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	<title>Sophieboop - Pensieri senza mutandine &#187; inculate</title>
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	<description>Pensieri senza mutandine. Dal cervello alla fica a/r.</description>
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    <title>Sophieboop - Pensieri senza mutandine</title>
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		<title>Lettera aperta del mio culo chiuso</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 20:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophieboop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e altri demoni]]></category>
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		<category><![CDATA[culo]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivo per dar voce al mio culo, che da qualche giorno si è chiuso in un silenzio ostinato e ascetico nei confronti del mondo, stretto in se stesso per riuscire a sopportare un dolore che lo scuote nel profondo. Mi sono presa la responsabilità di essere sua portavoce perché lo conosco meglio di chiunque altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scrivo per dar voce al mio culo, che da qualche giorno si è chiuso in un silenzio ostinato e ascetico nei confronti del mondo, stretto in se stesso per riuscire a sopportare un dolore che lo scuote nel profondo.<br />
Mi sono presa la responsabilità di essere sua portavoce perché lo conosco meglio di chiunque altro al mondo: la sua sensibilità, la sua dolcezza e la sua incredibile forza nel sopportare le avversità della vita sono virtù note a chiunque abbia avuto la fortuna (permettetemi un discutibile motto di spirito: il culo) di fare la sua conoscenza. </em><br />
<em>Pur essendo più inseparabili di coulotte e giarrettiera da ormai molti anni, non ricordo di averlo mai sentito più frustrato, sofferente e determinato di ora. È quindi con profonda compassione, dedizione e pena, che mi appresto a comunicare ciò che il mio culo stesso ha chiesto di divulgare agli intimi (e non, evidentemente), attraverso questa lettera aperta. </em></p>
<p>Sono stanco di tenermi tutto dentro.<br />
Emeriti stronzi, avete finito di divertivi sulla mia pelle per svuotarvi le palle o la coscienza. Avete finito di fottermi. Entro in sciopero. Mi ritiro in un eremo. Orifizio chiuso per ferie. A tempo indeterminato. E non chiedetemi, “Ma come? Perché?” perché lo sapete fin troppo bene dentro di voi, esattamente come io lo so dentro di me. Mi sento lacerato, mi avete lacerato. Squarciato, dilaniato. Le viscere, il mio cuore, la mia anima. Anche se sono un duro, evidentemente anche più del vostro cazzo, questo non vuol dire che io non possa rompermi, che io non possa varcare il limite dell’umana sopportazione.<br />
Perché mi avete fottuto troppe volte, prendendo tutto, sapendo che tanto io mi adatto, che basta un po’ di pazienza e di vasella e poi sopporto qualsiasi cosa, anche la più colossale delle inculate. E non mi lamento, perché trovo sempre una giustificazione, perché amo anche quando fa male. Certo, non è tanto la singola botta in sé, ma dopo un po’ che non fai altro che prendere bastonate e travi nel culo, sempre più dentro, sempre più forti, arrivi a un punto in cui non vuoi più sentire niente. Arrivi ad un punto in cui non ce la fai più a trattenerti, e la merda che hai dentro, quella che hai gelosamente custodito e accumulato per an(n)i come i  più preziosi segreti del tuo cuore, vuole solo uscire e straripare addosso al mondo che l’ha generata e alimentata per tanto, tanto tempo.<br />
Beh, adesso la situazione è cambiata, perché mi sono stancato di essere sfondato da chiunque voglia abusare della mia disponibilità e della mia speranza che l’amore esista, che l’amore nasca o cresca, o che semplicemente non avvizzisca come un cazzo moscio dopo una sveltina degna di Bip-bip. Mi sono rotto di essere il vostro Willy Coyote con cui giocare alla sodomia. Mi sono rotto di essere la culla dei vostri piselli e dei vostri cuori in attesa di qualcosa di meno difficile, di una bella passera facile. Sono stufo di imprese sentimentali che equivalgono a scalare una montagna innevata per raccogliere un granello di sabbia che poi si confonde nel ghiaccio e alla fine torna a valle, dov’è sempre stato, nella vostra coscienza arida come il deserto. Troppe volte mi sono messo a nudo davanti a voi, troppe volte mi sono preso il rischio e vi ho dato la possibilità di ferirmi, esponendomi ai vostri colpi usa e getta, sperando di essere accarezzato con una rosa o con un bacio.<br />
Certo, forse sarà anche un po’ colpa mia, se sono così sfondato, se ora non ho più neanche la forza di aprirmi con un ramoscello di prezzemolo, che si sa, quello si infila sempre da tutte le parti. Quel puttanone del prezzemolo. Io vi ho trattati tutti come il prezzemolo, come puttane che pagavo con il dolore per una nuvola di calore, amore, facendovi entrare nei miei segreti, aprendo la mia anima al più piccolo sfioramento, ad ogni piccolo accenno, ad ogni falsa attenzione o vana speranza.<br />
Bene, adesso <strong>potete andarvene vaffanculo da un’altra parte</strong>, perché qui non c’è più niente da toccare, potete solo guardarmi mentre mi allontano senza voltarmi, senza voler rivedere la vostra cazzo di faccia, che magari sono anche riuscito ad amare, perché <strong>di stronzi in vita mia ne ho già incontrati abbastanza</strong>.</p>
<p><em>Perdonategli il linguaggio scurrile, d’altra parte è sempre un culo.</em><br />
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