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duro lavoro

4 settembre 2007

Le era bastato uno sguardo per perdere il controllo. Aveva bussato timidamente alla porta ed era entrata nell’ufficio del suo principale per informarlo di una disdetta, e lui l’aveva squadrata con quel suo fare da stronzo, senza smettere di parlare al telefono. Lei era rimasta immobile di fronte a lui e il suo sguardo le aveva percorso la linea morbida delle gambe, e si era soffermato un attimo sulla piega della gonna dove si congiungevano, poi era risalito lambendole il ventre e si era posato sui seni che spiccavano appena attraverso la camicetta. Si sforzava di controllarsi, di contenere gli ansimi e iniziò a far vibrare la penna tra le dita, sentendo la pelle che si riscaldava nel contatto con quegli occhi gelidi e spietati, sentendo i suoi occhi diventare neri di desiderio e di follia; poi lui l’aveva guardata minaccioso, intimandole in silenzio di girare i tacchi e di non disturbarlo oltre, se non voleva perdere il lavoro. Con il petto che ondeggiava in una tempesta di respiri, richiuse la porta alle sue spalle, e percorse il corridoio traballando nervosamente sui tacchi mentre si sistemava con le dita tremanti i capelli appiccicati sulla fronte umida. “venga subito nel mio ufficio, signorina”, sentì dire in tono perentorio da una voce alle sue spalle, quando ormai era giunta alla scrivania: il cuore le si fermò nel petto e arrossì violentemente quando si accorse che le sue voglie le avevano sciolto e infiammato il ventre. Deglutì, si girò e si diresse verso di lui con le gambe malferme e pronte ad aprirsi al primo cenno, tenute ormai insieme solo dai collant.

6 commenti Lascia un →
  1. 4 settembre 2007 3:20 pm

    Ciao Sophie, durissimo lavoro direi :-)

  2. sophieboop permalink*
    4 settembre 2007 3:22 pm

    già, soprattutto per il capo… :)

  3. Andrea Dragone permalink
    12 ottobre 2009 3:46 pm

    Bellissssssimo.

  4. 12 ottobre 2009 4:12 pm

    :) l’ho scritto tantissimo tempo fa.
    So*

  5. 16 gennaio 2010 2:41 pm

    credo che sia davvero un intenso racconto breve!!!
    bello e caldo al punto giusto.
    ma esistono davvero i luoghi di lavoro dove le persone si comportano così? ah si? a meeeeeeeeeeee!!!!! ;-)

  6. 17 gennaio 2010 2:44 pm

    Se uno lavora da casa poi è tutto più facile… ma si perde il fascino dell’ufficio :)
    So*

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