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	<title>Sophieboop &#187; Uomini, donne e altri robot</title>
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	<description>Pensieri senza mutandine. Erotismo, sesso ed emozioni senza falsi pudori</description>
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		<title>Basta una sillaba per distruggere l&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 16:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e altri demoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è né sì, né no. La micro-parola disintegra amore è: MA due lettere frutto di un dubbio che l&#8217;amore non si può permettere. Nel momento in cui esistono le obiezioni, le clausole, le postille, l&#8217;amore non esiste già più, diventa un giudizio, una concessione, una trattativa, invece di essere un sentimento. L&#8217;amore è un&#8217;energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Non è né<strong><em> sì</em></strong>, né <strong><em>no</em></strong>. La micro-parola disintegra amore è:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><em>MA</em></strong></p>
</blockquote>
<p>due lettere frutto di un dubbio che l&#8217;amore non si può permettere. Nel momento in cui esistono le obiezioni, le clausole, le postille, l&#8217;amore non esiste già più, diventa un giudizio, una concessione, una trattativa, invece di essere un sentimento. L&#8217;amore è un&#8217;energia compatta, una membrana protettiva, una colla a caldo, un ecosistema che nulla può intaccare, sporcare, penetrare, rompere, seccare. L&#8217;amore non è fallibile, non si corrompe, non si altera. Nonostante tutto. E&#8217; come è, bisogna crederci e basta. Come a una verità, per quanto possa essere imperfetta sia. L&#8217;amore è sempre perfetto, se chi lo prova non ha dubbi.</p>
<p><strong><em>Ma</em></strong> è già un <strong><em>No</em></strong>. Un <strong><em>No</em></strong> che non si ha il coraggio di dire. Un passo falso, una paura ipocrita, il principio della scissione. Se il <strong><em>ma</em></strong> fa breccia, vuol dire che la realtà era solo una proiezione di luci colorate su un fondo bianco, inconsistente. Un&#8217;illusione.</p>
<p><strong><em>Ma</em></strong>, con le sue due lettere, separa un essere umano in un insieme di caratteristiche da valutare, in un prodotto, in un acquisto, in un&#8217;offerta speciale, in una convenienza. Non è più un <em>tutto</em>. Solo un oggetto da disassemblare con cura, così da trovare quel difetto che giustifichi ne giustifichi il reso alla fabbrica.</p>
<p>Il progetto <a href="http://www.loveyoubut.com/" target="_blank">loveyoubut</a> rende tutto ciò molto divertente, e palese. Racconta attraverso bellissimi ritratti il momento in cui si scopre di non amare una persona completamente, il che equivale a non amarla. Il momento in cui si dice <strong><em>ti amo, ma</em></strong>&#8230;</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-3.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4145" title="i love you but" src="/wp-content/uploads/2011/03/Immagine-3.png" alt="i love you but" width="601" height="502" /></a><br />
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		<title>Il potere della seduzione e l&#8217;erotismo nella vita quotidiana</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 10:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne e cervello]]></category>
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		<description><![CDATA[Sedurre vuol dire creare il desiderio. E il desiderio si crea nell’attesa, nell’assenza del contatto e alla presenza dell’istinto. Sedurre vuol dire renderci prede, sfide, sogni in cui affondare le mani senza trattenere il respiro. Sedurre vuol dire consacrare la meraviglia della nostra vita e renderla un mito. Un mito non così lontano però, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sedurre </strong>vuol dire creare il <strong>desiderio</strong>. E il desiderio si crea nell’<strong>attesa</strong>, nell’<strong>assenza </strong>del contatto e alla presenza dell’<strong>istinto</strong>. Sedurre vuol dire renderci prede, sfide, sogni in cui affondare le mani senza trattenere il respiro. Sedurre vuol dire consacrare la meraviglia della nostra vita e renderla un <strong>mito</strong>. Un mito non così lontano però, da non destare <strong>fantasie erotiche</strong>, <strong>pensieri spudorati</strong> e <strong>leggendarie erezioni</strong>.</p>
<p><strong>Il potere delle seduzione</strong> è tutto nella <strong>misura </strong>di un gesto, nella misura dello spazio, nella misura di un <strong>bacio negato da cui nasce un sussulto</strong>, un groppo in gola annodato dallo stomaco. È nella misura in cui uno sguardo osserva, divora e continua a divorare anche in assenza della sua attrazione, come se in fondo fosse sempre lì, un pensiero costante,<strong> una calamita per istinti segreti</strong>.</p>
