Petali pestati

2007 marzo 28
di Sophieboop

cileccaguardavo il soffittosto per venireorgasmoorgasmo multiplo definitivo Ti è piaciuto?

sono qui, con le mie calze smagliate e il cuore incazzato. sono qui, accartocciata sulla mia sedia di fronte a uno schermo inaffettivo, e penso che non ci sia poi tanta differenza. fumo una sigaretta e penso che forse questo sia il momento giusto per scolarmi un martini che mi stordisca a sufficienza, che riesca a calmarmi e a farmi dimenticare quanto sono labile, e isterica, e confusa. dannatamente confusa. mi chiedo quale sia il senso di una percezione, di un carattere, di un’emozione. in questo momento la mia rabbia ha più senso di quanto ne vorrebbe. getto petali di fiori che ho inventato solo per lui: lui che non li vede, e distratto dalla sua non necessità di me li calpesta mentre scappa da me, con la paura nel cuore. quella paura che odio ora più di ogni altra cosa. mi chiedo anche quale sadico abbia deciso di inventare questa cosa che è l’amore, quella forza sempre sottovalutata che sempre ci incastra. forse sono stata io ad inventarlo solo per slamettare ancora un po’ la mia anima mai abbastanza ferita. forse l’amore non esiste. forse è solo un positivo fotografico della merda che siamo. forse è solo uno sbaglio, perchè cerchiamo in una relazione o in un’altra persona qualcosa che è già dentro di noi e non riesce a uscire, come un pensiero soffocato dai no. mi chiedo quale sia il senso di provare amore per una persona che non lo vuole, e quale sia l’impulso malsano che mi spinge ogni giorno a lottare contro istinti di disfacimento e disperazione, se poi nulla vale quanto il peso di una parola non detta. mi sento schiacciare, a volte, mi sento sputare in faccia, a volte, eppure vado avanti, testarda come solo gli idioti e gli illusi sanno essere. non c’è senso in quello che scrivo, se non il voler parlare a qualcuno che stasera sia disposto ad ascoltarmi, e dire che sono arrabbiata. che mi fa male, che non potrà continuare così. che io lo amo ma non posso amare lui più di me stessa. che i petali pestati dalla paura marciscono sempre.

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