La prima volta # iwordcamp




Ti è piaciuto?Ebbene sì. L’ho fatto. C’ero, e il mio svergnamento sociale da blogger si è finalmente compiuto: prima un po’ in sordina, stranita ed estraniata, poi più appassionata, soprattutto quando ho iniziato a conoscere qualcuno oltre i miei amici immaginari, a capire qualcosa di quello che si diceva (io di tecnicismi vari da nerd non capisco una beneamata) e si è parlato con Marcello Foa di “Giornalisti e blogger“.
L’intervento è stato stimolante, e ha rivelato alcuni spunti molto interessanti, prontamente scribacchiati (giusto per essere diversa, perchè in un posto dove spuntavano laptop come fossero polline, io dovevo scrivere a mano) sulla mia amata – e ormai in via di estinzione – Moleskine rossa.
Ecco i miei appunti riflettenti:
- il blog come informazione alternativa. Alternativa al quotidiano cartaceo o web, alternativa di punti di vista, alternativa rispetto alla comunicazione di massa, il blog non uccide le testate giornalistiche per il semplice fatto che si chiama blog, e non quotidiano. Se, a mio parere, la testata, anche su web, è il punto di riferimento “ufficiale” dell’informazione, e quindi soggetta a linee editoriali, agenzie, censure e quant’altro, il blog si pone in maniera indipendente, sia come approfondimento e commentario, sia come contraltare e vigilante dell’informazione, sia come editore di notizie, fatti e tematiche fuori dai circuiti principali. Ora, sarebbe bello che i due mondi interagissero, magari inserendo in coda all’articolo della testata link a post correlati (non solo ai blog della testata!), o un motore di ricerca. Il problema che sorge però (soprattutto nel ricercare post riguardo che non riguardano fatti pubblicati su testate on line) è che, essendoci una quantità imbarazzante di blog, la possibilità di trovare non tanto l’approfondimento, ma il particolare mancante, il dettaglio o la notizia inedita risulta piuttosto scarsa. E alla fine si rischia nuovamente di creare un circuito ufficiale, molto meno alternativo del previsto, anche tra blog. Il percorso dei blog verso l’aggregazione, dalla parcellizzazione all’informazione di massa, sembra arduo e tortuoso.
- Uno dei fattori che inibiscono a concentrarsi di più sulle testate on line è il vile ma indispensabile denaro: infatti in molti sostengono che il web non riuscirà mai a coprire gli investimenti pubblicitari necessari al sostentamento della testata. E spesso a questa affermazione si aggiunge: “perchè la pubblicità su internet non funziona”. Ma è qui che si cade in fallo. Perchè forse è ora, e in Italia, che la pubblicità su internet non funziona (anche se non credo si possa fare una generalizzazione così ampia). Mai sentito parlare di un tale Marshall Mc Luhan? Beh, è quello che dice una cosetta da niente, cioè che “il mezzo è il messaggio“, cioè che il mezzo con cui si comunica un contenuto lo modella a sua immagine e somiglianza. Quindi, oltre al fatto che in questo momento il web ha una penetrazione ancora relativamente bassa in Italia, soprattutto presso determinati target, aggiungo anche che finchè l’ADV on line non sfrutterà le caratteristiche proprie del medium (istantaneità, dinamicità, interattività ecc…), ma cercherà di ricalcare (malamente) modelli di comunicazione propri ad altri media, (l’affissione, per citarne uno), non funzionerà, o funzionerà poco, per forza.
- Se un blog non può sostituirsi a una testata, può sicuramente diventare un giornale on line, spesso tematico. Per giornale si intende una pubblicazione giornaliera (o quasi) e aggiornata, contemporanea, riguardo specifici temi scelti dal blogger; ovviamente, se il blog tratterà di un argomento di nicchia, distinguersi sarà più facile. Un blog, per diventare un punto di riferimento nel panorama tematico di cui di occupa, dovrebbe essere redatto con serietà e passione: oltre ad assecondare i meccanismi della socialità web(sani o un po’ perversi, non so), ad effettuare ricerche approfondite, credo sia fondamentale l’adattamento del contenuto al mezzo. Va da sè, che i testi presenti in un blog dovrebbero avere una forma propria, invece di essere, come spesso capita (mea culpa, mea culpa!) un mero copia/incolla di scritti destinati ad altri supporti. Sembra infatti che paragrafi, grassetti e corsivi, elenchi puntati, link e un po’ di sintesi siano fantascienza per molti blogger. Ben altro discorso è quando si parla di pubblicare testi con valenza artistica, come racconti o poesie, dove applicare questi principi può snaturare forma e messaggio del testo stesso. Insomma, guadagnare autorevolezza e scrivere in modo appropriato è una dura lotta.
Dopo questo post eccessivamente lungo e serioso, collasso tra le lenzuola.
Altri pensieri:
Categorie → Erezioni mediatiche, Hard-ware




Io non vedo il blog come ‘informazione alternativa’, ma come un mezzo di condivisione di idee e pensiero. Credo che l’informazione in senso stretto debba essere lasciata alle testate giornalistiche, che sono attrezzate (in tutti i sensi) per gestire la cosa. Per un blogger, ad esempio, c’è una estrema difficoltà a verificare l’attendibilità della ‘notizia’, che è alla base dell’attività dell’informazione. Concordo poi sulla necessità di avere contenuti propri. Troppo spesso ci si trova con la stesso medesimo testo, clonato anche nella punteggiatura, in troppe fonti.
Tnks per il commento!
Ho parlato di “blog” come “informazione alternativa” in riferimento ai blog generalisti, perchè se ne è parlato durante il wordcamp e perchè ci sono blog che hanno l’intenzione di informare il lettore, o cmq di diffondere notizie. Detto questo, sono d’accordo con te, sia sul blog come mezzo di condivisione (e credo sia quello che faccio), sia per quanto riguarda le difficoltà dei blogger, sia riguardo i contenuti dei blog. Tuttavia, anche se il primato dell’informazione rimane alle testate giornalistiche, credo che un blogger abbia la possibilità di effettuare ricerche in maniera libera e approfondita, e di dare spazio a notizie minori, o trascurate che non trovano spazio sulle pagine on line dei quotidiani, scovando contenuti interessanti e facendo luce su aspetti delle notizie taciuti dai principali organi di informazione. Personalmente sono molto affascinata dall’idea sovversiva del blogger, che dice quello che gli altri non dicono.
So.
Le amichette immaginarie salutano;-)
Te la sei cavata strabene (e ci sono anche le prove fotografiche della tua partecipazione attenta)
Tnks!
siete troppo le più migliorerrime!
So.