna: “sei solo uno stupido idiota, ecco cosa sei”, e si rimette a scavare.<br />
“lo dici solo perché ti sei fatta fregare, solo perché non ti amo” dico senza pensarci troppo, ancora intontito dal colpo, dal sole, dalla sete. Lei si blocca, di nuovo come quella volta davanti alla roulotte, ma il suo sguardo è diverso, più liquido e più grande di allora, come quello della madre di un omicida, e urla, ancora più forte di allora, lascia cadere la pala e si avventa verso di me, sbracciandosi per ribaltare i cassetti delle mie viscere: “Tu devi amarmi! Hai capito tu devi amarmi, perché se ci siamo incontrati è solo perché era inevitabile che accadesse, perché è il risultato di tutti i se e i ma che sono successi invece di non accadere. Prima lo capisci meglio sarà per te! Tu devi amarmi perché sei tu che mi hai fatta così!”<br />
“Ma io non ti amo! Hai capito? Io non ti amo!!!!”. Le sbraito in faccia queste sillabe felpate con la bocca secca e impastata, protendendomi in avanti tanto che il collare metallico quasi mi taglia la gola. E lei mi molla uno schiaffo che mi sporca di polvere, di male, di tutto il marcio che c’è in lei e in me e che mi fa girare la faccia. Poi, mentre respira forte, mentre la mongolfiera che ha al posto della pancia fa su e giù, mi sputa in faccia la sua sentenza:<br />
“Allora sarà peggio per te! Bastardo testa di cazzo è colpa tua! È colpa tua!” e punta il ditino magro e scheggiato di smalto: “E non avere il coraggio di dire che non te la sei andata a cercare. Io non vorrei, non vorrei, ma sei tu che me lo fai fare! Sei, tu che mi hai fatto fare tutto questo!ma è così! è il risultato di una legge fisica incontestabile e io devo farlo, Dio! Ma perché?! Perché!?”<br />
Poi si avvicina le mani al volto. Toglie e rimette gli occhiali. Ora anche lei è porca di terra, e piange, e trema, e tira su col naso quel poco di sangue freddo nebulizzato che riesce ad inalare attraverso le narici impolverate. Si gira e mi mostra la sua acconciatura sfatta di boccoli rossi e forcine sottili. Io la guardo, ma ancora non ho davvero paura, ancora non ho davvero capito quello che sta per fare. Spero ancora che tutto sia solo uno spettacolo di marionette, di buffoni, una sceneggiata alla “via col vento”.<br />
Destiny va verso la macchina e prende la borsa, poi mi avvicina un barattolo di vernice vuoto con un calcio, facendolo rotolare di fianco a me. Lo raddrizza di nuovo, mettendolo in verticale e sfila una mannaia d’acciaio dalla borsa. Poi china la testa arruffata e dice: “dammi le mani, dammi le mani cazzo!” e lei le prende con uno strattone. Mi torce fino a che non mi ha girato con le mani sul tappo del barattolo, finchè non ha vinto la mia debole e fiacca resistenza. Mi stringe le braccia legate tra le gambe nude e sudate e, tornata la cara sadica Destiny di un tempo, dice: “Vediamo se sai soffrire bene come scappi, vediamo se sai soffrire bene quanto me”. Io la guardo con gli occhi che mi saltano dal cranio, con il cuore che mi sfonda lo sterno e con una voce più acuta del solito dico: “Che cazzo vuoi fare Des? Cazzo Destiny ma tu sei pazza! Sei proprio una fottuta puttana pazza! Vuoi che ti sposi? E va bene ti sposo ma non fare stronzate ok? Cazzo Des ti prego!”<br />
La sento tremare attorno a me tanto che i suoi contorni si sfuocano, la sento gridare al cielo. Poi il movimento del suo braccio, sento la lama che fischia, chiudo gli occhi, e il mio urlo straziato squarcia l’aria di rosso quando i miei due pollici cadono a terra.<br />
“Le mie mani! Le mie mani! Che cazzo hai fatto Des!? che cazzo hai fatto?! Sei una schifosa troia, sei solo una schifosa, patetica, troia. Perché? Perché?”. E per la prima volta nella mia vita inizio davvero a piangere, scosso dai singulti e dal dolore che mi dilania. Quasi sembro lei che piange, quasi sembro lei che soffre e scalcia nell’aria, in questo mio contorcermi atroce tra le catene. Ma questo dolore è più dentro che fuori: è il dolore della mia anima spolpata e io non lo capisco.<br />
“Perché? Perché i pollici Des? perché?”<br />
Destiny risponde, di nuovo impassibile e spietatamente calma: “perché sono ciò che ci distingue dalle bestie, e tu non puoi essere chiamato uomo.”<br />
