Lo(ve)botomy

2009 settembre 14

Hai presente quando l’amore ti rende completamente cretino? Ecco.

Quando in mezzo al niente ti viene voglia del suo cazzo, così carnoso e liscio, così meravigliosamente Suo. Voglia di averlo tuo, di essere Sua.

Quando in mezzo al niente ridi e sorridi e tendi a dimenticare anche chi sei in un elettroshock di endorfine nel technicolor della tua adolescenza.

Quando in mezzo al niente giochi a tornare bambino inventando parole, coccole e dispetti per illuderti che la realtà sia solo noi due.

Quando in mezzo al niente ti ecciti al pensiero che tornerai a casa e lo troverai lì, pronto ad essere nudo e a perdersi con te tra pensieri, sospiri, sudore, saliva, orgasmi e lenzuola.

Quando in mezzo al niente dici “Ti amo, Torsolo” con gli occhi sagomati a cuore e ti senti rispondere “Io di più, Polpa”.

Ecco. Quell’amore ti appaga così tanto da far cadere nell’oblio più bianco tutto il resto, persino i problemi, che affondano con le carezze nell’angolo più buio del cuore. Semplicemente perchè basta. Ma è in quel momento, è quando arrivi a quello stadio di rincoglionimento amoroso, che devi decidere se farti internare per un lungo (e forse vitalizio) ricovero nel reparto “dipendenze croniche da una persona o dalle sue sensazioni”, o se farci solo qualche visita occasionale in preda al delirio degli amorosi sensi.

Non che non sia fantastico essere innamorati. Ma anche in un amore così è meraviglioso non possiamo e non dobbiamo perdere noi stessi, non possiamo diluire eternamente l’importanza e il peso della nostra vita con una soluzione concentrata 100% puro amore distillato: perché abbracciare qualcuno non vuol dire non poter più tenere in mano la propria vita. Perché essere felici e innamorati non vuol dire far dipendere la propria felicità esclusivamente da quell’amore. Perché non ci sarà mai un noi, finché non ci saranno due persone indipendenti, mature e sincere.

Come diceva Antoine de Saint-Exupéry, due persone che si amano non si guardano negli occhi, ma guardano insieme nella stessa direzione.

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Altri pensieri:

  1. settembre 14, 2009

    Non possiamo e non dobbiamo perdere noi stessi, poichè nel momento in cui noi perdiamo noi stessi anche la persona amata ci perderà.

    Per potere donare qualcosa dobbiamo prima esserne in possesso. Questo vale anche per noi stessi. Se vogliamo donarci a qualcuno, dobbiamo essere in possesso di noi stessi. Ma se per un oggetto, una volta donato, diventa di proprietà altrui, questo non vale quando si tratta del nostro “essere”.

    Il dono deve essere reiterato, ci dobbiamo donare continuamente, altrimenti diventa routine, diventa abitudine. L’unico modo di poterlo fare è donarci senza mai perdere il possesso di noi stessi.

    Si deve mantenere sempre la propria indipendenza, per poterla donare all’occasione. E il bello è poter rinnovare questo dono sempre alla stessa persona.

    Questo per me fa parte dell’Amore, di quello vero, raro da raggiungere.

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  2. the great H. permalink
    settembre 14, 2009

    Ciao a tutti,
    Di quello che NON esiste.
    Chiedo scusa in anticipo per quello che ho appena scritto, sono perfettamente cosciente di quello che provocherò scrivendo certe cose.
    L’”amore vero” quello con la “A” non è una cosa che esiste nella vita REALE per un semplice motivo:
    L’”amore vero” è un’IDEA, in quanto tale perfetto, quindi non reale se considerato dal punto di vista dell’analisi.
    Sinceramente parlando considero l’IDEA “Amore” uno dei più grandi distrattori di massa che sia mai stato inventato (so di sembrare cinico ed egoista).
    CMQ: sono MOLTO FELICE per Sophieboop che ama così tanto un individuo che, evidentemente, nella sua vita privata chiama “Torsolo” e non nego che leggere certe cose è rincuorante… mi fa molto piacere sapere che ci sono ancora persone che desiderano assaggiare il dolce nettare della vita senza stare troppo a pensare a cosa è vero e cosa non lo è, che amano ancora stupirsi di fronte al più grande gioco di prestigio dell’universo: la debolezza UMANA.
    Baci e abbracci.
    H.