<p>E la superficialità di questo mondo fatto di fondotinta e di divise alla moda è il più grande regalo che potessimo ricevere per assaporare il potere delle nostra seduzione, perché ci costringe a <strong>spogliarci non solo degli abiti ma anche e soprattutto a indurre in tentazione con quello che il corpo nasconde</strong>, o forse trasuda: <strong>i desideri più intimi di una donna, i segreti delle sue voglie, la sua personalità</strong>. Abbiamo l’occasione di <strong>distinguerci </strong>mostrando il <strong>marchio rosso del nostro carattere</strong>.</p>
<p>Così il corpo si scarta lentamente, indugiando nell’elogio di un tempo che non sembra mai scorrere e delle sue forme che sembrano sempre dire più di quanto raccontano per rivelarsi, all’improvviso, <strong>oggetto e soggetto del desiderio</strong>: plastico, mobile, trasparente. Perfetto nelle sue piccole imperfezioni. <strong>Una trappola d’amor carnale</strong> così <strong>unica </strong>– come unica è ogni donna – che l’uomo starebbe anche tutta la vita ad esaminare, accarezzare, scoprire. Uso il condizionale perché il fatto che questo succeda dipende anche da noi.</p>
<p><strong>Il gioco della seduzione infatti non può finire con la conquista</strong>. Nell’amore il gioco della seduzione è un <strong>feticismo di corpi, fantasie e orgasmi</strong>. È un gioco che richiede un <strong>coinvolgimento intimo</strong>, una resa totale del corpo a dare forma ai nostri desideri, ad esprimere ciò che più intimamente e profondamente siamo: <strong>esseri nati per la felicità, esseri nati per l’amore e per godere della vita</strong>. Così il gioco continua dopo lo <strong>spogliarello</strong>, dopo la prima dichiarazione, dopo i primi mesi e anni di una storia.<br />
Continua dopo le occasioni speciali da celebrare degnamente, anche nella <strong>quotidianità</strong>.<br />
<strong>Continua con un sussurro esplicito</strong>, con un sms inaspettato e forse imbarazzante, continua con il chinarsi passando l’<strong>aspirapolvere</strong>, in un canticchiare sommesso. Continua anche mentre ci laviamo i denti, mentre ci vestiamo, appena svegliate, quando siamo fragili, quando siamo felici, quando camminiamo. <strong>Non si tratta di diventare sexy, o di costruirci una personalità sexy a tavolino. Sexy, lo siamo già, dobbiamo solo lasciare che la nostra dimensione erotica emerga, fino a elettrizzare la superficie.</strong><br />
Si tratta di<strong> sentirsi a proprio agio con se stesse</strong>, sexy in lingerie come in pigiama, di <strong>sconfiggere ogni routine dall’interno rendendo erotico anche il gesto più scontato</strong>. Si tratta di avere una volontà di <strong>godersi la vita </strong>talmente forte da non lasciare la nostra sessualità come un qualcosa a parte di tutto il resto. Si tratta di lasciarla trasudare dal nostro corpo come acqua incantata.<br />
<strong>Si tratta di essere profondamente ed eroticamente noi stesse.</strong></p>
<p>Questa l&#8217;introduzione che ho fatto sabato scorso, durante il <strong>corso di Seduzione <em>Malafemmena</em></strong>, organizzato da <a href="http://www.feel-rouge.it/" target="_blank">Feel Rouge</a>. Grazie a Sara, Viviana, Lady Flo e a tutte le partecipanti!<br />
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		<title>La passera solitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ne stava al davanzale, la passera solitaria, con la bocca impastata e i capelli arruffati. Appoggiata alla finestra ruvida, sognava un nido di arti intrecciati e la morbidezza stretta di un abbraccio. Per simularlo si cingeva da sola, con le braccia ingessate attorno al petto e le dita che ghermivano un lembo di pelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne stava al davanzale, la passera solitaria, con la bocca impastata e i capelli arruffati.</p>
<p>Appoggiata alla finestra ruvida, sognava un nido di arti intrecciati e la morbidezza stretta di un abbraccio. Per simularlo si cingeva da sola, con le braccia ingessate attorno al petto e le dita che ghermivano un lembo di pelle sfuggito alla stoffa.</p>
<p>Era inverno. Era sola. Era vuota. La sua stanza era vuota. La sua vagina era vuota. Una terra desolata. E il suo cuore, un duro terreno sterile.</p>
<p>Guardava dall&#8217;alto i bambini che andavano a scuola e le teste dei passanti avanzare sull&#8217;asfalto sicuri, meccanici. Pilotati. Prigionieri di binari prefabbricati.</p>
<p>Voleva solo spiccare il volo e assaggiare il sapore freddo del vento e invece stava lì ferma, paralizzata dall&#8217;altezza della sua solitudine, a cercare di vedere ancora i solchi nel cielo fatti da chi se n&#8217;era andato. Senza far rumore.</p>
<p>Si ritirò nel suo cumulo di lenzuola sfatte. Erano fredde anche quelle, vuote anche quelle. Ma si mise a riscardarle per chi sarebbe venuto, persino se fosse stata lei sola. Aprì le gambe come ali nude e si avvicinò al suo cuore con la punta delle dita.</p>