Poi si allontana, va dietro la macchina e quando torna ha in mano un panno bianco e gocciolante. Dice: “così non morirai dissanguato” e quando lo stringe attorno alle mie mani monche sento la carne che si cuoce e sfrigola nell’alcol e mi sembra di impazzire.  Lei mi osserva mentre mi accartoccio su me stesso digrignando i denti e dice: “sarebbe una fine troppo bella per un pezzo di merda come te”.<br />
Senza più vedere niente per le lacrime, il sangue, il dolore, o forse perché mi sembra di svenire le chiedo:<br />
“Quando nascerà?<br />
“Quando lo vorrai”<br />
“E se io non lo volessi?”<br />
“Allora non nascerà mai”<br />
Quando la sua lingua batte quell’ultima sillaba, io perdo i sensi e mi affloscio tra le catene come una pianta appassita, perché ho capito, e anche lei se ne va, accarezzandosi tristemente il ventre, perché ha capito.<br />
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		<title>Senza scampo &#8211; parte XII</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 20:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ancora” urla Destiny sopra di me, mentre fa su e giù sopra di me, mentre gode sopra di me. Piccole gocce di sudore stillano dai suoi capezzoli e la coda di capelli rossi e scuri le frusta la schiena come un gatto a nove code; io sento la sua figa che mi si contrae attorno, che mi avvolge e mi risucchia dentro la sua follia di spasmi e movimenti pelvici. Ha gli occhi rivoltati all’indietro, e mi tiene i polsi bloccati e uniti sopra la testa: mi domina, mi monta, mi scopa. Io  cerco di sgropparla, di infilarglielo ancora più in fondo sollevando il bacino di colpo, e lei urla, sbalzata dal piacere, muovendosi sempre più forte, sempre più velocemente. Si morde le labbra, e continuando a cavalcarmi ordina “dimmi che ami dimmi che mi ami cazzo”. La sua voce esce a scatti come da una bambola parlante con gli ingranaggi rotti e io che davvero non riesco a pensare più a niente le vengo dentro e urlo “sì ti amo ti amo cazzo se ti amo”, facendo venire anche lei, come se si facesse scopare da un gruppo di consonanti. Lei si accascia sfiancata dall’orgasmo, io la sollevo un attimo e mi sfilo dalle sue gambe. Mi rivesto in fretta, a fianco del letto, cerco di fare finta che non sia successo quello che è successo, prego tutte le divinità in cui non credo e le dico: “ti chiamo io”. Lei annuisce ancora stonata dalle endorfine, io apro la porta e cado nel buio. A quel punto mi sveglio, sudato e ansimante, accendo di scatto la luce e rimango immobile a sentire i suoi respiri che non ci sono. Controllo fuori da tutte le finestre quasi con la speranza di vedere quella sua sagoma da dea della fertilità, ma lei non c’è. Infilo un occhio nello spioncino, e mi aspetto di trovarlo accecato dalla canna di una pistola pronta a far fuoco. Ma non c’è niente. E io rimango lì immobile per ore, sicuro che prima o poi lei arriverà. Ma lei non arriva mai. Dopo che le gambe hanno iniziato a formicolare, dopo che mi sono venuti i crampi, dopo che mi sono convinto che lei mi prenderà quando ormai avrò smesso di aspettarla, vado in bagno continuando ad aspettarla per paura di far avverare questa profezia paranoica. Mi lavo la faccia con l’acqua arrugginita del motel di turno e allora la vedo: riflessa nello specchio di fronte a me, come se fosse un altro lato di me, vedo Destiny anche se so che sono solo io. Vedo me stesso con il ventre tumefatto, gravido di mostri e incubi, che ululano e mi slabbrano la pelle cercando di uscire. Io muoio in un lago di sangue e urla e lei, Destiny, mio angelo persecutore, mi guarda rantolare e getta sale grosso sulle mie ferite. La sento ancora dietro di me, sento ancora i suoi respiri umidi sul collo e le sue braccia bianche che mi incatenano a lei con un lucchetto senza serratura. E in tutte le città, in tutti i paesini anonimi in cui mi fermo tutte le donne assomigliano a lei. Tutte potrebbero essere lei travestite da se stesse. E mentre giro nei supermercati, per le strade, nei parchi e negli uffici le vedo, queste femmine tutte uguali, con quegli sguardi fotocopiati, che cercano di bucarmi la coscienza con i loro pancioni sagomati di vita. Ma io scappo, abbasso lo sguardo e accelero il passo davanti a questi mostri di amore morboso e infetto. Sembrano arieti, sembrano bombe, piaghe, pestilenze, armi chimiche