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  3. tiny1 permalink
    settembre 14, 2009

    Beh H. dipende,
    se per Amore perfetto intendi dire che si è SEMPRE nello stato di grazia che la nostra autrice descrive così bene, allora sono d’accordo con te, non esiste.
    Ma se invece per Amore intendiamo un rapporto profondo, reciproco e che spesso (e, ripeto, non sempre ma spesso) ci fa sentire così bene, così appagati, così amati e desiderati e così al posto giusto con la persona giusta, allora sì esiste.
    Non esiste nemmeno l’amore perfetto incarnato nella persona perfetta ma esiste una persona che si incastra al meglio con noi. Non è vero che “ami anche i suoi difetti” come si suol dire, diciamo che i suoi difetti ti fanno incazzare lo stesso ma l’amore te li fa vedere meno insopportabili di quanto sarebbero se già questa persona non ti andasse a genio.

    Ah, forse si era già capito, ma io l’Amore l’ho trovato.

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  4. settembre 14, 2009

    Se si vivesse con il cuore e le viscere invece che col pensiero, se si amasse l’imperfezione della vita invece della perfezione delle idee, il problema “amore ideale” non esisterebbe. non esisterebbe proprio.
    So*

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  5. the great H. permalink
    settembre 14, 2009

    Belle parole Sophieboop, peccato siano solo parole, anche perchè come hai ampiamente dimostrato nei vari post che ho letto tu VIVI col pensiero oltre che alle viscere e col cuore.
    Tengo a precisare una cosa:
    penso che sia giusto che una persona sia libera di credere all’esistenza dell’Amore come si vede nei film, il punto è che io personalmente ci credo tanto quanto credo a babbo natale.
    per tiny1:
    quello che descrivi tu non è la stessa cosa di:
    “Quell’amore ti appaga così tanto da far cadere nell’oblio più bianco tutto il resto, persino i problemi, che affondano con le carezze nell’angolo più buio del cuore. Semplicemente perchè basta”
    giustamente sei d’accordo con me nel dire che questo non lo si trova in giro, anche perchè è solo una FASE di un processo che porta al rapporto profondo che tu descrivi.
    Personalmente io sostengo che ad un certo punto semplicemente si SMETTE di amare il proprio compagno e si comincia a PENSARE e CREDERE di amare ancora.
    Questo non vuol dire che certi rapporti scadono nell’abitudine, quello che io intendo dire è che TUTTI i rapporti diventano alla fine un rapporto di fiducia e di costruzione ovvero: IO uomo desidero costruire con TE donna il resto dei miei giorni perchè IN QUESTO momento penso che sei la persona giusta col quale farlo dopodichè

    IL DATO SPERIMENTALE CI DIRA’ SE HO RAGIONE O TORTO.

    Non so se si è capito ma io preferisco guardare ai fatti piuttosto che alle promesse.
    A tutti i romantici del nuovo millennio un milione di euro in rispetto e stima.
    Spero che nessuno dei lettori si prenda male per quello che ho scritto, non volevo offendere nessuno ne tantomeno scoraggiare nessun innamorato… magari un giorno incontrerò una tipa che mi farà pensare che non ho mai capito una beata fava!!!
    Di nuovo baci e abbracci
    La grande H.

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  6. tiny1 permalink
    settembre 15, 2009

    “IO uomo desidero costruire con TE donna il resto dei miei giorni perchè IN QUESTO momento penso che sei la persona giusta col quale farlo dopodichè

    IL DATO SPERIMENTALE CI DIRA’ SE HO RAGIONE O TORTO.”

    H. che dire, sei un po’ cinico ma in linea teorica hai ragione, nessuno può sapere in anticipo se quell’unione durerà per sempre…ma questo vale per TUTTO.

    però quando dici:
    “ad un certo punto semplicemente si SMETTE di amare il proprio compagno e si comincia a PENSARE e CREDERE di amare ancora.”
    non può essere che negli anni tu continui ad amare la persona che l’altro diventa??

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  7. the great H. permalink
    settembre 16, 2009

    Chiaro che si.
    Ma penso che sia piuttosto difficile che accada che il mutare delle persone sia così tanto armonico…
    Devo ammettere che riflettendo in questi giorni (colgo l’occasione per RINGRAZIARE sinceramente voi ragazzi che mi avate dato modo di pensare) mi sono accorto che in effetti la mia non è la verità ASSOLUTA, è più la MIA verità.
    Io SPERO esista veramente l’amore.
    BACI E ABBRACCI.

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  8. settembre 16, 2009

    @The great H: non è che non esista l’amore perfetto, non esiste l’amore delle favole che è ciò che tu descrivi, e su questo siamo tutti d’accordo credo.