<p>Si pizzicava con il becco delle unghie, si strofinava con i rilievi delle nocche, si buttava in picchiata in quel cielo di carne che a poco a poco pioveva, gridava, lacrimava.  Un cartone di latte era rimasto aperto sul tavolo dell cucina. Un vibratore sporco avvolto nella carta igienica sul suo comodino. Un corpo lasciato nel letto per essere preso. Le sue pelli umide cinguettavano gemiti  e i vestiti spogli sul pavimento erano piccole briciole per richiamare altri uccelli.</p>
<p>Ma loro  non sarebbero mai venuti, truffati troppe volte dai cacciatori.</p>
<p>Così venne lei e venne così forte che l&#8217;eco del suo orgasmo le disse che non sarebbe mai più stata sola.<br />
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		<title>Messa a nudo sulle donne</title>
		<link>http://sophieboop.com/2009/11/23/messa-a-nudo-sulle-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se mi spogli, ti accorgerai che io sono diversa. Se osservi attentamente la mia nudità, noterai che io non ho un cazzo tra le gambe. Ma se ci pensi bene, capirai che anch&#8217;io ce l&#8217;ho: tra le orecchie. Il cervello è il cazzo delle donne. Sì, ce lo siamo proprio messo in testa. D&#8217;altra parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se mi spogli, ti accorgerai che io sono <strong>diversa</strong>. Se osservi attentamente la mia <strong>nudità</strong>, noterai che io non ho un <strong>cazzo</strong> tra le gambe. Ma se ci pensi bene, capirai che anch&#8217;io ce l&#8217;ho:<strong> tra le orecchie</strong>.</p>
<p><strong>Il cervello è il cazzo delle donne</strong>. Sì, ce lo siamo proprio messo in testa.</p>
<p>D&#8217;altra parte siamo esseri umani, e <strong>ci piace complicarci la vita</strong>. E se siamo donne, ci piace ancora di più, tanto da <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2009/10/19/the-origin-of-o/">collocare il <em>Gral</em> del godere nell’organo più misterioso</a> che abbiamo, il <strong>cervello</strong>. E ovviamente per attingere a questo calice dobbiamo prima aggirare dei pericolosi <strong>tranelli</strong> alla <em>Indiana Jones</em>. Come se volessimo <strong>nasconderlo</strong>, o forse <strong>proteggerlo</strong>. Persino a noi stesse.</p>
<p>Certo, anche gli <strong>uomini</strong> godono con il cervello e hanno bisogno di feeling mentale, fantasie, eccitazione, e di un ammasso gelatinoso che riesca a rielaborare uno stimolo fisico per renderlo piacere, ma forse visto che da secoli la sessualità viene interpretata secondo una <strong>visione fallocentrica</strong> dell’universo, possono – o meglio, riescono – a lasciarlo un po’ più da parte.</p>
<p>Noi, no. <strong>Noi dobbiamo incasinarci la vita</strong>. O meglio, <strong>ce l&#8217;hanno incasinata</strong> visto che anche noi &#8220;donne moderne&#8221; ci troviamo a convivere con un <strong><em>karma sessuale</em></strong> che affonda nei secoli e si porta avanti piccoli detriti di vite e culture precedenti. Come se la biologia non ci avesse dotate oltre a tante cose spiacevoli come il mestruo e il dolore del parto anche di un simpatico <strong>organo il cui unico scopo è farci godere</strong>, il benemerito <strong>clitoride</strong>. Un organo che nelle sue ridicole dimensioni <span id="more-141"></span>ha ben <strong>8000 terminazioni nervose</strong>, circa il doppio di quelle che ci sono su un ben più imponente glande. Eppure il suo orgasmo <em>vale meno</em>.</p>
<p>E non sempre riusciamo a <strong>godere di tutte le sue 8000 potenzialità</strong>: forse perché non ce l&#8217;hanno insegnato, o forse perché non l&#8217;abbiamo (ancora) imparato, visto che non nell&#8217;<strong>immaginario dominante</strong> non è una prova valida della possente sessualità maschile. Perché <strong>questo orgasmo è solo nostro</strong>.</p>
<p>E vogliamo parlare della <strong><em>scopata senza mani</em></strong>? Di quante donne non raggiungono, accolgono, sentono, l&#8217;orgasmo in questo modo, nonostante l&#8217;iconografia classica della scopata ci voglia tutte <strong>orgasmiche coitali</strong>? Vogliamo contare quanti <strong>filtri</strong> bisogna disattivare per far arrivare quella spinta su, al cervello, facendola passare dal cuore, e poi farla tornare giù, a farci stringere la fica in spasmi di piacere? Perché a volte<strong> immaginiamo parole sbagliate</strong>, perché immaginiamo le cose diversamente da come stanno, e non sappiamo riconoscere una rosa se abbiamo sempre avuto in testa un giglio. Perché a volte qualcosa ci trattiene, perché <strong>a volte non riusciamo a lasciarci cadere, amare</strong>, sprofondare nel buio denso e liquido di quel sesso che si scopa anche il tempo. Forse, dovremmo iniziare a dare noi per prime <strong>lo stesso valore</strong> a un <strong>orgasmo <em>a mano</em></strong> a un <strong>orgasmo</strong> con la sola <strong>penetrazione</strong>. Forse, quando non sembrerà più così importante, sarà più facile.</p>
