2008 maggio 26
di Sophieboop

C’è silenzio ma
la mia musica suona di te.

Il mio cervello immagina di te.
Il mio cuore pulsa di te.
La mia figa gode di te.

E io maledico le mie dita
troppo veloci
per potersi fermare
a pensare

quando ti vedono comparire
nell’aria
e cercano
piccole sciocche disperate

di raggiungerti.

Ti è piaciuto? DILLO!

Altri pensieri:

  1. maggio 26, 2008

    ..urca..mi prendo anche questo se permetti.. :( )

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  2. maggio 26, 2008

    tutto quello che vuoi tesoro! basta che poi sussurri velocissimo “copyleft Sophieboop” ;)
    So.

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  3. mister permalink
    maggio 26, 2008

    puah.
    non basta dire “figa” per essere trasgressivi.
    la tua trasgressione puzza di vizio e inedia.

    Non ha il sapore acre e distante dal mondo di chi è rifiutato e rifiuta.
    Ha il sorriso compiaciuto di chi si legge senza riflettersi davvero.

    Pensaci.
    Se non sei disperata non sarai mai davvero trasgressiva.

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  4. maggio 26, 2008

    Ok, ci penserò.
    Detto questo, non mi sembra che dire “figa” sia una trasgressione e sinceramente, non è neanche mio interesse essere trasgressiva, tantomeno disperata. Non mi sembra una cosa tanto bella, essere disperati. Non sono diperata, questi sono i miei pensieri e le mie emozioni. Non sono un disegno monodimensionale che si può schematizzare su carta millimetrata. Sono me stessa. Punto. Se questo non ti piace, amen.
    Dici bene, cmq, “ti sembra”, perchè forse non ti interessa andare tanto al di sotto della superficie e prendere le cose per quelle che sono,: la mia sensazione, è che tra i “disperati” ci sia sempre il tentativo di essere “più diperati degli altri” giusto per poter dire di essere primi in qualcosa.
    In quello che scrivi, manca il rispetto delle diversità degli esseri umani e delle emozioni altrui, manca cuore: mi sembra di sentire solo dolore e frustrazione.
    Pensaci, se non hai cuore, non sentirai mai la vita di qualcun altro. Sarai solo e disperato. E in questo, realmente, non c’è proprio nulla di poetico o struggente, perchè la vita non è un libro.
    So.

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  5. mister permalink
    maggio 26, 2008

    eeeeeeeeee…..minchia!
    (così sono trasgressivo?)

    come te la prendi sophie.
    non ti si può criticare….

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  6. maggio 26, 2008

    Già.
    So.

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  7. comandante stopardi permalink
    maggio 26, 2008

    @ mister mi togli una curiosita’ senza fare polemica del menga e scadere nel flame da bimbominchia?
    ma uno deve per forza essere etichettato finto-trasgressivo a tutti i costi o puo’ anche essere una persona normale quando scrive qualsiasi cosa con dentro termini come cazzo culo figa o tette?
    no perche’ per quello che ho letto non mi pare che qui dentro si cerchi la trasgressione, anzi.
    Sarebbe interessante poi stabilire con esempi pratici la tua definizione di trasgressione giusto per capire dove ritieni di averla trovata qui dentro.

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  8. rinoah permalink
    maggio 26, 2008

    Tanto per ribadire quello cheviene esplicitato in “Un pezzo di carne” , ebbene si So ti “autocito”, come capita spesso si è badato alle parole prese singolarmente invece che al meraviglioso senso poeticvo che il loro insieme esprimeva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Qualcuno è davvero convinto che nel nostro tempo esista ancora la TRASGRESSIONE?? A volte penso che lìessere se stessi sempre ed ad ogni prezzo, spesso quel costo è la critica altrui, sia la vera trasgressione.

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  9. maggio 27, 2008

    Grazie per il supporto! ;)
    @ Rinoah: sono perfettamente d’accordo con te!
    So.

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  10. mister permalink
    maggio 28, 2008

    forse sono stato frainteso.
    ma penso e pensero’ sempre con Verlaine e Rimbaud che “la poesia nasce dal dolore”.
    Non so se in sophie boop ci sia abbastanza disperazione per essere una poetessa.
    In fondo non glielo auguro.

    Perchè la poesia è maledizione.
    E’ soffocamento lento e silenzioso del cuore ad ogni battito che resta nascosto nel petto e che vorrebbe uscire.
    E’ il volo stentato di una gallina con le ali troppo corte per ambire al cielo per il quale è fatta.

    E chi vorrebbe mai provare questa pena?
    Se il prezzo dell’arte è il dolore, chi è disposto a vivere una vita di vuoto e miseria per avere in cambio solo il monologo muto e loquace ad un tempo del proprio solitario io?

    Non sophie forse.
    Ma comunque non spetta a lei scegliere. E’ sempre la vita che sceglie.
    E’ la vita che corre invisibile nelle nostre strade dietro a nostri passi e raccoglie i cocci delle nostre pene e dei nostri amori regalandoci a volte la consolazione di una poesia.

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  11. maggio 28, 2008

    Ma IO NON VOGLIO FARE LA POETESSA!!!!! Non voglio e non pretendo di fare arte,e non voglio monologare solitaria con il mio io!
    So.

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  12. mister permalink
    maggio 28, 2008

    ok. allora vaja con Dios.
    Ti auguro di capire cosa vuoi fare però

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