senza scampo – parte IX
Herbert Miller è legato, fottuto e ha le lacrime agli occhi. Non perché sia impaurito, o dispiaciuto, e neppure perché sa di non avere la minima possibilità di fuga: Herbert Miller piange per il fumo gli penetra nelle pupille, gli striscia in gola come parole mai dette, e lo fa ricadere sulle ginocchia a cercare di tossire, di respirare. Davanti a lui c’è un piccolo rogo delle sue identità sfruttate, i cui resti sono stati diligentemente raccolti da Destiny durante gli inseguimenti e lei li immola una alla volta, martiri della sua personale inquisizione. Getta i loro documenti, i loro vestiti, i loro sussidi di disoccupazione. Addio al rappresentante di enciclopedie, addio al marinaio in congedo, addio al vagabondo filosofo, addio al prete tentatore. Addio. Destiny guarda Herbert e dall’alto del suo ventre bombato e pronto a detonare prole dice: “smettila di frignare, anche nascondersi non ha mai aiutato nessuno.”




