Tanto gentile e tanto onesto pare…

2008 agosto 28

cileccaguardavo il soffittosto per venireorgasmoorgasmo multiplo definitivo Ti è piaciuto?

Quando chiacchieravo con mia nonna senza litigare, di solito si parlava di moda (mia nonna era una sarta) o di uomini (mia nonna aveva dei risvolti molto riot).

Le conversazioni avevano quasi tutte lo stesso schema:

  • io le raccontavo del tipo di turno
  • lei diceva: “La cosa importante è che sia onesto e gentile…”
  • sbuffavo
  • continuavo il mio monologo sul tizio x
  • repeat chorus

    Solo recentemente, a distanza di anni, ho capito cosa volesse realmente dirmi mia nonna con quelle due parole. E’ stato come quando capisci il finale de “I soliti sospetti”, o quando scopri il vero (e piacevole) utilizzo di uno spazzolino elettrico.

    Ecco traduzione italiano/nonnese:

    • gentile: non te le dà
    • onesto: non ti mette le corna

    Direi che la nonna aveva ragione.

    Il problema, è che a questi “requisiti di base” se ne aggiungono altri, e man mano che passa il tempo e si fanno esperienze ( e molta, molta bua) la lista diventa sempre più lunga, rischiando di andare “verso l’infinito e oltre”. Snoccioliamo aggettivi e assembliamo virtù, cesellando con molta precisione e molta cura ogni particolare, nel tentativo perverso, da brave dottoresse Frankenstein, di costruire l’uomo (o la donna) perfetto/a.

    Ma una ricerca con infiniti parametri rischia di non produre nessun risultato.

    Provare con Google per credere.

    Altri pensieri:

    1. Fabio permalink
      settembre 6, 2008

      ciao… le nonne hanno sempre regione..
      Temo che non siano i prerequisiti però il vero problema.
      Ma che questi si vedano dietro a quella maschera che normalmente ci portiamo a spasso.
      Quando un uomo (per te… donna per me) si mette la maschera da onesto e gentile solo in seguito capisci la realtà dei fatti… il che risulta spiacevole.

      una cosa che le canzoni mi hanno insegnato, alcuni cantautori sono i miei filosofi, è che non si riesce a mascherare quando una persona ride di gusto…
      è lì che capisci come realmente sono fatti!!!

      se ridono con te o ti te!

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    2. settembre 6, 2008

      Già…hai ragione…purtroppo credo che in molti abbiano riso di me.
      Ultimamente riflettevo sul fatto che a volte le parole non significano niente, e sono solo delle scatole vuote, magari con tanto di confezione pregiata e curata. Come in una recita svogliata, si possono dire tante belle cose senza pensarle,o sentirle realmente. Anzi, a volte si pensa o i sente tutto il contrario di quello che si dice.
      Una delle cose che mi ha causato grandi sofferenze nella vita, e che credo me ne infliggerà ancora, è che quando una persona mi dice qualcosa, la prendo per vera, perchè non ho motivo per credere il contrario, forse perchè sono fiduciosa e ingenua, o forse perchè sono abituata a esprimere qualcosa di vero, a non mentire, e quindi tendo a credere che gli altri facciamo lo stesso. Come se non contemplassi che qualcuno possa mentire. Evidentemente mi sbaglio molto spesso.
      Forse dovrei smettere di aver paura di accorgermi che la realtà e le persone ogni tanto facciano anche schifo. Ormai sono grande per credere alle favole.
      So.
      So.

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    3. Fabio permalink
      settembre 7, 2008

      ma le favole sono belle….
      punta sempre in alto!

      C’è sempre tempo per abbassare il “tiro”. ;)

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    4. settembre 7, 2008

      Grazie, di cuore. Crcherò di riaenare le giunture e spiccare il salto per ricominciare a volare alto :)
      So.

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