<p><strong>E voi uomini</strong>, se pensate di aver sempre fatto venire le vostre donne, o siete molto <strong>fortunati</strong> e le vostre donne ancora di più, oppure siete vittime di una <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2009/11/05/fake-non-venire-e-meglio-che-simulare/"><strong>simulazione</strong></a>. C&#8217;è da arrabbiarsi? Un po&#8217; sì e un po&#8217; no. Perché alla fine fa più male a noi che a voi. Perché è una cosa che ci ferisce, ci deturpa, ci sfregia con la violenza di una femminilità amputata. Con la lama affilata che taglia <strong>una donna alla metà di se stessa</strong>.</p>
<p>Pensate a quanto possa essere frustrante non venire non 1, ma 10 volte di fila. Capita. E magari non avete fatto nulla di sbagliato, avete fatto tutto giusto, ma <strong>chissà perché lei non è venuta</strong>. Sarà lo <strong>stress</strong>? Io solo che <strong>in vacanza o nel weekend godo 10 volte di più</strong> che durante la settimana lavorativa.</p>
<p>E poi mi chiedo perchè ci sia il bisogno di <strong>incasellare l&#8217;orgasmo femminile</strong> con aggettivi sostantivati come <strong><em>vaginale</em>, <em>uterino</em>, <em>anale</em></strong>, o <em><strong>clitorideo</strong></em>. Io so solo che ne ho avuti<strong> in modi diversi</strong>, leccando nervi scoperti e riempiendo orifizi, affondando in carni diverse e che ne ho provati di <strong>esplosivi, veloci, lentissimi e lunghi, profondi, avvolgenti, sconquassanti, brucianti, indifferenti, epocali</strong>.. Da cosa dipende? Probabilmente ancora una volta dal cervello, da quello che abbiamo in testa e dalla sua <strong>corrispondenza appiccicosa con la realtà</strong>. Che <strong>cambia</strong> con noi.</p>
<p><strong>Quando mi masturbo</strong> e penso che il suo cazzo entri dentro di me riesco non so come a contrarre chissà quale muscolo all&#8217;interno della mia passera e l&#8217;orgasmo è amplificato. E ogni tanto anche quando sono con lui riesco a fare lo stesso giochetto, con il medesimo risultato.</p>
<p><strong>Di cosa ho bisogno per eccitarmi</strong> e godere fino alla follia? Del prima che si sdraia e sbava nel dopo. Voglio sentire che Lui ha voglia di scoparmi da kilometri, da giorni, anzi, millenni. Voglio essere desiderata e desidero. E&#8217; semplice. <strong>Voglio essere presa. Rapita. Rubata.</strong></p>
<p><strong>Di cosa ho paura?</strong> Di non godere abbastanza, di perdere quel tram chiamato desiderio e l&#8217;occasione di <strong>esprimere tutta la mia vita e tutto il mio amore</strong> per una persona. In effetti, fare <strong>sesso senza essere innamorati</strong> può essere molto più <strong>semplice</strong>, visto che non c&#8217;è di mezzo il <strong>cuore</strong>.</p>
<p>Maledetto, fottuto, sadico cuore.</p>
<p>Maledette, fottute, sadiche donne.</p>
<p>E masochiste, che si ostinano a leggere il sesso come gli uomini l&#8217;hanno scritto,  invece di <strong>interpretare propria la sessualità</strong> non solo con un’ottica femminile, ma <strong>personale</strong>. Più che allargare le gambe, dobbiamo<strong> dilatare le menti</strong>.<br />
Dobbiamo fare, di nuovo, <strong>la nostra rivoluzione sessuale</strong>. La seconda volta, si sa, è sempre meglio.<br />
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		<title>XX violence &#8211; contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
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		<description><![CDATA[per ogni fibra di labbro spaccato per ogni filo di gonna stracciata per ogni cellula di carne profanata per ogni istante di indifferenza insolente per ogni centesimo di stipendio rosicchiato per ogni dente di sorriso spezzato per ogni sillaba di insulto affondato per ogni grammo di grido ingoiato per ogni millimetro di anima annientata atterrita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>per ogni fibra di labbro spaccato</em></p>
<p><em>per ogni filo di gonna stracciata</em><br />
<em>per ogni cellula di carne profanata</em><br />
<em>per ogni istante di indifferenza insolente</em><br />
<em>per ogni centesimo di stipendio rosicchiato</em><br />
<em>per ogni dente di sorriso spezzato</em><br />
<em>per ogni sillaba di insulto affondato<br />
</em><em>per ogni grammo di grido ingoiato</em></p>
<p><em></em><em>per ogni millimetro di anima annientata</em><br />
<em>atterrita</em><br />
<em>derisa</em><br />
<em>deturpata</em><br />
<em>umiliata</em><br />
<em>insudiciata</em><br />
<em>vandalizzata</em></p>
<p><em></em><em>ammazzata</em></p>
<p><em></em><em>mi strappo le vesti</em><br />
<em>alzo la testa</em></p>
<p><em></em><em></em><em></em><em>e rompo il silenzio</em></p>
<p><em><a href="http://blog.donnamoderna.com/controlaviolenza/"><img class="alignleft size-full wp-image-2227" title="ban-violenza2" src="http://sophieboop.files.wordpress.com/2009/11/ban-violenza2.jpg" alt="contro la violenza sulle donne" width="300" height="89" /></a><br />
