Stelle e strip

2008 Agosto 24

Stanotte ho visto una stella cadente. A MILANO.

Forse, considerando che è una città frenetica, i desideri si avverano più in fretta.
Infatti, stanotte ne ho realizzato uno (anche se non era quello espresso, ma d’altra parte i desideri non sono caffè): andare in un club di strip-tease.

Ebbene, l’esperienza è stata davvero interessante. Sia per lo studio della fauna maschile e femminile del luogo e delle dinamiche di Lucciolandia, sia per capire qualcosa in più di me stessa.

In particolare, ero curiosa di:

  • capire come siano l’ambiente e le persone di un posto dove il sesso e il desiderio sono un affare
  • capire quali sono le regole del gioco, sia per il cliente, sia per le ragazze
  • osservare il comportamento degli uomini (arrapati? sfigati? presto-sposi?)
  • osservare le ragazze: chi sono, il loro corpo, come si muovono e si comportano
  • capire qual è la differenza nell’interagire delle ragazze con un uomo o con un’altra donna
  • capire come sia toccare il corpo di un’altra donna

Io, i miei tacchi rossi e il mio accompagnatore (ancora GRAZIE) siamo arrivati davanti al night che erano le 3 passate. Lui ha scambiato due parole con il buttafuori, abbiamo pagato il biglietto (forse conveniva arrivare prima, mea culpa!) e abbiamo ricevuto i nostri dollari falsi. Entrando nel locale mi sono travata davanti una mora tettona e ho detto: “vedi, non sono l’unica donna”.

Se volete andare in uno strip club e siete donne ricordatevi questo ABC:

  • A come “accompagnata”: oltre a rischiare di essere marpionate tutta la sera dagli avventori del locale (sempre che non siano concentrati su più spoglie visioni), se andate da sole (cioè non con un fidanzato, vero o fake che sia) rischiate di essere scambiate per prostitute a caccia di clienti, che danneggiano le entrate del locale. In questo caso, probabilmente guadagnereste l’uscita.
  • B come “ballare”: cercate di non farvi notare (quindi non mettetevi a ballare, come stavo facendo io), sia per il discorso di cui sopra, sia perchè dareste fastidio alle ragazze, deviando parte dell’attenzione su di voi, quindi meno dollari per loro. Per una volta, comportatevi da uomo: guardate (toccate) e basta.
  • C come “contatto”: anche se probabilmente le ragazze sono più disponibili verso un’altra donna, evitate contatti azzardati: non toccatele sotto gli slip, (quindi potete toccarle quasi ovunque), non leccatele o baciatele, a meno che non siano loro a farlo. Se fate qualcosa di troppo saranno loro a farvelo capire, ma tenete presente che se vi spingete oltre, anche gli altri, vedendovi, potrebbero pensare di poter fare lo stesso e creare qualche problema.

Ma veniamo al sodo.

  • nella fauna maschile spiccano: gli esaltati regrediti alla fase puberale, giovani e presto-sposi, e gli annoiati e imbruttiti dalla vita, abituè abituati che chiamano le ragazze per nome con voce biascicante. Ovviamente ci sono anche persone “normali”
  • sono stata ancora un po’ più uomo del solito per un paio d’ore, mi sono sentita una specie di ibrido in preda a istinti spastici. L’espressione del mio volto era indescrivibile
  • voglio imparare a ballare come le ragazze
  • ho imparato che le tette rifatte sono montagne che non vanno da Maometto
  • ho toccato altre donne che erano molto lisce, molto profumate e molto belle. No comment :P
  • una ragazza mi ha baciata
  • una ragazza mi ha chiesto “perchè non inizi a fare questo lavoro?
  • portavo la gonna e credo che diversi tipi mi abbiano visto le mutandine mentre ero con le ragazze (ti fanno allargare le gambe e ti si siedono in braccio)
  • a una avrei voluto dare una sculacciata
  • una donna tocca un’altra donna in modo molto diverso da un uomo
  • più di una ragazza mi ha chiesto se ero lì da sola, vedi punto “A”
  • una delle ragazze più belle del locale aveva talmente il muso che non la chiamava nessuno
  • ho visto delle tette, della patatine e dei culetti molto più da vicino di quanto riesca a fare con me stessa
  • le donne senza cellulite esistono
  • un tipo stra-allupato che continuava a guardarmi con i suoi amichetti addio-al-celibato, ha chiesto al mio accompagnatore se lavoravo nel club (mi dico, un minimo di intelligenza: se fossi stata una delle ragazze, non avrei avuto tutti quei vestiti addosso!!!)
  • la pornostar che ha fatto lo spettacolo ha chiamato un tizio (credo un presto-sposo imbarazzatissimo e allupatissimo) sul palco. Dopo averci giocato per un po’ ha fatto stendere per terra Mr mi-tremano-le-mani, ha tirato fuori un vibratore (decisamente grosso), l’ha fatto tenere tra le labbra al tipo, come se il dildo gli uscisse dalla bocca e poi ci si è seduta sopra e ha iniziato a fare un bel su e giù. Geniale
  • mi sono resa conto di quanto sia radicata la convinzione che lo stantuffamento supersonico sia la cosa che più fa godere una donna. Per quanto ne so, non è così
  • ho infilato il suddetto vibratore nella passera della pornostar e ho ricevuto un applauso commosso dagli avventori del locale

Forse ho sbagliato tutto nella vita.

