Loving Spain
Il bello della Spagna è che la gente va in spiaggia nuda.
Me ne sono accorta appena messo piede nella spiaggia di Marbella, a Barcellona.
Il bello è che non c’è traccia di discriminanti strisce rosse o cartelli con su scritto Attenzione attenzione: gente perversa e nuda! a identificare la zona nudista. Perchè in realtà non c’è nessuna “zona nudista”: semplicemente, la gente sta in spiaggia come le pare.
Così, è nella norma vedere persone munite di triangolini di stoffa vicino ad abbronzati integralissimi. E nessuno dice nulla. Nessuna morbosità, nessuna occhiata malevola: al massimo un po’ di sorpresa, al massimo qualche sguardo curioso, per esplorare se è vero che siamo fatti tutti uguali e scoprire che ovviamente non lo siamo, ma senza esibizionismo. Senza il vizio italico di farsi ammirare, di voler cercare le proprie conferme nell’approvazione altrui e soprattutto, eliminando il concetto del “me lo posso permettere”. Semplicemente, era naturale.
Inutile dire che in 15 giorni di vacanza non mi sono messa il pezzo sopra del bikini neanche una volta.
Mentre affondavo i piedi nella sabbia infatti mi sono accorta che non c’è neanche una tendenza generale per quel che riguarda il taglio del pelo tra le nudiste: c’è chi preferisce la morbidezza del pelo lungo allo stato brado, chi la sottile linea scura e chi il modello skin. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, e lo stesso vale per l’altro sesso, che sfilava con modelli di tutte le taglie e dimensioni, per tutti i gusti e per tutte le età.
Infatti era più che normale vedere nuda in spiaggia anche gente che di estati deve averne viste molte. Ed ecco affondato un altro tabù, che terrorizza generazione ed esalta il marketing dell’antirughe: la vecchiaia.
Per non parlare di come a Barcellona nessuno si meravigli o tanto meno si schifi di due ragazzi – e sottolineo “i” - che si baciano o si tengono per mano. E mi è venuto davvero da pensare a quanto siamo chiusi e stupidamente bigotti in Italia, a quanto delle regole sociali ridicole e morali ancora più stupide impediscano alle persone di vivere serenamente. Perchè non amano il sesso giusto, perchè non vanno nei locali giusti, perchè non hanno la macchina giusta o la fidanzata da spot. Perchè non sono come dovrebbero essere. Perchè deludono le aspettative di una vita conforme.
Ecco, in generale, la gente a Barcellona mi è sembrata di gran lunga più rilassata e felice rispetto al nostro, beneamato, Bel Paese.
Cambiando argomento, nella zona del nostro hotel a Barcellona c’era una delle più alte concentrazioni di sexy shop che io abbia mai visto, Amsterdam a parte. Ho visitato almeno 4 o 5 negozi nel giro di un’isolato, tutti abbastanza ben forniti di quanto di meglio offra il mercato.
Uno però – tale Kitsch – ha attirato la mia attenzione perchè, oltre ad avere dei bellissimi sex toys e anche qualche articolo interessante per gli amanti del BDSM, organizza seminari sugli esercizi di Kegel e offre servizi di consulenza sessuologica in loco. Sempre lì ho scoperto le nuove smartball della Fun Factory, disponibili sia in versione stereo che in mono e, prima di uscire, ho anche rimediato un utilissimo foglietto con un dettagliatissimo training di esercizi di Kegel specifico per l’uso delle magiche palline.
Dopo aver lasciato il morbidissimo letto della camera 502, siamo arrivati in quel di Maiorca, in particolare a Colonia Sant Jordi, un paesino che in estate ha 33000 abitanti e in inverno ne conta 3000. La prima sera, ci siamo quasi meravigliati che ci fosse la corrente elettrica, da quanto il borghetto era tranquillo, silenzioso e assolutamente privo di movida e localini da riviera. Ma era esattamente quello che volevamo.
Rilassarci senza nessuno, ma proprio nessunissimo, stress. Vale a dire: silenzio, mare e tanto amore.