</em><br />
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		<title>Fake &#8211; Non venire è meglio che simulare</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 08:54:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricorda di contrarre le punte dei piedi. Inarca la schiena. Gemi con “ahhhhh” “sìììììì” “ancoraaaaaaaaaaaaa” e “di più”.  Ma senza sembrare una body builder alle prese con la chest machine. Soprattutto, ricorda di respirare molto velocemente, di contrarti fino allo spasmo e poi di rilassarti improvvisamente. E se non sei abbastanza bagnata, magari cerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricorda di contrarre <strong>le punte dei piedi</strong>.<br />
Inarca <strong>la schiena</strong>.<br />
<strong>Gemi</strong> con “ahhhhh” “sìììììì” “ancoraaaaaaaaaaaaa” e “di più”.  Ma senza sembrare una body builder alle prese con la chest machine.<br />
Soprattutto, ricorda di <strong>respirare</strong> molto velocemente, di contrarti fino allo spasmo e poi di <strong>rilassarti</strong> improvvisamente. E se non sei abbastanza bagnata, magari cerca di <strong>pisciarti giusto un pochino addosso</strong>, così sembri più <strong>eccitata</strong>.</em></p>
<p><em>Intanto magari pensa alla lista della spesa. Pensa se hai dato i croccantini ai gatti, o continua a sognare quella borsa, magari ti aiuta. Magari ti fa anche un po&#8217; male questa recita, ma preferisci così, perchè fa sempre meno male della realtà, è meno faticoso, e poi passa più in fretta.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><strong> </strong><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/44124447823@N01/168901920/"><img title="Barbie sex - plastic fake orgasm" src="http://farm1.static.flickr.com/67/168901920_763a462a4d.jpg" alt="via | flickr" width="400" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">via | flickr</p></div>
<p>Dobbiamo produrre orgasmi. Produrre orgasmi per noi, per provare che siamo donne goduriose, libere, che sanno godersi la vita e soprattutto il sesso. E produrre orgasmi per lui, per provargli che lui ci fa godere un sacco, con tutta la sua prorompente virilità.</p>
<p>E poi: produrre <strong>orgasmi vaginali</strong>, perché quello <strong>clitorideo</strong> è troppo facile e vale meno. Produrre <strong>orgasmi simultanei</strong>: basta scegliere la giusta tempistica per aggiungere un po&#8217; di spettacolo da blockbuster e consacrare l&#8217;impeto esplosivo dell&#8217;orgasmo maschile che travolge anche quello femminile. Quasi come se fosse una giustificazione.</p>
<p>Soprattutto, dobbiamo produrre orgasmi perchè un <strong>diritto</strong> che ci siamo guadagnate, che abbiamo voluto, amato, e produrre orgasmi perchè con ogni diritto bisogna anche adempiere a un <strong>dovere</strong>.</p>
<p>E <strong>pazienza</strong> se questo crea <strong>ansie da prestazione</strong>, pazienza se nonostante tutto, non veniamo. Basta che lui sia contento, così non penserà che siamo meno donne di quello che sembriamo ai nostri stessi occhi. Non penserà che lo amiamo meno, o che lui non sia <em>abbastanza</em>. Basta farci l&#8217;abitudine, finchè non diventa normale.</p>
<p>Ma <strong>ogni volta che simuliamo l’orgasmo in realtà ce lo stiamo negando da sole</strong>, senza dare al partner la possibilità di fare altrimenti e provvedere. Così <strong>lui</strong> sarà placido e soddisfatto nel suo rilassamento post-orgasmico, e <strong>noi</strong>, tra le sue braccia, continueremo a roderci il fegato, ricalcando uno stereotipo della nostra sessualità con una matita rosicchiata dalla rabbia e slavata dal dolore. Piuttosto di confessare, ci mascheriamo da puttane, da pellicole gementi, da manichini radiocomandati e ci rendiamo <strong>complici</strong> della nostra sofferenza.Krumire. <strong>Sabotarici di orgasmi</strong>. Nemiche della rivoluzione sessuale.</p>
<p><strong>Fingendo</strong> di essere quello che non siamo, negando la viva verità del nostro piacere, <strong>ci freghiamo con le nostre mani</strong>, intrappolandoci in un piacere che non esiste, in un orgasmo che non abbiamo mai vissuto, e che non vivremo <strong>mai</strong>.</p>
<p><strong> </strong><br />
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		<title>Orgasmo trans-genico</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:34:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni è tutto un trans-trans. La cosa che mi dispiace è che si parli dei transessuali come se non fossero esseri umani ma mutanti, senza rispetto. E invece lo meritano, eccome. Se non altro per la sofferenza che affronta una persona nata in un corpo che non sente suo e in una società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è tutto un<strong> <em>trans-trans</em></strong>.</p>
