Lonely day
sopravvivere. stringere i denti, il culo, il cuore e andare avanti. semplicemente passare oltre. cercare di riportare i minori danni possibili da tutto questo. creare compartimenti stagni per impedire alla merda di dilagare anche nel resto della mia vita. odio tutto questo. cercare di dimenticare che qualcosa sta andando a male, cercare di non sentirne il tanfo soffocante. cercare qualcosa che tenga assieme i cocci per non scivolare da piccole e frastagliate fessure. cercare di essere compatta. cercare di vincere, ancora, questo senso di non senso. cercare di far andar bene le cose. mi dico, mi dicono: non urlare, non piangere, non respirare. semplicemente rimani lì, a incassare colpi. a sputare denti spezzati. a ingoiare lo schifo che ti arriva in faccia con precoci folate d’estate. voglio stare sola. voglio stare in silenzio, vorrei che questo nodo di viscere strette si sciogliesse e iniziasse a gocciolare, a scorrere piano piano, a dilagare, rompendomi in mile pezzi per poter ricominciare tutto da capo.