N:B: il locale dove sono stata io, è da considerarsi la giusta via di mezzo tra la squallida bettola e il club di lusso. Può darsi che altrove le consuetudini del locale siano diverse.

10 Responses leave one →
  1. 2008 Agosto 24
    Paul permalink

    sono senza parole….. e soprattutto eccitato al pensiero di te che giochi con il vibratore che ti “entilmente offerto” la pornostar.
    Mio Dio (esclamazione forte, se a fala è un agnostico): ma quanto mi sarebbe piaciuto venire con te in quel locale da 1 a 10?
    Risposta: 1 seguito da tanti zeri quante sonon le stelle nell’universo…. direi quindi un bel pò!
    A parte gli scherzi e gli pseudo gridolini allupati da sesso-frustrato ex bambinone che prima o poi dovrà pur decidere di crescere, il mio commento è semplice: BRAVISSIMA!
    Hai dimostrato una grande:
    - libertà di spirito nell’avventurarti nella tana del lupo
    - un gran senso del gioco nello scrivere questo post, che ho trovao semplicemente esaltante
    - una grande lungimiranza, nel farti accompagnare (potevi chiamarmi, però????)
    - una certa sbadadagine (o forse malizia, alla TINTO BRASS), nel mettere la gonna e le scarpine rosse… decisamente provocanti. ( a proposito, com’è erano le mutandine??) ;)

    Ti faccio i miei complimenti, e ti eleggo: LA MIA PREFERITA!!!! (vedi il mio blog)

  2. 2008 Agosto 25

    Tnks tnks :)
    bianche con bordo in pizzo nero.
    So.

  3. 2008 Agosto 25
    uomo della montagna permalink

    ho letto il tuo intervento e devo dire che il tuo punto di vista aprirebbe una serie di considerazioni e di discussioni a mio avviso interessanti.
    Per quella che e’ la mia limitata esperienza nel settore lap dance/prive’/strip club e simili devo ammettere che non ho mai apprezzato molto quel genere di ambiente, vuoi perche’ lo trovo quanto di piu’ distante dal concetto di erotismo o piu’ in genere di “trasgressione”, vuoi perche’ e’ quella tipologia di ambiente border line che per quanto mi riguarda si discosta parecchio da una visione e consapevole e serena della sessualita’ e di tutto il mondo che ci gira intorno.

    Sul versante partecipazione al femminile devo dire che non tutto oro e’ quel che luccica: molto spesso capita che in quel genere di ambienti e nei piu’ “trasgressivi” prive’ le coppie “genuine” (come puoi essere tu ed un tuo ipotetico compagno di viaggio) non siano tali, ovvero capita con una certa frequenza che o uomo si accompagni ad una “signorina di vita” spacciandola per la compagna o peggio che la coppia sia “alle dipendenze” della direzione del locale (ecco perche’ molto probabilmente qualcuno pensava che lavorassi nel locale): e’ inutile dire che il fenomeno si e’ diffuso in modo tale che per certi versi ha fatto allontanare molte coppie e persone “vere” che si ritro(va)vano per vivere genuinamente le rispettive pulsioni e desideri.
    Purtroppo la cosa non vale solo per i locali “tradizionali” ma anche per molti ambienti che hanno lanciato od organizzano eventi legati al bdsm e/o al feticismo in generale.

    E pensare che in austria associazioni no profit organizzano feste fetish/bdsm in sale messe a disposizione dall’amministrazione pubblica! (effettivamente e’ a modo sua una perversione immaginarsi la moratti legata ad una croce di sant’andrea e frustata da aitanti giovini di colore, possibilmente extracomunitari non in regola :D )

    Ovviamente nessuno vieta che vi siano “coppie residenti” che assolvono ad una sorta di pub(l)ic relation per il locale, ma negli ultimi anni ho notato una progressiva fuga da questi locali da parte di chi, come te lontano dalla mentalita’ ipocrita e pruriginosa alla lucignolo, vuole “approfondire” con una certa consapevolezza tutta una serie di “flavours” (detta all’americana fa molto figo :) ).
    L’alternativa e’ costituita da gruppi privati che in totale autonomia si organizzano serate a tema, fine settimana o addirittura vacanze piu’ o meno “pepate” in ambienti distanti anni luce dai club ed in un’ottica e con uno spirito collaborativo no profit che per quanto mi riguarda trovo non solo utile, ma sicuramente piu’ adatto a chi vuole vivere le proprie passioni come stile di vita sereno ed integrato armonicamente a tutto quello che e’ una esistenza pacifica e “normale”.
    Niente a che vedere con il fidelio di eyes wide shout, ma nel corso di questi anni molti han organizzato per il gusto di farlo e senza nessun tornaconto economico dalla serata a tema alla vacanza annuale chi a casa propria, chi in agriturismo, chi in barca, chi in una villa palladiana, chi in una ala di un castello, chi ancora in una villetta frontemare o in montagna presa in affitto per l’occasione.
    In questi casi il problema non e’ tanto il posto ma le persone: e non e’ un caso che entrare in uno di questi gruppi generalmente sia difficile, vuoi perche’ sono circoli molto chiusi (principalmente per una questione di privacy), vuoi perche’ spesso sono frutto del passaparola tra persone fidate: per certi aspetti la rete ha avvicinato molto le persone piu’ affini al proprio punto di vista, ma resta comunque una discreta barriera di selezione credo inevitabile in questo genere di situazioni.
    Chi lo sa, magari la’ fuori c’e’ qualche gruppo di persone organizzate e stimolanti che fa al caso tuo e che non frequenta gli ambienti degli “zombie da club” :)

