Ghost Rider, successo fantasma
Fortunatamente era martedì, e abbiamo pagato solo 4 euro a testa. Fortunatamente abbiamo sense of humor. Si sa che, quando il brutto è troppo brutto, rischia di sconfinare nel grottesco, nel trash, in quelle risate con sottotitolo: “non ci credo, non è possibile che abbiano fatto una roba del genere”, della serie ridere per non piangere. Da buoni appassionti di cinema e fumetti, avevamo deciso ci vederci Ghost Rider, in attesa di vedere il tanto sospirato e milleriano 300 la settimana successiva. Non ci aspettavamo certo un capolavoro, viste le critiche, ma un film almeno godibile sì. E invece no. No, No e ancora NO! Ghost Rider poteva essere una pellicola briosa, divertente, di quelle che ti incollano alla poltroncina tra botte e battute, e invece è un’altra inquietante manifestazione del voler sfruttare a tutti i costi il sodalizio tra cinema e comics. Tratto dal fumetto targato Marvel, che forse poco si prestava a un trattamento cinematografico, Ghost Rider narra di Johnny Blaze (Nicholas Cage), stuntman motociclista che in gioventù ha venduto l’anima al diavolo ed è stato da questi prontamente gabbato: di notte Johnny si trasforma in Ghost Rider, uno scheletro infuocato che si aggira sulla sua sferragliante motocicletta per riscuotere i contratti delle anime dannate e corrotte. Combattendo contro demoni e e malvagi, Johnny riuscirà infine a gabbare a sua volta Mefistofele, volgendo a favore dei deboli e degli innocenti la propria maledizione. Sarebbe quindi un vendicatore degli oppressi e degli afflitti dalla cattiveria altrui, un castigatore di anime malvage, un buono con aspetto da molto, molto duro, un centauro salvatore senza remore, ma sul grande schermo sembra più una parodia dell’originale cartaceo. Sarà per il regista Mark Steven Johnson che non contento del flop di Daredavil, ha deciso di riprovarci. Sarà per gli effetti speciali davvero troppo effetti, sarà per il plot scontato e sforacchiato da carie di romanticismo, sarà per i dialoghi banalotti in cui i monosillabi di Johnny sono l’unica nota azzeccata. O forse per il cast, niente affatto all’altezza di Cage, che almeno dev’essersi divertito durante il film (le riprese, ovviamente) e che regala tratti di personalità fumettistica al protagonista. Fatto sta che il film non sa di nulla, se non di aspettative e potenzialità deluse: un successo fantasma, che spero sia redento dai prossimi e attesissimi 300 e Spiderman 3. Una nota positiva però c’è: le mise metallare del focoso centauro, che trovo decisamente sexy e che mi impegnerò a promuovere presso chi di dovere.
Siamo usciti dalla sala puntinata da radi spettatori ridendo e scherzando, in attesa che i nostri cervelli assai perplessi emettessero un responso sufficientemente degno della boiata che avevamo appena visto, anzi, guardato. Io gli dicevo che se gli davo fuoco ai capelli sarebbe stato tale e quale a Johnny Blaze, e lui mi invitava a vendere l’anima in cambio di un po’ di simpatia.







