Fenomenologia delle mutandine
Il mio cassetto delle mutande è un gran casino. Ma riesco sempre a trovare quello che mi serve.
E’ un gran bordello di pizzi e lecci sparsi, di nylon, cotone e altri tessuti promiscui che si contaminano allegramente nel mezzo del cassetto, riversandosi tra gli scomparti che rimangono vuoti. Quegli scomparti erano scatole di scarpe, un tempo. Di quelle di cartone spesso, rivestito di una plastichina traslucida e bianca. C’è – anzi c’era – la scatola del bianco, del nero, della biancheria sportiva, di quella colorata o fantasia e di quella vagamente trasgressiva, per le occasioni speciali, mestruazioni e Capodanno compresi. Ma così, povere e svuotate, sono tutte uguali.
Credo che se non avessi una personale fenomenologia a cui attenermi, ogni mattina rischierei di perdere l’anima nel cercare un paio di mutande adatte al momento. Ci sono persone che semplicemente non portano i tanga perchè gli si infilano un po’ troppo tra le chiappe, o gli slip a vita alta perchè arrivano un po’ troppo sopra l’ombelico. Ci sono persone a cui il pizzo fine provoca orticarie incontrollabili. Io no. Io mi lascio ispirare dallo spirito momento.
Le mie mutande sono quasi tutte diverse – tranne 3 slip brasiliani bianchi con i profili in pizzo nero – e posso arrivare a cambiarle anche 3 volte al giorno. O mettermi a lavarle a mano all’una di notte per indossare lo stesso paio per due giorni di seguito. D’altra parte mutanda vuol dire le cose che devono essere cambiate e io non faccio altro che attenermi all’etimologia latina.
Quando mi sento una signorina d’altri tempi, ben educata ma un po’ sporcacciona sotto la gonna – o quando ho il ciclo e ho bisogno di tenermi al caldo – metto le coulotte nere a vita alta, di quelle sintetiche e fascianti che la nonna si comprerebbe all’Oviesse. Solo che, su di me, fanno un altro effetto.
Se mi sento brutta metto solo mutande brutte. Di quelle un po’ consunte, che non mi dispiace aver sporcato per un giorno qualunque.
Quando sono a casa da sola e non ho voglia di dormire completamente nuda, cerco mutande di cotone con stampe adolescenziali, indispensabili per addormentarmi abbracciata al mio gatto di peluche dopo essermi strafogata di sigarette e yogurt alla vaniglia.
Se mi sento un ragazza di campagna, di quelle che mettono il vestito buono nel giorno di festa, mi lavo con il sapone i marsiglia e metto degli slip avorio semplicissimi, ma di seta.
Quando ho voglia di folleggiare ubriaca di endorfine e bollicine come la giovane amante di un ricco in vacanza voglio qualcosa di esagerato, pomposo e un po’ antiquato. Delle coulotte con balze di pizzo o qualcosa che abbia lacci da slegare per caso con un dito.
Se mi sento un po’ troia da nightclub metto le mutandine polo: due fasce di pizzo rosso fuoco cucite a tanga e con un buco in mezzo. Lui apprezza e la sveltina ringrazia.
Quando sorrido da donna moderna e sicura scelgo un perizoma che esalti anche il sorriso verticale: di quelli sottili, trasparenti e che si bagnano in fretta.
Ma quando mi sento femmina davvero, le mutandine non le metto proprio.





“…quando mi sento femmina davvero, le mutandine non le metto proprio.”
Questa frase SPACCA TUTTO!!!
ma i boxer da uomo quando li metti?
Io metto solo mutande nere, slip o boxer non fa differenza, l’importante è che siano neri, perchè il nero snellisce, quindi è facile ottenere l’effetto sorspresa la prima volta che si fa l’amore con una donna.
Ciao a tutti
I boxer da uomo ogni tanto li uso come pigiama
So*
Sophie, 6 una grande! Anche quelle a Polo non devono esser male
Mica male? Sono FANTASTICHE!
So*
La biancheria intima è una parte dell’abbigliamento importantissima, infatti nulla come un completo intimo può decorare ed esaltare il corpo di una donna.
Nulla come la biancheria intima può dare una comunicazione implicita di cosa si vuole… o non vuole fare.
Proprio per questo è un regalo che adoro fare.
Io invece amo regalarla a me stessa e farmi trovare come un bel pacchettino da scartare…
So*
Direi che l’intento finale è analogo… una volta indossata diventa una carta da regalo molto interessante…
So*
Un vero inno a questo magico accessorio femminile.
Esprimersi attraverso esso per un fortunato spettatore mai annoiato da scelte prevedibili…
Spettatore che potrebbe ricambiare sfilandotele, quando presenti, con studiata lentezza, dirompente passionalità, ludica fantasia o, talvolta, strappandole con quei denti così vicini alla lingua che saprebbe darti piacere.
Io quantomeno tenterei così di ricambiare il merito di tanta attenzione.