HomeCine Network # Closer

2008 Maggio 28

Prima guardatevi il trailer e godetevi la canzone stupenda di Damien Rice, The blower’s daughter. Poi leggetevi la scheda e la recensione.

Allora, questa volta è difficile. Davvero.

Perchè Closer viviseziona le relazioni, i modelli, i sentimenti. L’AMORE. E lo fa in maniera tanto realistica con i suoi personaggi esasperati ed eccessivi nelle loro caratteristiche, da essere crudele. E alla fine ci si ritrova ad essere tutti i pesonaggi separatamente e anche ad accogliere dentro di noi tutto il loro insieme.
Closer mostra in modo ineludibile, quanto l’amore sia SEMPRE più complicato di quanto sembra, sempre meno categorizzabile, schematizzabile. Non ci sono casi clinici, non ci sono precedenti a cui ci si possa appellare senza possibilità di errore. Non c’è mai la risposta giusta.
Perchè l’amore non è un sentimento pavloviano, o meglio, lo sarebbe, se noi non fossimo esseri umani che sono nati e vivono in una società. Ma visto che le cose stanno così, è inutile, oltre che dannoso, cercare di disegnarlo tracciando linee tra pallini numerati, per costruire una figura predefinita.

Veniamo ai miei appunti deliranti, che per questioni di semplicità, ho diviso in 4 punti fondamentali, e che credo siano punti caldi sottolineati dal film. (Di considerazioni se ne potrebbero fare all’infinito)

  • La verità. “Senza la verità siamo solo bestie” dice il cavernicolo tradito. Ma perchè abbiamo questo bisogno, così impellente e irrefrenabile, quasi masochista, di verità, soprattutto nei sentimenti? Perchè poi, quando la verità sbatte in faccia e ci schiaffeggia, e ci ferisce, si sceglie (a volte, alcuni) di ricoprirla di irrealtà e menzogne? Forse, alla fine, perchè la verità è tanto pura nel suo nel suo bianco e nel suo nero, da uccidere. E noi, dobbiamo sopravvivere. Dentro i nostri modelli, dentro le nostre piccole ossessioni e possessioni. Dobbiamo andare avanti. Ciò che rimane in dubbio è: meglio guardare in faccia questa verità così com’è e magari soffrire, o imbellettarla per coprire ogni piccola crepa della maschera con l’ombra delle illusioni, e vivere felici e contenti? Personalmente, le illusioni andrebbero squarciate senza ritegno. Nient’altro che chiacchiere e felicità con la data di scadenza.
  • I modelli di coppia. Aderire a dei modelli prestabiliti è più facile che crearne di propri. Questo perchè secondo i modelli che ci impone la società e che non possiamo fare a meno di ignorare, esistono delle concezioni di giusto e sbagliato che, se trasgredite, ci porterebbero a soffrire troppo. Le nostre relazioni devono essere schematizzate per sopravvivenza, ma tanto soffriamo lo stesso, perchè la nostra natura, il nostro istinto e la nostra pulsione ci spingono sempre oltre quella linea. E non possiamo ingnorare neanche questo, perchè la nostra natura e vive dentro di noi. Siamo strattonati in due direzioni opposte, correndo il rischio di squartarci ogni volta, da mutandine bagnate e sguardi che mordono da una parte, e arrovellamenti cerrebrali e patemi d’animo vari ed eventuali dall’altra. Closer mostra come i limiti delle relazioni siano ancora più accentuati da un modello di coppia fallimentare, basato sulla dipendenza reciproca e che fomenta il possesso, il non-amarsi e il non voler essere felici, perchè tutto questo, come la verità, fa troppa paura. Forse, sarebbe meglio o bello, un rapporto libero alla Kinsey piuttosto che rapporto più normale ma infelice come quelli in Closer:  E ciò che li rende infelici, oltre al modello stesso, che spesso si dimostra fallimentare per il semplice fatto di non essere adatto alle esigenze personali di ognuno – e quindi creato dalla coppia stessa – è che nella maggior parte dei casi non si sta insieme perchè ci si ama al 100%, ma perchè si è innamorati al 50% e per l’altro 50% perchè non si vuole stare soli o non si sa stare soli. Tutto questo è molto triste.
  • Il tradimento. Il film mostra sicuramente quanto sono complesse le relazioni. E quanto la frase “ma tanto è fidanzato/a o sposato/a” non conti poi molto ci si mettono di mezzo forti pulsioni o sentimenti. La prima riflessione che faccio è che se non esistessero i sopracitati modelli di coppia, non esisterebbe il tradimento, probabilmente, almeno come comunemente inteso, o forse non si starebbe poi tanto male quando il partner ha esperienze sessuali al di fuori della coppia. Il tradimento, è in un certo senso, normale. Ma mi chiedo, è normale? E poi, quando confessare e quando no? Per prima cosa, bisognerebbe distinguere tra un tradimento puramente sessuale, e uno emotivo/sentimentale. Se il secondo caso rappresenta quasi sempre il sintomo di una problematica (vorrei non scegliere un termine negativo, ma non ci riesco) della coppia, ed è un tradimento dell’amore, una rottura nella relazione, e credo sia una cosa con cui bisognerebbe parlare sempre con la massima sincerità, senza chiedere il perdono dell’altro, ma prendendosi delle responsabilità e facendo delle scelte, senza giocare a “milascituperfavorechesenomisentotroppoincolpa?”, nel primo caso, potrebbe essere meglio portarsi la scopata nella tomba. Se infatti l’andare a letto con qualcun altro non è un fenomeno cronico – allora sì che il copulatore impazzito dovrebbe per lo meno porsi delle domande – ma è semplicemente capitato, o è stata una scelta individuale per rispondere a bisogni individuali, e che nulla scalfisce nella qualità e nell’intesità dei sentimenti per il partner – un tradimento, o meglio trasgressione,  per se stessi – non vedo perchè non ci si debba prendere la responsabilità delle proprie scelte, con maturità e consapevolezza, senza sentirsi in colpa (ancora i modelli: la parola tradimento è di per sé negativa), ed evitare di comunicare il fattaccio, provocando inutile sofferenza al partner, che probabilmente si sentirà inadeguato e ferito, anche se per il traditore quella botta e via non contava assolutamente nulla riguardo l’amore o la relazione.
  • La scelta. Chi vince e chi perde nelle relazioni? Chi si accontenta o chi sceglie solo la propria strada, anche in solitaria? Qual è il vero amore? Quello che scende a un compromesso o quello che non sente ragioni? Quello che vuole la verità o quello che chiude gli occhi? Alla fine sono solo scelte personali, forse solo diversi modi di vivere l’amore della nostra vita, che è quello che ci permette, sembra, di vivere meglio, di essere più noi stessi. Nel film si dice che c’è sempre un momento per scegliere se amare o meno. O forse no. Forse, si può scegliere di no, ma non puoi scegliere di sì. Breve elucubrazione: la posssibilità che capiti di innamorarsi è un effetto della propria vita fino a questo momento, idem per  le persone che si hanno intorno e che si frequentano. E la persona di cui ci si innamora, la si sceglie con la propria vita…quindi alla fine non si può scegliere se innamorarsi o meno. Soprattutto, non se è amore vero, perchè non contempla la possibilità di un no. L’amore vero dice sempre sì.