    Ciò che molti hanno la fortuna e soprattutto la voglia di vivere (concetto altrettanto astratto “vivere” ma noi tiriamo avanti con l’astratto e confrontandoci con esso) è semplicemente l’amore in tutte le sue forme, su cui abbiamo limitata giurisdizione (perché esso si sviluppa nel tempo anche se vive di istanti, che comunque sono pur sempre tempo) che tra le tante cose: ci sorprende, ci fa stare bene, permette a due persone di lottare negli anni assecondando e metabolizzando i rispettivi cambiamenti (tuoi e del partner) cercando di fare in modo che tali cambiamenti si incastrino sempre all’interno di quegli obiettivi comuni che due persone che si amano si pongono e cercano di perseguire insieme. In modo che il rapporto ogni giorno si rinsaldi su una nuova forma, non per questo meno necessaria e piacevole della precedente, perché non si cresce mai in modo armonico (non seguiamo percorsi di cambiamento rettilinei neppure con noi stessi figuriamoci con gli altri), ma ci si confronta, si cambia, si lotta insieme e per restare insieme, facendo di tutto per affrontare giorno per giorno la vita e ciò che essa ci riserva. Passando insime momenti memorabili, di gioia, di dolore, e dato che siamo da Shopie aggiungo: facendo all’ammmore in tutte le sue declinazioni: quello delle favole, quello che hai in testa, quello delle fantasie inconfessabili, quello dei film porno, quello delle voglie e dei capricci, quello che fa tremare la terra; invenzione di Hemingway, ma ti assicuro che seppure sia invenzione certe volte la terra la senti tremare davvero, e allora in fondo te ne sbatte un po’ il cazzo di trovare il confine tra la realtà – ammesso la si possa definire in termini rigorosi e certi, dato che essa pur sempre è filtrata dalla nostra coscienza e dai nostri sensi e l’amore non è meno concreto di un sasso solo perché amore è un’idea, in quanto amore non è solo un’idea l’è quella cosa che muove le stelle, con ciò intendo che ha una serie di concrete ricadute visibili e misurabili nella realtà, e non solo dai sismografi di Kobe- la concretezza, e la fantasia… vogliamo dire l’illusione? Diciamo l’illusione ma datemi un uomo che non viva ANCHE di illusioni e gli erigerò un monumento (sotto cui poter piangere per lui, povera anima)

    Capziosi sofismi (e intendo sofismi nell’accezione un po’ becera che a tale termine un tempo si assegnava) sono merce divertente, ma in fondo altrettanto aleatori quanto quell’amore da favola che non esiste. Che esista o meno la cosa importante è viverlo, questa è l’unica autentica afferrabile realtà, e neppure questa è una realtà ;)

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  9. settembre 16, 2009

    Ah, tra l’altro se il tuo concetto di IDEA deriva dalla teoria delle idee di Platone, senz’altro nell’Iperuranio risiede l’idea aechetipo perfetta di amore, ma noi che viviamo qui sulla terra viviamo una forma comunque perfetta di amore, forse anche più perfetta: teoria dell’amore del Taglia ;)

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  10. settembre 17, 2009

    @tutti: beh, direi che è sorto un confronto molto interessante, quindi, grazie a tutti :)
    Aggiungerei che l’amore, se è un’idea, è un’idea da ripensare ogni giorno, secondo le nostre declinazioni, i nostri sentimenti, le nostre voglie e le nostre esperienze.
    La cosa più bella è che nella vita a volte l’amore (e la vita in generale) può essere molto più sorprendente dell’industriale “e vissero felici e contenti” raccontato nei film, e forse è anche per questo che è meglio non crederci.
    C’è un amore perfetto per ognuno di noi e anzi, è curioso notare quanto a volte quello che ci rende felici in realtà si discosti da quello che avevamo sempre pensato di volere.
    So*

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  11. settembre 17, 2009

    @Sophieeboop: esatto, siamo tutti d’accordo quando diciamo che l’amore di “e vissero tutti felici e contenti” non esiste, perché non può esistere un sentimento cristallizzato nel tempo che non muti e si alimenti crescendo giorno per giorno. Invece a mio avviso esistono forme perfette d’amore, eccome, sono quelle che danno senso e informano in modo profondo la nostra vita. C’è chi le vive e chi no. Ok, ma ci sono.