<p>La cosa che mi dispiace è che si parli dei <strong>transessuali</strong> come se non fossero esseri umani ma <em>mutanti</em>, senza rispetto. E invece lo meritano, eccome. Se non altro per la <strong>sofferenza</strong> che affronta una persona nata in un corpo che non sente suo e in una società che non accetta e nasconde, piccola e ipocrita, le diversità. Se non altro per il <strong>coraggio</strong> che ci vuole a scolpire nella carne la propria vera natura, e lasciare che semplicemente emerga.</p>
<p>Ma non voglio fare dibattito. Voglio fare <strong>una domanda</strong>.</p>
<p><strong>O</strong><strong>perarsi completamente</strong>, significa <strong>rinunciare all&#8217;orgasmo?</strong></p>
<p>Me lo chiedo da tempo.</p>
<p>Cosa ne sia dei <strong>nervi</strong> dopo il passaggio del <strong>bisturi</strong>. Se semplicemente muoiano e trasmutino in fibre, o guizzino ancora come molle. <strong>Se il cervello goda </strong>di più con il giusto corpo al suo servizio, riempito di realtà che coincide con l&#8217;immaginazione.</p>
<p>Soprattutto mi chiedo <strong>quanto coraggio</strong> serva &#8211; se così fosse &#8211; per rinunciare con un pezzo di carne &#8211; in più o meno poco importa &#8211; anche alla<em> piccola morte</em>.</p>
<p>Una trasfusione non basterebbe. Bisogna proprio essere <strong>speciali</strong>.<br />
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		<title>The origin of O</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 20:33:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni orgasmo umano è in un certo senso come tutti gli altri orgasmi, come alcuni altri orgasmi e come nessun altro orgasmo umano” (Levin, 1992) Se il punto d’origine dell’orgasmo fosse in mezzo alle gambe sarebbe tutto più facile. I genitali, dopotutto, sono organi piuttosto semplici da maneggiare. Basterebbero un dettagliato libretto d’istruzioni anatomiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote><p><strong><em>Ogni orgasmo umano è in un certo senso come tutti gli altri orgasmi, come alcuni altri orgasmi e come nessun altro orgasmo umano” (Levin, 1992)</em></strong></p></blockquote>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://ifoexe.deviantart.com/art/Be-kind-123006172"><img title="orgasmo" src="http://fc00.deviantart.com/fs45/i/2009/139/d/e/Be_kind_by_ifoexe.jpg" alt="via | deviantart" width="300" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">via | deviantart</p></div>
<p>Se <strong>il punto d’origine dell’orgasmo</strong> fosse in mezzo alle gambe sarebbe tutto più facile. I <strong>genitali</strong>, dopotutto, sono organi piuttosto semplici da maneggiare. Basterebbero un<strong> dettagliato libretto d’istruzioni anatomiche</strong> e una stimolazione adeguata per godere al massimo, ogni volta, nello stesso modo. Ma non è così perché ogni orgasmo è diverso da un altro, e ogni orgasmo può liberarsi ma anche rimanere lì, imprigionato dai nostri schemi mentali. Anche con tutta l’eccitazione, la stimolazione e la buona volontà del mondo.</p>
<p>Ma questa è solo <strong>una mia teoria</strong>.</p>
<p>Così, da brava porno-secchiona, un paio di settimane fa ho partecipato a un seminario <a href="http://www.aispa.it/">Aispa</a> dal titolo <strong><em>La forza del piacere</em></strong> dove si parlava appunto di <strong>orgasmo </strong><strong>femminile</strong> e ho potuto migliorare la mia <span style="text-decoration: line-through;">erezione</span> erudizione intellettuale.</p>
<p>Uno dei temi principali è stato proprio <strong>cosa possa inibire l’orgasmo in una donna</strong>, cosa che succede abbastanza di frequente nonostante l’<strong>estetica pornografica</strong> ci voglia tutti <strong>multiogasmiche mugolanti</strong> e le ripetute e convincenti <strong>simulazioni</strong> di molte donne. Purtroppo, l’anorgasmia o anche solo non venire sempre o solo con il pisello (io lo chiamo “venire senza mani”) è una ferita profonda nella sessualità e nella femminilità di molte donne. Come dire, è un <strong>dettaglio <em>abbastanza</em> frustrante</strong>.</p>
<p>Tra i fattori che influiscono sulle capacità di una donna non tanto di &#8220;raggiungere&#8221;, ma di <strong>accogliere l&#8217;orgasmo</strong>, liberando l’energia sessuale invece di metterci sopra un bel <strong>tappo</strong>, si annoverano: il passato e il presente familiare, sociale, psicologico, corporeo e sessuale; disturbi dell’umore, ansia, depressione, stress, il sentirsi fisicamente inadeguate o la relazione stessa in cui si vive la propria sessualità. Non basta? Anche non sapere abbastanza bene chi siamo o avere fantasie erotiche molto diverse dalla realtà può sfociare nell’anorgasmia perché l’immagine che abbiamo del piacere o dell’orgasmo non coincidono con la realtà  e non si possono riconoscere ed esprimere in essa. Insomma, <strong>nulla a che fare con quello che abbiamo tra le gambe</strong>, ma con quel fottutissimo casino che ci abita tra le orecchie.<span id="more-591"></span></p>