    ah la buona notizia se vuoi imparare a ballare lap dance e’ che a milano mi risulta che ci siano da tempo corsi di ballo per donne sulla falsa riga di quelli fatti negli altri paesi occidentali: fai una ricerca con san google e vedrai che qualcosa esce di sicuro.

    Mi raccomando trova spazio in casa per un buon palo da allemento: mal che vada lo riconverti in appendiabiti stile ikea o puo’ diventare un secondo lavoro ben pagato magari via cam o dal vivo. Immagino che molti qui aspettino pubblicazione di foto piu’ o meno scottanti a tema.

    poi pero’ non ti lamentare del codazzo di persone (maschi e femmine) che ci provera’ spudorataente e senza alcun savoir faire con te :)

  4. 2008 Agosto 25

    Grazie mille per aver arricchito il post con il tuo commento, davvero prezioso e interessante.
    Quando avrò una casa tutta mia, palo e sacco da boxe non mancheranno…
    Seguirò i tuoi consigli…chissà che non venga fuori qualcosa di buono :P
    Cmq, in questo periodo, forse più che lamentarmi di approcci improbabili (che cmq non sono così frequenti, come anche quelli probabili), mi farei una bella risata, e ci scriverei un bel post… in qualche modo bisogna pur fare
    So.

  5. 2008 Agosto 25
    uomo della montagna permalink

    basta che nonti confondi con le due cose, tipo ballare su un sacco da lap o picchiare un palo da boxe :D
    c’e’ sempre il piano b: un facoltoso 90 enne da sposare e da far schiattare la notte delle nozze dopo che ti ha firmato un testamento dove diventi l’erede universale di tutti i suoi averi.
    vedrai che casa tua salta fuori piu’ facilmente :D

    cmq urge servizio fotografico boooooposo dell’evento lap che ti ritrae al ballo: non vorrai lasciare a bocca asciutta gli innumerevoli fans :D

  6. 2008 Agosto 25
    uomo della montagna permalink

    ah dimenticavo: una esibizione booooposa al palo da lap sulla musica di “pop porno” de il genio e’ priceless :D

  7. 2008 Agosto 25

    eh no, potrebbe essere pericoloso…
    Il piano b potrebbe essere attuabile sono se il 90enne schiattasse vedendomi in lingerie, prima di consumare il matrimonio (cmq non sono così machiavellica e stronza)
    temo che il servizio fotografico del ballo boopposo potrebbe risultare mosso causa movimento eccessivo e tremolante delle mie carni danzanti :( le ballerine professioniste hanno un altro tono
    So.

  8. 2008 Agosto 25
    marasmi permalink

    anch’io, anch’io! anch’io sono stata in uno strip club, una volta (anzi, due, ma il secondo era una bettola dove sono andata col mio attuale ragazzo la prima notte passata insieme: ci hanno cacciati per eccesso di tasso alcolemico e di effusioni…).

    quindi, dicevo: ci sono andata e ho seguito l’ABC. anzi, sono entrata addirittura in corsia preferenziale in virtù di certe conoscenze -fatto che oltre alla sicurezza mi ha garantito ingresso e bevande gratis. una disdetta, col senno di poi, giacché il mio desiderio di conoscenza e osservazione è stato immantinenti annegato in un mare di vodka-redbull (lo so, fa schifo, ma è una gran botta di adrenalina).

    risultato: ho avuto un’impressione piuttosto vaga degli avventori (a occhio tutti maschi, visto che l’unica creatura di sesso femminile vestita che ho notato ero io), ma nel complesso mi sono sembrati, se non “normali”, molto tranquilli e alcuni decisamente intimiditi. forse grazie -e questo è il ricordo più vivido che conservo della serata (e che non scorderò mai)- allo strapotere che le ragazze esercitavano su di loro. STRA-PO-TE-RE.

    e anche se sono convinta che restino confinati al palco e al palo, l’effetto che sono in grado di suscitare nel pubblico e nello stesso tempo la loro capacità di mantenerne completamente il controllo mi hanno lasciato con la bocca aperta (e con la bava alla bocca).

  9. 2008 Agosto 25

    eheh…vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda… :P
    So.

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