E così è stato: il mattino aveva sempre un certo non so chè di post-atomico, con i suoi paesaggi e persino le onde immerse nel silenzio, con immense distese di stelle e via lattea in prima visione dalla panchina sul lungomare (buio, molto buio) nei dintorni dell’hotel, cullato dalla lenta risacca del mare. E poi, poi… la spiaggia, meravigliosa, di Es trenc: uno scorcio di Caraibi in salsa mediterranea, una piccola oasi di pace e libertà dove praticare, a scelta, le seguenti attività: rosolarsi al sole, pisolare sotto l’ombrellone, fare il bagno nudi, mangiare una fetta d’anguria, baciarsi un po’, guardare i gabbiani, le dita dei piedi sotto l’acqua e il tramonto… e poi ancora…
… fare il bagno nudi e sbaciucchiarsi con quel senso di libertà un po’ folle e commossa, potente e assoluto che ti dà, mentre l’acqua ti circonda e ti abbraccia totalmente, e tu senti tutto, il freddo morbido del mare, il cuore caldo per l’amore, il sole che ti ride in fronte e il sale ti secca le labbra…
Ok, sono innamorata di questo posto. In più, grazie a un indigeno conosciuto al Bamboo Bar, dove ci scolavamo abitualmente qualche buonissimo mojito dopo cena, abbiamo anche scoperto qualche retroscena interessante sulla nostra spiaggia preferita.
Pare infatti che fino a una decina di anni fa la Playa es Trenc fosse un po’ più che nudista : era infatti una spiaggia scambista dove, passeggiando tra le dune della pineta che ora hanno recintato, si poteva essere invitati con un semplice cenno di mano ad unirsi a una gang bang o a una qualche figura geometrica dell’amore, dal triangolo al dodecaedro. Ovviamente, si poteva anche semplicemente fare l’amore con il proprio partner in quest’alcova di sabbia e pini marittimi senza il timore di essere denunciati per atti osceni in luogo pubblico.
Ho sempre saputo di essere nata nell’epoca sbagliata.
E se avessi anche sbagliato posto?
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Altri pensieri:
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Oh, che bella vacanza: hai visto un po’ di tutto, hai fatto un po’ di tutto, un piccolo angolo di paradiso da condividere con chi ami, esiste qualcosa di meglio? Non credo
Già…
So*
Cara Sofia, proprio pochi giorni fa discutevo con amici ( maschi e femmine) su come in Italia un topless sia visto come esibizione e come in altri posti (citavo proprio la Spagna) si fa invece quello che si vuole, se ci si sente di mettersi nudi lo si fa e nessuno giudica o peggio denuncia alle autorità! Mi fa piacere scoprire che anche altre persone, ed anche donne, la pensano come me, che accetto di vedere le tette di una settantenne o il pelo di un vecchio sia perchè è bella quel tipo di libertà, assecondare il richiamo della natura, sia perchè più gente si spoglia e più facile è vedere “qualcosa” di bello
Personlamente non pratico il nudismo ma mi è capitato di rrivare in paesi come la Spagna e la Grecia e di fronte a spiagge spettacolari avere il richiamo forte ad unirmi alla natura e cavarmi via l boxer sopratutto x uno splendido bagno, cosa che quest’anno in Sardegna ho potuto fare solo di notte… CiaoRoberto
Ciao Roberto,
non posso che concordare con quello che dici… personalmente, la cosa più bella del nudismo in Spagna è proprio l’aria di libertà che si respira nel non sentirsi giudicati perchè si è nudi o perchè non lo si è… e poi fare il bagno senza il filtro del costume ha tutto un altro sapore! In più, per noi donne, pesso e volentieri il topless in spiaggia è una vera e propria ora d’aria dalla costrizione del reggiseno!
So*
Sophie, sembrano frasi dal mio cervello. Dico sempre quelle cose: a) il bello è che non sono campi nudisti ma libertà di far ci0′ che si vuole; b) il bagno senza costume è davvero un’altra cosa; c) mi chiedo, da uomo, se non sia davvero un piacere togliere un po’ quella splendida invenzione… Ciao!
Sì, è bello il bagno senza costume, ma occhio alle meduse eh!?
Mah, lì a Maiorca non c’erano… però sempre meglio stare all’erta! Quando ero piccola una medusa mi ha morso la chiappa e non è stato affatto piacevole!
So*
Ti assicuro che togliere il reggiseno è più liberatorio di togliersi la cravatta e usarla come lazo
So*