Conclusione (mia): L’AMORE SE NE FOTTE.
L’amore vero se ne fotte di tutto, crea la sua forma, esiste di per sè, abbatendo spesso ogni limite, andando al di là del bene e del male, dell’etica personale e sociale. Cerchiamo costantemente di avere il controllo dei nostri istinti e dei nostri sentimenti, ma non ci riusciamo mai.

PS # 1: DONNE! meglio il cavernicolo o il paranoide frignone?

PS # 2: è incredibile come nel film la tensione erotica tra i personaggi sia davvero palpabile, anche senza una sola scena di sesso.

PS # 3: Spero di non essere stata eccessivamente contorta. E ora…COMMENTATE!

8 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 28

    Semplicemente un film da vedere… respirare…

  2. 2008 Maggio 28

    Sì…assolutamente…
    So.

  3. 2008 Maggio 28

    ..chi vince e chi perde?(eheh)..e come la mettiamo quando l’Ammore è univoco? e quando l’inutile razionalità mette il morso alle viscere? e come la mettiamo coi limiti sociali??
    So, servono almeno altri 8-9 post su quest’argomento :)
    PS. cavernicolo..tutta la vita..

  4. 2008 Maggio 28

    Eheh…ci metteremmo meno a trovare un mammuth vivo e sventrarlo che sviscerare l’argomento cercando di arrivare a qualche conclusione temo…avremo un sacco di tempo per rincoglionirci durante il viaggio!
    e poi ne scriverò altri 8 o 9 post, meglio 9 perchè i numeri pari non mi piacciono…
    Idem, cavernicolo tutta la vita!!!!!!
    So.

  5. 2008 Maggio 31
    Paul permalink

    “non si sta insieme perchè ci si ama al 100%, ma perchè si è innamorati al 50% e per l’altro 50% perchè non si vuole stare soli o non si sa stare soli”

    Forse è la dura verità del mondo odierno in cui, anche una cosa come “SEX AND THE CITY” è presa a riferimento.

  6. 2008 Giugno 2

    Già…
    Non l’ho seguito molto, però secondo me è parecchio divertente, se preso con la giusta filosofia
    :)
    So.

  7. 2008 Giugno 11

    Ma sbaglio o danno il film in tv proprio in quresti giorni?
    Bisogna vederlo ci hai incuriosito troppo.
    ” Cerchiamo costantemente di avere il controllo dei nostri istinti e dei nostri sentimenti, ma non ci riusciamo mai.” oncordo pienamente, ma non trovo giusto che una cosa così forte possa non essere ricambiata, dovrebbe sempre essere a senso doppio, iniziare e finire per entrambi, l’amore vero DEVE essere così, altrimenti non è quello per te.
    Cavernicolo anche io.
    R.

  8. 2008 Giugno 12

    Mmmmm…non ne ho idea perchè non guardo la tv…sono d’accordo con te..infatti secondo me certe sensazioni, così…”forti”, sono possibili solo perchè si sono convogliate le energie di entrambi…per usare una metafora…se non c’è un pezzo di metallo adatto, la calamita non attrae un bel niente (spero di non aver detto cazzate terrificanti, e di essere riuscita a veicolare il senso della cosa).
    So.

Leave a Reply

Note: You can use basic XHTML in your comments. Your email address will never be published.

Subscribe to this comment feed via RSS