    A mio avviso l’equivoco che talvolta si genera quando neghiamo apriori l’esistenza dell’amore, di forme perfette e profonde d’amore o diciamo cose del tipo: l’amore con il tempo si trasforma in amicizia, è che noi confondiamo altri sentimenti con l’amore nel momento in cui facciamo l’analisi di ciò che vediamo. Mi spiego: un amore che diventi amicizia non è amore, è un’amicizia fin dall’inizio magari sostenuta da un carico maggiore di passione, ma l’amore è altra cosa. Dire l’amore è illusione è ancora una volta un equivoco: io mi illudo che il mio-la mia partner sia così, sovrimpongo i miei desideri, mi costruisco in testa un’immagine diversa dalla realtà ecc. questo non può essere amore, questo è un rapporto formato da una o due coscenze che si elidono, ergo è egoismo. Amore è (anche) avere la voglia, il coraggio, il desiderio di capire l’altro e l’altro in rapporto a me, rispettandone però l’individualità. Dire l’amore è solo un’idea, come se fosse scollegato da noi, distante, lontano, inaccessibile, è fuorviante, le idee (specie se legate ai sentimenti) vengono generate e sono rappresentazione della realtà, quindi non scollegate da essa, in ogni caso anche se di pura astrazione si trattasse, un sentimento ha ricadute visibili e misurabili sulla realtà, non è qualcosa di avulso da essa o che vive in un’altra dimensione lontana da noi. Quella dimensione in cui, semplicisticamente e banalizzando le questioni ed i problemi, spesso noi inseriamo il “perfetto”: ciò che è perfetto non può essere di questo mondo ma è altro da noi. Perché? Chi lo dice? Chi gentilmente mi definisce questa irraggiungibile perfezione, che caratteristiche ha? Il perfetto ha tratti esclusivamente positivi. E chi dice che deve essere così? A me parrebbe piuttosto qualcosa di incompleto, la perfezione assume in sé ciò che di positivo e di negativo possiamo trarre da un’esperienza, e tale positivo e negativo non devono necessariamente convivere in armonia ed equilibrio, anzi, tutt’altro. Un rapporto d’amore che si sviluppa nel tempo ha in sé elementi positivi e negativi, ha una ricaduta forte su di noi e la realtà che ci circonda, informa e dà senso e prospettive diverse al nostro mondo e a noi stessi, facendoci scoprire persino sentimenti e cose e desideri e voglie e una forza che neppure pensavamo di avere… per me un rapporto così è perfetto.

    Insomma io dico: amate, provateci e godetevela, eccheccazzo :D

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  12. settembre 17, 2009

    Eccheccazzo ;)
    So*

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  13. settembre 17, 2009

    Una canzone dei Giganti di tanti anni fa diceva…

    “Amore è una parola
    l’amore vero non esiste
    è solo nei sogni
    di chi ha passato una triste gioventu.
    E un sentimento che
    ora è vicino con la tua mano
    cade una stella
    ed è lontano mille anni fa.”

    Questa è una visione pessimistica, ma da molti condivisa. Ma anche la visione ottimistica dell’amore eterno e sempre immutabile è irreale.

    L’amore inizia con l’innamoramento, ma spesso quest’ultimo viene confuso con l’infatuazione, cosa ben diversa e passeggera. Le emozioni suscitate dall’innamoramento e dalla infatuazione sono talmente simili da farle confondere, e dal creare poi una aspettativa di evoluzione che è solo possibile nell’innamoramento ma non nella infatuazione.

    Viene, a parere mio, ben descritta la differenza tra le due cose da Francesco Alberoni.
    http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/08_febbraio_18/alberoni_2bfeebea-dde8-11dc-ab0c-0003ba99c667.shtml

    L’amore è comunque un sentimenti che lega due persone in un processo di costruzione, che procede giorno per giorno, dando valore al passato proprio perchè si è costruito qualcosa. Più è grande e importante il passato, più diventa importante continuare a costruire, più diventa difficile interrompere la costruzione… a patto che, giorno per giorno, si continui a costruire.

    Ma questa è la cosa più difficile, spesso infatti ci si ferma, si rallenta la costruzione, finendo con il rendere privo di interesse il proseguire.

    Inoltre le persone cambiano, si evolvono, dire “ti amerò per sempre” è una affermazione improponibile, inesatta, che un qualunque psicologo contesterebbe. Non si può infatti fare un progetto di questo tipo.

    Sarebbe più corretto dire “farò di tutto per amarti il più a lungo possibile”. Questo darebbe la consapevolezza che chi lo dice ha capito che per amare ci vuole impegno, dedizione, voglia di crescere insieme alla persona amata. Ma purtroppo è raro che questo venga detto…

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