<p>Infatti, l&#8217;orgasmo femminile non è solo una risposta fisica a uno stimolo fisico, ma un complesso meccanismo in cui le funzioni cognitive ed emotive sono altamente implicate. Nella nostra testolina c’è un network di connessioni che si devono attivare perché si manifesti l’orgasmo e quando succede e l’energia orgasmica si libera, si attiva una piccola magica parte: l’<strong>insula anteriore sinistra</strong>.</p>
<p>La cosa sconvolgente è che <strong>il cervello da solo può indurre l&#8217;orgasmo</strong>, come nel caso di alcune donne con lesioni del midollo spinale (quindi con chiari problemi di ricezione di stimoli) che, sottoposte a stimoli visivi, hanno avuto un orgasmo e che hanno mostrato una normale attivazione dell’insula anteriore sinistra.</p>
<p>Come può succedere questo? Perchè l&#8217;insula sinistra e il network dell’orgasmo sono <strong>plastici</strong> e ogni volta mixano <strong>desiderio, eccitazione, orgasmo e soddisfazione</strong> in maniera diversa ed è per questo che <strong>ogni giorno il piacere è diverso e ci rende diversi</strong>. La <strong><em>figata</em></strong> è che possiamo enfatizzare o diminuire un piacere in base alle nostre esperienze o convinzioni, come se ripetessimo un <em>mantra</em> “io godo io godo io godo”: in pratica non si modificano i recettori delle varie zone del corpo,  ma le <strong>percezioni</strong>, rendendole <strong>orgasmiche, plasmandole con e sul nostro piacere</strong>.</p>
<p>E la differenza tra<strong> orgasmo vaginale e clitorideo</strong>, dove la mettiamo? Anche quella nel cervello, ovvio: si tratta di alcuni nodi dell’insula attivati in maniera diversa, ma la vagina non è una zona particolarmente erogena, e anzi contiene meno ricettori di altre zone del corpo e che non sono specifici del piacere sessuale. E il <strong>punto g</strong>? Oltre a non essere un punto (se no sarebbe geometricamente inconsistente), è una zona con una predisposizione sensoriale a un piacere orgasmico particolare, ma sembra che questo sia frutto più dell’esperienza femminile (causata dalla teorie di alcuni sessuologi?), più che evidenze scientifiche. Il meccanismo è sempre lo stesso: non si tratta di avere un orgasmo “vaginale” o “clitorideo”, di stimolare il punto g o che altro, ma di <strong>attribuire a stimoli e sensazioni </strong>(come la penetrazione) una <strong>qualità <em>erotica</em></strong> e quindi di <strong>interpretare</strong> queste esperienze <em><strong>piacere</strong></em>.</p>
<p>Infatti:</p>
<blockquote><p>Le sensazioni che ci giungono attraverso i sensi non riusciranno mai a trasformarsi in emozioni e quindi in piacere se non vengono assecondate ed elaborate dalla psiche, il cui ruolo è proprio quello di percepire, raccogliere e dare risonanza a tutte le stimolazioni sensoriali che il contatto con l’altro determina. (Riccardo E. Perris)</p></blockquote>
<p>A questo punto mi chiedo: <strong>è possibile che ci siamo lasciate condizionare così tanto</strong> dalla società, dalla cultura e dalle esperienze personali, dalle fantasie, da inibire o emancipare certe sensazioni? È possibile che abbiamo rifiutato sensazioni e piaceri solo perchè nella nostra testa pensavamo fossero diversi? È possibile che semplicemente non siamo in grado di riconoscere il piacere anche quando lo proviamo? E soprattutto, <strong>come fare per venire sempre e comunque, per riuscire a sfruttare tutte le nostre potenzialità di godimento?</strong></p>
<blockquote><p>Per abbandonarsi al piacere del sesso occorre favorire l’abbandono/rilassamento attraverso un atteggiamento di rinuncia e di desistenza tali da far cadere ogni barriera ed ogni resistenza; così, per raggiungere l’orgasmo, occorrono paradossalmente abbandono e concentrazione insieme. (Riccardo E. Perris)</p></blockquote>
<p>In altre parole, più che farci riempire da un pisello, dovremmo <strong>svuotare il cervello.</strong> Al resto, ci pensa la <strong>vita</strong>.<br />
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		<title>L&#8217;orgasmo vocale: venire a parole</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 07:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stasera la mia dirimpettaia si è esibita in un interessante simulazione di orgasmo vocale alla Harry ti presento Sally. A dire la verità, sembrava più il doppiaggio scadente di un finto porno amatoriale, il che è tutto dire, ma devo ammettere che ci ho messo un po&#8217; a capire che stava solo scherzando con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera la mia dirimpettaia si è esibita in un interessante<strong> simulazione di orgasmo</strong> vocale alla <em>Harry ti presento Sally</em>.</p>
