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All’incontrario

12 gennaio 2012

come una maglietta di cui si vedono le cuciture
e l’etichetta con su scritto
LAVARE A CALDO, CENTRIFUGARE

come quell’immagine in fondo al buio
che vedo dritta solo perché la raddrizzo io
come quel reflusso
come i passi all’indietro e saltare la corda antioraria
come quella fica già piena
in partenza
e quello schizzo che ti torna dentro
come un proiettile in contromano

come l’addio prima dell’inizio
come il fischio delle gomme
a motore spento

come la retromarcia a 200 all’ora
come l’inversione a U
prima dello schianto
e il pilota che torna vivo
con ancora la testa attaccata
e l’urlo che si conficca in gola
e diventa di nuovo un sorriso

come quel punto
monodimensionale
e il bucare dell’ago
che da qualsiasi punto lo guardi
è solo un punto
ed è solo sangue
ma se lo guardi all’incontrario
è tutte le rette possibili
che portano alle tue vene

Un Commento Lascia un →
  1. Peppino Calamaro permalink
    13 gennaio 2012 10:13 am

    Mi piace. Detto.

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