Un pezzo di carne

2008 maggio 25

cileccaguardavo il soffittosto per venireorgasmoorgasmo multiplo definitivo Ti è piaciuto?

Metti una sera col cielo macchiato di nuvole in cui l’Ormone incombe come la volontà irrevocabile di un Dio.

Metti un ragazzo molto carino che si mette a chiacchierare proprio con te di qualsiasi cazzata.
Metti che ci siamo dei silenzi troppo lunghi tra una frase scontata e l’altra, un po’ come le stagioni dei saldi in estate e in inverno.
Metti che lui, invece di guardarti negli occhi, ti guardi solo le labbra, o più in basso, anche se sei bardata con la tua vissutissima giacca di pelle londinese.

Tu capisci che lui ti vuole.
Ma lui ti vuole e basta. Lui non ascolta neanche una parola di quello che dici.
Certo, annuisce, sorride, parla. Come il lupo di Cappuccetto Rosso. Parla con la bambina, ma vuole solo mangiare la sua carne.
Avventarsi sul suo corpo.
E prendere tutto quello che può, lasciando solo le ossa.

Se il fatto di essere desiderata mi lusinga, quello di essere considerata una bistecca da consumare con contorno di pisello, decisamente meno.
Perché prima di essere un donna con un tunnel dell’amore tra le cosce sono un essere umano.

E mi sembra, in questa stagione di istinti e meteo impazziti, che sia sempre più raro trovare qualcuno che sia interessato a quello che sei: qualcuno che non ti voglia conoscere solo in senso biblico e  che voglia arrivare oltre la superficie, oltre che sotto i vestiti. Una persona che voglia toccare la tua anima e cogliere il bello e il vero che c’è in te, che sia disposta ad uno scambio con un’altra vita e un altro mondo. Anche solo per 3 ore.

Quando mi trovo in queste situazioni, lascio perdere. Perché non ho voglia di queste relazioni da supermercato, perché mi sento a disagio e penso che una persona interessata solo a farsi una scopata, non potrà amare la mia imperfezione e baderà solo al suo piacere. E per quanto io possa sforzarmi, se l’obiettivo del fanciullo in questione è solo una scopata automatizzata giusto per disperdere un po’ di sé, sarà molto difficile riuscire stabilire un contatto vero.
E io così non so più scopare.

Perché è una cosa che mi rende triste.

Altri pensieri:

  1. comandante stopardi permalink
    maggio 26, 2008

    immagina la frase seguente pronunciata con la cadenza del vecchio nanetto verde di guerre stellari
    “giovane gedai, noto che forte e’ la consapevolezza in te”.

    rispetto a molti altri hai centrato perfettamente l’essenziale di un rapporto, o meglio quello che dovrebbe essere a mio avviso un buon rapporto.
    amare l’imperfezione altrui o semplicemente fermarsi ad ascoltare l’altro effettivamente non e’ poi cosi’ comune in questo periodo, soprattutto se vivi la superficialita’ e l’incomunicabilita’ della “vita veloce” delle grandi citta’.
    Omologarsi per certi versi e’ anche questo: vivere il desiderio nella noia del quotidiano, dove “prostituirsi per un abbraccio” diventa una necessita’ cosi’ forte da farti accettare tutto, anche di morire dentro.

    La buona notizia (ottimismo!) e’ che sei viva, almeno finche’ lotterai con tutte le tue forze non solo per coltivare cio’ che ti sta differenziando da buona parte del parco carne riproduttivo in circolazione (maschile e femminile), ma anche per difendere ad oltranza tutto quello di cui davvero hai bisogno.
    Anche se il momento e’ difficile tieni duro: i legami che cerchi, quelli profondi, solidi, fatti di tuffi al cuore e di piccoli gesti quotidiani, arriveranno :)

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  2. castavita permalink
    maggio 26, 2008

    Non ti scoraggiare, le persone giuste le trovi quando meno te lo aspetti, anche quando hai smesso di cercarle.
    E’ vero, ci sono tante persone che hanno come unico scopo solo quello di abbassare le mutandine della vittima sacrificale di turno. Ma ce ne sono tante altre che hanno assoluto rispetto della partner e hanno, invece, come finalità la costruzione di un rapporto fra le due Persone (e sottolineo la P maiuscola).
    Se trovi principalmente persone del primo tipo, forse potresti provare a cambiare ambito…

    Io concordo pienamente con Comandante Stopardi, tieni duro!

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  3. maggio 26, 2008

    Certo che riesci a tirar fuori di quelle espressioni uniche eheh :)
    Stai su che tanto un giorno troverai quello giusto

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  4. rinoah permalink
    maggio 26, 2008

    Chissà come si sarà sentito il tuo “carnivoro” di fronte alla ribellione della bistecchina, leggi ragazza carina ma della cui persona non me ne frega nulla!!!!!!!!!!!!!
    Sei grande e solo per questa tua forza in un momento così difficile meriti un UOMO speciale, non un ragazzino arrapato. Tieni duro arriverà e asrà lui aq dover dimostrare di meritare te.

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  5. maggio 26, 2008

    Quella delle relazioni da supermercato me la rivendo..hehehe..sappilo..
    smakkete

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  6. maggio 26, 2008

    Grazie a tutti, di cuore! Seguirò i vostri consigli terrò duro, lotterò per me stessa, per diventare chi voglio diventare davvero e “differenziarmi dal parco carni”, senza perdere la speranza di trovare un “UOMO speciale” e persone “che hanno assoluto rispetto della partner e hanno, invece, come finalità la costruzione di un rapporto fra le due Persone”.
    Grazie ancora. Siete preziosi.
    So.

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  7. comandante stopardi permalink
    maggio 26, 2008

    @ la se ti riferivi al rivendere il passaggio “parco carne riproduttivo in circolazione (maschile e femminile)” come si dice dalle mie parti “zo e man dal banco che a merce costa” :D :D :D

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  8. vincenzo dadamo permalink
    maggio 28, 2008

    Ciao So.
    questa sera leggendo il tuo testo
    mi hai fatto pensare a Pierpaolo Pasolini,
    al suo modo di scrivere,
    al suo modo di “scarnificare” le situazioni…
    Io incontro molte persone nella mia giornata,
    pochi minuti, spesso, e mai più,
    ed ho scoperto la BELLEZZA, affascinante,
    di toccare una vita, un’anima, un cuore, un’intelligenza, un dolore, una gioia, una pena,
    anche solo per pochi istanti, ma con un valore unico, infinito, assoluto,
    direi totale.
    Da questi incontri sento nascere una gioia
    ed una strana, piacevole e mesta nostalgia:
    partecipo tutto e so al contempo che nulla possiedo,
    e dell’Altro, null’altro, posso trattenete…
    Uno strano gioco interiore, tra pienezza e recettività…
    Ne hai anche tu esperienza?

    Grazie per le parole che hai tirate fuori dall’anima:
    il passaggio “…non potrà amare la mia imperfezione…”
    mi fa pensare molto…GRAZIE
    ciao. Vi

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  9. maggio 29, 2008

    Sì…è quando senti che la vita che scorre nell’altro, è esattamente la stessa vita che scorre in te. E’ guardarsi negli occhi e riconoscersi come esseri umani. E’ la cosiddetta “Empatia”, o anche “compassione”, nell’accezione latina del termine: sentire/soffrire con.
    So.

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