Jackson PollCock
Ritrovato schizzo artistico su lenzuola di motel, color avorio, lavorate a rombi. L’autore è sconosciuto, attendiamo il giudizio critico dell’esperta cameriera dalla reception, con i vestiti indossati a metà.
Attestata la validità dell’opera, la tela viene portata in lavanderia e sostituita con una intatta. O quasi.
L’indomito pittore seriale, o forse, la lavasecco amante dell’arte istantanea, colpisce ancora, con precisione, segnando assi cartesiani gocciolanti e splendenti più del ricamo sintetico. Un’altra opera per l’esposizione di panni sporchi da allestire nella hall. 20 minuti in meno per la nostra nuova creazione e arriva la pagina bianca ripiegata. Nessuna macchia di grasso della macchina stiratrice. Nessun dipinto eiaculatorio. Immacolata. Pronta da sporcare.
Una sindone di lubrificante e sudore. Arte concettuale di saliva e secrezioni vaginali. Capelli strappati a una pecorina e peli pubici raminghi per composizioni naturalistiche. Pop-art profilattica e body-painting allo sperma. Le nostre scopate serigrafate su lenzuola misto cotone e poliestere.
Il nostro patrimonio di beni cul.turali e ogni testimonianza della nostra corrente artistica, saranno annientati come templi di eresie da un’inquisizione di sapone corrosivo e sfregamenti programmati a 90 gradi.
Forse.
Ai posteri, l’ardua sentenza.





Ehm … So … Ti sei data da fare?
Potermmo almeno vedere fotografia dell’opera per darne un giudizio?
Paul
Ehehe, temo di no l’opera è andata perduta nel cestello della lavatrice del motel
So*
anche se non mi vuoi parlare, insisto nel farlo io.
ribadisco che ammiro il tuo modo di scrivere, ma perché utilizzarlo per una fanatica idolatria del sesso?
Francamente non capisco cosa ci sia di poetico o mistico o escatologico nella “scopata” come la chiami tu.
Mi sembra solo un grande esercizio di stile per descrivere una cosa tutto sommato molto più semplice di quanto non traspaia dalle parole dei tuoi post.
Caro mah,
1. non è che non ti voglio parlare, ma finchè tu non mi scrivi sul blog o una mail, non posso contattarti io visto che HAI LASCIATO UNA MAIL FALSA!!!!!!
2. uso il mio modo di scrivere per “idolatrare il sesso” o per qualsiasi altra cosa che mi aggradi, perchè MI VA. Sai, si chiama “licenza poetica” o “creatività”, o “libertà”. Non so, forse vuoi dirmi tu cosa dovrei scrivere?
3. mi dispiace molto che tu non trovi niente di poetico nel fare l’amore o nel farsi una scopata, ma questa, è la mio opinione. Detto questo, io continuo a scrivere di sesso, se non ti piace leggere di sesso, o leggere me, leggi altro o altrove.
4. Sai, la maggior parte dei racconti, descrive cose molto più semplici di quello che sembrano dal testo. Questo si chiama rendere speciale una cosa semplice, forse banale. Come quando un gesto apparentemente insignificante diventa importante per una persona. Come quando la quotidianità diventa straordinaria. Ci sono correnti poetiche che si fondano su questo. Lo stile poi, si usa per trasmettere la propria sensibilità riguardo il mondo, la propria percezione della realtà e la propria immaginazione usando le parole. Ognuno ha il suo. Ora, non capisco come tu possa apprezzare il mio, se poi te ne esci con frasi del genere. Ragionando come te, la letteratura sarebbe piena di romanzi di una pagina, per altro, tutti molto simili. E noiosi.
So*
Ciao Sophie! Passo giusto per un saluto e per rinnovarti i miei complimenti
Grazie!
a presto
So*
correnti letterarie ? a quali alludi?
Conosco la parola “libertà”, ma non vedo perchè non si possa applicare anche alla mia volontà di non lasciare il mio indirizzo email o di commentare.
Vuoi rispondermi? fallo sul tuo blog, come del resto stai facendo già…
Cosa aggiunge il mio indirizzo email? Il sapere chi sono? Il potermi insultare in privato?
Ai posteri l’ardua sentenza…
Caro mah,
1. mi era venuto in mente il Crepuscolarismo e i suoi poeti, che (da wikipedia) “elevano a materia della loro poesia la vita quotidiana nei suoi più dimessi e banali aspetti, priva di ogni ornamento e libera dal peso della tradizione.” E riflettevo anche sul fatto che probabilmente, anche vite o vicende molto interessanti, potrebbero risultare alquanto prive di interesse, se mal raccontate. Secondo il linguista Propp, tutte le narrazioni sono riconducibili a un’unica struttura. E allora cosa fa la differenza, se non lo stile, la personale sensibilità di chi scrive e i dettagli?
2. non imbrogliarti da solo! Per me puoi anche non lasciarla la mail, ma poi non mi puoi dire (dal tuo commento sopra) “anche se non mi vuoi parlare”: perchè anche se volessi, non potrei e, come dici tu, già ti rispondo sul blog!!! Inoltre, non credo tu possa non sentirti libero di commentare, visto che non censuro nulla.
3. Questo tuo ultimo commento francamente mi sembra un po’ confuso: mi spieghi COSA vuoi da me? Davvero, perchè non lo capisco, la metti sempre un po’ troppo sul personale per quello che il mio modo d commentare su un blog che non è il mio.
So*
Crepuscolarismo?
Il paragone mi sembra azzardato, ma non mi aspetto molto da chi ha per fonte delle sue conoscenze sulla letteratura Italiana wikipedia.
Se non lo sai, i poeti crepuscolari descrivono la noia della vita monotona di provincia.
Ben lungi dal voler esaltare chissà quale particolare della vita quotidiana, ne descrivono l’assenza di stimoli.
E’ esattamente il contrario: non rendono speciale una cosa semplice. Descrivono in modo poetico una cosa banale, ma sottolineandone comunque la banalità.
E’ una poesia triste e meditativa.
E conclusa la lezione di letteratura (della quale mi sembra avessi bisogno), ti confermo che mi sento perfettamente libero di commentare, anche in un modo che magari tu non avresti osato in un blog non tuo.
Ma del resto io non sono te e oso.
Per quando riguarda il presunto aspetto personale dei miei commenti, non c’è.
Mi sembra invece che sia tu a prenderli troppo sul personale.
Se vuoi fare la “scrittrice” forse dovresti abituarti al fatto che le MIGLIAIA di persone che SICURAMENTE correranno in libreria per comprare i tuoi meravigliosi trattati sulll’ultimo gioco erotico, sono libere di leggere, giudicare e reputare inadeguato, irrilevante o semplicemente superficiale quanto scrivi.