Sex bloggers
Stasera faccio un esperimento di live blogging: sto guardando “Sex blog girls“, un documentario in onda su Lei sulle sex blogger, o almeno, su quelle che sono diventate famose, come Girl with a one track mind (che leggo) e Belle de jour e intanto scrivo.
Dicono che oggi il fenomeno sia in declino. Fino a poco tempo fa, direi da quando ho iniziato a scrivere il blog “a tema” erotico, sapevo che c’era, ma era come essere consapevoli di respirare aria. Dicono anche che il fenomeno non sia nuovo, e parlano di Erika Jong e di altre scrittrici che hanno scritto di sesso, di erotismo e delle loro esperienze parecchi anni prima dell’avvento di internet. Ma chissà perchè, il fenomeno continua a tirare, eccome.
Forse perchè il sesso non può essere in alcun modo ignorato, forse perchè stuzzica il nostro voyeurismo, o forse perchè abbiamo bisogno di sentirci meno soli. Sempre Girl with a one track mind dice che prima di iniziare a scrivere il blog pensava di essere un caso isolato, per quello che pensava e per come si viveva il sesso.
Quello che mi stupisce è che siano tutti blog di donne che sembrano cercare esclusivamente il sesso senza legami, o squillo di alto bordo, come Belle de jour. Quello che sento da parte loro, è una disperata voglia di godersi la vita, e la paura – forse inculcata da una millenaria tradizione di matrimoni tristi e infelici – di legarsi, e di poter godere anche amando per più di qualche sera, invece di scappare.
Mi chiedo cosa ci sia di così terribile nel riuscire ad avere una vita sessuale ed erotica eccitante anche in coppia. O forse è solo meno interessante. Quando ero single in effetti il mio blog era molto più commentato, o forse era solo la mia vita che aveva bisogno di una voce in più e io avevo molto più tempo per scrivere. Come diceva il mio professore di racconto breve, la felicità non interessa a nessuno, e come dimostrano i giornali scandalistici la gente vuole sapere quello che non dovrebbe. Fa notizia un’identità segreta, e non chi ci mette la faccia. Fanno notizia chi ha in qualche modo un’aurea da bello e dannato e i segreti dei bravi ragazzi. Fa notizia l’adulterio, e non il sesso all’interno della coppia.
Non per togliere qualcosa a queste blogger, ma dal taglio del documentario sembra che scrivano cose piuttosto ovvie (cosa che non è), o almeno, cose che anche io ho sempre pensato, e che ho sempre sentito. Certo, raccontano le loro esperienze sessuali in maniera esplicita, raccontano i loro pensieri più intimi. Ma mi chiedo: se le donne (anzi, le persone in genere) sembrano così emancipate, perchè riescono a scrivere di sesso senza il minimo imbarazzo, e non semplicemente a parlarne di persona? Sono sicura che non sia solo una questione di incolumità personale, o di discrezione. Ho sempre detto molto esplicitamente come la pensavo sul sesso, ho sempre rivendicato il mio diritto di godere, di divertirmi e la mia voglia di indipendenza. Ma ci si continua a nascondere ed è come liberarsi di una colpa – che colpa non è – lasciando che sia qualcun altro a confessare al posto nostro.
Parlano ancora di anonimato e di come la scrittura di alcune blogger ne abbia risentito una volta che è stata rivelata la loro vera identità, e ogni tanto penso che forse non avrei dovuto dire mai, a nessuno, di questo blog. Ma continuo a non provare la minima vergogna per quello che scrivo. E forse perchè cambi qualcosa è necessario dire: “sì, sono io, la penso così e non ne ho alcun pudore” o “è vero, ho fatto queste cose, ho queste fantasie e non c’è niente di male.” E basta.
Peccato che il mondo sia ancora aretrato in molti casi e siano in tanti a scambiare la sincerità con la prostituzione.




