“Gang Bang” – Chuck Palahniuk

Io venero Chuck Palahniuk come un semidio letterario. Ho letto tutti i suoi libri (tranne Diary). Mi ha fatto scoprire che le storie e il sesso si possono raccontare in maniera diversa da …e lui la prese con veemenza.
… ho iniziato con “Soffocare”, che ha lasciato lettere marchiate a fuoco nella mia vita e nella mia scrittura. Grazie a quel libro posso dire che la mia vita sia cambiata, è stato come se avessero acceso le luci nel cinema e mi fossi trovata in una realtà ben più assurda ed emozionate di quella proiettata sullo schermo.
A ogni nuova uscita mi fiondo in libreria come un dobermann sbavante e idrofobo, azzanno la copertina e rosicchio accuratamente le pagine, spolpando ogni parola. Ma questa volta sono delusa dal mio sverginatore mentale.
La trama di Gang bang (anche se si sarebbe dovuto chiamare Snuff) mi attirava parecchio, con la sua ambientazione pornografia e qualche mistero, sapendo come Chuck scrive il sesso, conoscendo il suo stile scarnificante.
Solo che l’adult only in rosso, sulla copertina, è più pubblicitario che altro. Perchè di hard, questo libro, ha solo il contesto, e, forse, il vocabolario: elementi che però non sono sufficienti per definirlo non un libro a luci rosse, ma un libro duro, critico, shokkante. Di quelli che ti elettrizzano, che ti fanno rivoltare contro la realtà che ti hanno voluto far vedere, con cui ti sei illuso, abbellita solo per coprire polvere e crepe. Non è uno di quei libri che sono la tua seconda possibilità di vivere il mondo.
In Gang bang, non manca la storia, manca il messaggio. O almeno, a me non è arrivato. E se è arrivato, non è rimasto.
Come ho commentato su Sottotomo:
sono contenta di scoprire la sua fallibilità. Di tutti i suoi libri, questo è di sicuro quello che ho apprezzato meno. Ovvio che non si discute sulle sue abilità di scrittore, ma questa volta ho avuto l’impressione che il romanzo fosse “spinto”, forzato, ruotando attorno all’idea della gang-bang e alla struttura narrativa. I personaggi sono piatti, freddi, non coinvolgono, non vivono, e i ritornelli di Chuck che ho tanto amato avevano un retrogusto di sudore e meningi troppo spremute (o forse troppo poco), e di poco cuore, ben lontani da quelli di “Soffocare” o di “Invisible monsters”. Il finale è raffazzonato, le idee più “alla Chuck” dimenticate tra le righe. E’ un libro che ha preso una confezione di viagra per durare 180 pagine, salvo poi venire in meno di 30. Spero abbia preso precauzioni per riservarci un futuro-libro migliore.
P.S: Chuck, I love U cmq



Ti consiglio Houellebecq, in special modo Le Possibilità di un’Isola, se non ti è mai capitato. Un’amante di Chuck Dovrebbe apprezzare. E complimenti per il blog.
Grazie!

è da tempo che vorrei leggere qualcosa di Houellebecq, in primis “Le particelle elementari”… prendo nota di quest’altro titolo e lo inserisco nella mia coda di letture
So*
… sono un amante di Chuck ma anche, e soprattutto, un amante di Houllebecq…e devo dire che se “Le Particelle Elementari” è forse il suo “manifesto”, “La Possibilità di un’isola” è probabilment eil libro più bello che io abbia mai letto (e, macinando sui 70 libri l’anno, il campione è ampio
) …e mi permetto di consigliarti altri due titoli, uno sempre di Houllebeq, ovvero “Piattaforma (al centro del mondo) ” [un libro vaginale, già dalla copertina!], e poi “La Perfezione” di Raul Montanari, un libro in cui il sesso è solo accennato ma… con efficacia.
“Credo nel sesso come amore e nel sesso innamorato. Credo anche nel sesso senza amore. Credo nel sesso come passione e istinto primordiale. Credo nel sesso come lotta, sangue e viscere.” … hai stile, ragazza!
cheers
Danilo
Grazie mille per i titoli! Sembrano molto interessanti!
Ma alla fine gang bang l’hai letto? che ne pensi?
eheh grazie! Spero di rivederti
So*