<p>A dire la verità, sembrava più il <strong>doppiaggio scadente di un finto porno amatoriale</strong>, il che è tutto dire, ma devo ammettere che ci ho messo un po&#8217; a capire che stava solo scherzando con i suoi amici, tanto che mi sono affacciata alla finestra per cercare di capire chi godesse così rumorosamente. D&#8217;altra parte, ci sono anche donne che non sanno simulare in modo abbastanza convincente o che semplicemente <a href="http://sophieboop.wordpress.com/2008/11/19/topa-squirt/">godono in maniera estremamente irritante</a>.</p>
<p>Urlava &#8220;<strong>ancora</strong>, ancora, ancora&#8221; e &#8220;<strong>di più</strong>, più forte, di più&#8221;, inframezzati da una melodia degli immancabili gemiti <strong><em>ohhhhh</em></strong> e <strong><em>ahhhh</em></strong>.</p>
<p>Mi sono chiesta perchè certe donne debbano essere <strong>logorroiche</strong> anche quando scopano. Io adoro le parole, ma non riuscirei mai a dire <strong><em>certe</em> parole.</strong></p>
<p>Preferisco la volgarità asciutta e perentoria di <strong><em>scopami</em></strong>, pronunciare un flusso di parole illogiche o confessare qualche voglia irruenta. La maggior parte delle volte non riesco proprio a parlare nel senso compiuto del termine, come se la mia lingua si tenesse forte al palato e le mie corde vocali si stringessero tra loro, sconvolte da quello che sta succedendo sotto di loro, intorno a loro, e mi limito a produrre <strong>gorgheggi di godimento</strong>. Rochi. Profondi. Sospirati. Sorpresi.</p>
<p>Ma quell&#8217;<strong><em>ancora</em></strong> e quel <strong><em>di più</em></strong> mi sembrano lo slogan scontato delle offerte-convenienza al supermercato, che mi si incagliano in gola come una menzogna. Come i <em><strong>sì</strong></em> a ripetizione che sembrano prodotti da qualcuno che si è addormentato sulla tastiera. Come i <strong><em>più forte</em></strong> che un aguzzino urla al suo schiavo migliore. Alle mie orecchie sono solo frasi pre-registrate di una bambola parlante.</p>
<p>Sono parole così <strong><em>brutte</em></strong> per celebrare un momento così bello come l&#8217;<strong>orgasmo</strong> che mi sembrerebbe di masticare una saponetta se dovessi provare a pronunciarle.</p>
<p>Se proprio ho voglia di esprimermi <em>oralmente</em> mentre scopo, preferisco parlare, <strong>conversando sottovoce l&#8217;uno nel corpo dell&#8217;altro</strong>, approfittando di quella vicinanza così visceralmente carnale di due cuori nudi esposti alla verità del godimento. Preferisco la voce spezzata di uno sguardo. Preferisco il gemere sommesso di una carezza. Preferisco il fottere frenetico del respiro.</p>
<p>Come dire: più che a parole, <strong>preferisco venire <em>a fatti</em>.</strong><br />
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		<title>Marcare il territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 21:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e altri demoni]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini, donne e altri robot]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[fidanzato]]></category>
		<category><![CDATA[gatta morta]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[stronza]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche sera fa ero a una festa in un parco. Ero anche di buon umore, tutta sgallettata e pronta a cimentarmi in danze alquanto tamarre con il mio Lui e alcuni amici. A un certo punto è arrivata questa, che io amichevolmente chiamo maledettazoccolaimpunitaintelligentemastornzagattaprestomorta. Mi era sembrato di averla già vista, ma mi ci è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche sera fa ero a una festa in un parco. Ero anche di buon umore, tutta sgallettata e pronta a cimentarmi in danze alquanto tamarre con il mio Lui e alcuni amici.</p>
<p>A un certo punto è arrivata <em>questa</em>, che io amichevolmente chiamo<strong> <em>maledettazoccolaimpunitaintelligentemastornzagattaprestomorta</em></strong>. Mi era sembrato di averla già vista, ma mi ci è voluto un po&#8217; per assemblare le informazioni. Già una volta in mia presenza, <strong>aveva allungato un po&#8217; troppe le sue manacce</strong> sul MIO Lui e Lui le aveva dimostrato di non gradire. Oltre ad avere le cosce firmate Rovagnati e ad avere il nome di un fiore banale e puzzolente, questa <em>maledettazoccolaimpunittaeccetera </em>ha il difetto di non avere ben presente il concetto di <em>proprietà privata</em> &#8211; non che Lui sia un oggetto, è chiaro &#8211; e neanche quello di non troieggiare con i fidanzati altrui, e, dopo avermi sommariamente salutata con un sorrisino falso, senza mai staccare la mano del suo fidanzato, ha iniziato a mettere di nuovo le sue grinfie sul mio, col fare lascivo tipico della <strong>gatta morta</strong>.</p>
<p>A questa <em>maledettazoccolaimpunittaeccetera</em> dico solo che<strong> anche le 9 vite delle gatte morte prima o poi finiscono</strong>.</p>
<p>E non dite che sono gelosa.<br />
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