AfterMoon
Tu non ci sei. Non sei neanche un pallino colorato.
Sei la nebbia attorno alla mia mente. Sei la mia passione in codice binario.
Non sei lettere che tremano e appaiono sul mio monitor. Non sei qui.
Sei nascosto come la luna dietro il sole del pomeriggio.
Se fossi qui staremmo a letto tutto il tempo, con la pioggia che batte sui vetri anche se fuori c’è il sole. In un letto a baldacchino con le tende rosse tirate, per far durare la notte. Assolutamente incapaci di alzarci, di vestirci, di staccarci.
L’agenda è vuota. L’agenda non esiste.
A leggere le parole che altri hanno scritto per noi, con la tua testa sulle mie gambe, e io che ti accarezzo i capelli e tu che fumi una sigaretta, e io che la sfilo dalle tue dita per respirarti ancora. E tu che ascolti la mia voce che trema come i lampi di un temporale e quasi ti addormenti, e non siamo da nessuna parte e non viviamo in nessun tempo. Poi tu sentiresti una nota che suona viva e ti gireresti su un fianco, ti metteresti a sedere tra le lenzuola morbide, vicino a me, e mi sposteresti i capelli dietro un orecchio, sussurrandomi un respiro segreto. E io piegherei il collo perchè mi hai fatto il solletico, perchè mi hai fatta eccitare. E ti guarderei con gli occhi grandi, un po’ da sotto, perchè ti voglio sfuggire perchè un po’ mi vergogno di essere così trasparente per te. Tu te ne accorgeresti subito e mi sfioreresti solo con un dito e io avrei un brivido e inclinerei la testa ancora di più, ma tu verresti a cercare i miei sguardi, a tenere il mio viso tra le mani. A baciarmi leggero con la violenza dell’eccitazione. Mi prenderesti le mani intrecciando le dita, facendomi stendere, facendomi sentire il tuo corpo sopra il mio. Mi allegargheresti le gambe con le tue e mi bacieresti ancora risalendo fino alle mie labbra, fino a far coincide il tuo desiderio con il mio, a riempirlo. Tu mi blocchi i polsi e mi chiedi se sono tua e la mia pelle trema, e il piacere spinge, e scalcia mentre scorri su di me, mentre vibri con me, con noi, perchè ormai non siamo più soli e ridiamo e gridiamo e piangiamo e veniamo insieme.
E tu che non ci sei.
Tu che sei nascosto come la luna dietro il sole del pomeriggio.





Non ci sono parole davanti alla poesia, il tempo attorno a me si ferme ed io rimango incantata come se, affetta dalla sindrome di Stendhal, stessi guardando un quadro. Vedo la stanza, vedo la pioggia, vedo due amanti, vedo il mondo tra le rosse tende tirate. Vedo il ricordo e vedo la speranza.
Grazie…questo l’ho scritto davvero con il cuore sulla tastiera…
So.
Bello Sophy, si sente che l’hai scritto col cuore.
E’ emozionante e coinvolgente: mi ha commosso e mi ha reso un po’ malinconica…
Ti abbraccio,
Nico*
nooooo non immalinconirti
Grazie Nico!
So.
..arrivato..dritto dritto..pazzesco..
ti riconfermo come mia scrittrice più più migliore..
La
Grazie! e tu sei la mia tata più più tatosa!!!
So.
Ty.;-
So.
cimplimenti davvero.. più ti scopro e più t’apprezzo!
Tnks Tnks
So.