imbottite d’esplosivi e ormoni. Donne, persecuzioni, condanne. Baluardi di una vita stitica, martiri di un focolare spento, vacche cornute che preferiscono essere cornute piuttosto che essere libere. Carcerieri, pene, ergastoli del pene e del testosterone. Catene dell’anima e della giovinezza. Simulacri di una gioia sottovuoto. Donne, stupide, testarde. Mi manca l’aria. Ci sono troppe lei, sempre e dovunque, comunque pronte e sterilizzarmi, soffocarmi, sotterrarmi. Mi sento morire da un momento all’altro. Se sento lo sbattere di un tacco alto, di una risata acuta, di un bacio a schiocco. Ho ancora cinque diversi me stesso ma sono stanco. Sono stanco di scappare. Ho solo voglia di sparire, di mollare, di finire.  Non ho voglia di diventare qualcun altro, vorrei solo poter ritornare ad essere nessuno. Il Nessuno di tutte, e non l’Herbert di Destiny. Herbert e la sua Destiny. È così che lei vorrebbe sentir dire. È così che vorrebbe che fossi, l’appendice delle sue mammelle gonfie, l’uomo che solo lei è riuscita a legare, ad ammaestrare e a castrare con un’unica biologica mossa. Vuole sfoggiarmi come un trofeo. “ciao, sono Destiny e questo è Herbert, il cazzo imbalsamato che porto sempre con me”. Lei l’ha fatto apposta. Tutte le volte che mi chiedeva “mi ami?” con quei suoi occhi traditori, meschini, perfidi, malvagi, crudeli e rivestiti di glassa, di amplessi, di sesso. Tutte le volte che mi diceva: “promettimi che ti prenderai cura di me” e io le rispondevo “certo”. Ma lei lo sapeva che non me ne fregava niente, che mi faceva semplicemente comodo. Lo sapeva benissimo che io volevo soltanto fotterla. Io non l’ho mai amata. Io non amo nessuno. Ma lei ha passato tutto il tempo a raccogliere prove contro di me, ad estorcere dichiarazioni sotto tortura della sua lingua, delle sue mani e della sua figa, per  tessere la sua schifosa trama, il suo lurido piano per fottermi, per legarmi a lei con questo suo maledetto bisogno di essere amata, di essere scopata. Ma non ha funzionato, doveva trovarmi un’ancora più pesante che mi facesse rimanere ancora con lei, per sempre con lei. Sì, sembra proprio che abbia fatto apposta a rimanere incinta, a fare questo bambino, questo giocattolo di carne usato come esca. Potrebbe anche aver preso il mio sperma da un profilattico ed esserselo impianto da sola. E poi non è detto che quella volta sia rimasta incinta. Io non lo so, quindi c’è la possibilità che sia così. Potrebbe essersi inventata tutto e aver noleggiato uno dei costumi da donna incinta al magazzino di John. Hanno cospirato contro di me, si sono messi d’accordo per farmi fuori. Ecco perché John sapeva che mi dovevo nascondere. Ecco perché lei ha saputo dov’ero, e chi ero, ogni volta. Non è colpa mia, non è mai stata colpa mia. Io non ho mai voluto niente di tutto questo ma ora non mi importa più. Avrebbe potuto trovare una soluzione. A come Aborto, A come Abbandono, A come Amnesia. Ma quella puttana stronza ha scelto A come ammazzare, ha scelto A come ammazzare me in tutto quello che sono. Davvero ora non mi importa se è veramente incinta: mi ha già fatto tutto il male che poteva farmi. Da quasi due mesi sto nello stesso posto, ma alla fine anche qui sembra come un miscuglio dei cento posti diversi in cui sono stato. Se guardo intorno a me ci sono sempre le stesse tapparelle abbassate, gli stessi abiti logori e sporchi, le stesse facce di plastica per le strade in questo buco di culo di mondo. Non scopo più, non mi sballo più, non esco praticamente più, eccetto per andare a leggere il giornale alla tavola calda, dove mi conoscono come Jim-moustache, perché porto baffi che non ho, perché nessun’altro a parte Destiny possa sapere chi sono e venire a cercarmi. Impacchettato nel mio nuovo abito di sofferenza su misura, aspetto solo che lei venga a prendermi e la faccia finita con questa storia di inesistenti responsabilità rimandate al mittente. Non sono più Carl il motociclista, o Archie lo studente viaggiatore. Sono solo Herbert il perseguitato, Herbert il rassegnato. Herbert lo sconfitto. Nel buio della mia camera penso solo due parole: “sbrigati puttana” e attendo di sentire il colpo, quell’unico, assordante colpo, che mi dirà che è finita.<br />
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